NEL GIARDINO DEGLI ARCHETIPI- Lucia Guidorizzi: L’arte spirituale di Vladimiro Lunardon.

vladimiro lunardon

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“Esistono due mondi e questo nostro mondo si cruccia nelle contraddizioni se non vive delle energie dell’altro mondo.” Pavel Florenskij

 

In questo tempo così presenzialista, in cui l’autorialità artistica è sbandierata su tutti i fronti e considerata un valore per se stessa, senza considerare il messaggio o il contenuto dell’opera, ci sono artisti che operano nascostamente e in forma quasi anonima, come nel Medioevo. La loro finalità non è quella di far risaltare l’ego, ma si lasciano attraversare dal potere numinoso delle immagini e così facendo riescono ad aprire porte e finestre sull’Infinito. Non avendo desiderio di autoaffermazione, sentimento che rende l’artista  un personaggio ingombrante e spesso irritante, sono consapevoli che l’arte è un esercizio d’ascesi e di trascendenza e perciò lavorano in un’altra direzione, ispirati da intuizioni luminose che li portano ad esprimere i valori di una dimensione eminentemente spirituale.
Ho conosciuto le opere di Vladimiro Lunardon prima ancora di incontrarlo di persona e queste mi hanno subito parlato di quella dimensione simbolica senza la quale l’arte diviene solo sperimentazione ed esercizio. Il lavoro di questo artista è mosso da un’assoluta purezza d’intenti che lo rende simile ad un antico pittore d’icone.
Vladimiro Lunardon, con le sue opere, apre delle finestre sull’invisibile, facendo affiorare quella dimensione spirituale che solo uno sguardo aperto al simbolico può raggiungere.
Nella prefazione del libro “Le porte regali. Saggio sull’icona” opera del monaco russo Pavel Florenskij, Elemire  Zolla scrive: “ La pittura d’icone esprime il mistero di un dipingere che si fa strumento di conoscenza soprannaturale e prende atto dell’affiorare alla mente di un archetipo celeste”. Questo genere di pittura ricerca una vera e propria metafisica dell’immagine e della luce, in cui Florenskij individua il punto d’incontro e contatto tra il visibile e l’invisibile. L’arte si tramuta così in vera e propria metafisica dell’essere in cui le stesse fasi del dipingere costituiscono un’autentica cosmogonia. Questo intento distingue l’arte orientale da quella occidentale, poichè nelle icone, le immagini sono prive di ombra. Florenskij afferma che il pittore d’icone non si occupa di faccende tenebrose, semmai raffigura esseri gloriosi di luce mentre l’ombra, in quanto tale, rappresenta il mondo dell’oscurità e dell’assenza. 

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vladimiro lunardon


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Così il mistero del dipingere si fa strumento di conoscenza soprannaturale, e gli aspetti spirituali delle cose divengono visibili a coloro che hanno manifestato in sé stessi ciò che in greco è l’idea: l’idea stessa, illuminandosi, vede l’idea dell’Essere, sé stessa e, attraverso a sé stessa che rivela il mondo, questo nostro mondo come idea del mondo superiore.
Anche Vladimiro Lunardon, pur operando in un differente contesto storico-culturale e pur usando tecniche che non fanno parte della pittura tradizionale delle icone,  ricerca comunque l’autenticità di un mondo che ci trascende, capace di esprimere la dimensione archetipica.
Il suo universo pittorico è tutto impregnato da una visione illuminata da una luce interiore, caratterizzata da iscrizioni celesti, dervisci rotanti, circonvoluzioni di pianeti, spazi spiraliformi, figure enigmatiche di Dee, Grandi Madri, Angeli.
La sua pittura nasce da una chiamata interiore ed è questo che la rende autentica e capace di esprimere attraverso le immagini concetti di grande portata simbolica.
In un dialogo serrato con gli archetipi, nei suoi quadri compaiono figure femminili che evocano la volta del cielo stellato, che parlano di fecondità e di rigenerazione, che dialogano con gli animali e le piante. Il suo è un percorso profondamente iniziatico, che riconosce la sacralità della Natura, in cui il mistero inesprimibile del cosmo si manifesta in criptogrammi, alberi della vita, labirinti e meandri che raccontano di viaggi e voli dello spirito.
Tema ricorrente nelle sue opere è anche il pesce, simbolo antichissimo presente in molte religioni fino al Cristianesimo. Il pesce è immagine dell’Inconscio, in quanto abita  del mondo degli abissi e delle profondità.
Le opere di questo Artista sono tutte  correlate tra loro e riconoscibili da una cifra che le contraddistingue: quella della ricerca spirituale. Il  suo mondo simbolico è profondamente interconnesso e in un certo senso junghiano, in quanto celebra “l’inconscio collettivo”, quello stesso inconscio che si manifesta nei sogni, nei miti e nell’arte e di cui tutti siamo partecipi, talvolta in modo inconsapevole.
Se l’arte è ricerca  inevitabilmente sarà chiamata ad espandersi in territori invisibili, riuscendo ad evocare la presenza del sacro che è racchiusa in ognuno di noi.  E’ per questo che amo profondamente il suo modo di dipingere perché racconta le avventure del mondo dello Spirito con grande onestà artistica e intellettuale.


Lucia Guidorizzi

Vladimiro Lunardon è nato il 18 aprile 1959 a Cittadella, dove risiede. Ha cominciato a dipingere nel 2002, non ha frequentato alcuna scuola artistica, ma si è formato da autodidatta, seguendo le sue intuizioni interiori. La sua ricerca si sviluppa nell’ambito del mistico e del simbolico: è un pittore creativo ed esegue anche lavori su commissione, partecipa da molti anni a mostre itineranti in varie città italiane.

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