HELMUT NEWTON AI TRE OCI DI VENEZIA. Perfetto elogio dell’imperfetto- di Adriana Ferrarini

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Guardando le foto di Helmut Newton alla fondazione TRE OCI di Venezia non si può non provare il piacere del riconoscimento. Molti degli scatti esposti sono infatti così noti da far parte del nostro immaginario. Si tratta per lo più di nudi femminili, corpi patinati di modelle fotografate all’interno di saloni aristocratici o di hotel di lusso o lungo il bordo di piscine hollywoodiane, oppure all’interno di studi asettici, come nel caso dei Big Nudes che, assieme a White Women e Sleepless Nights, è una delle tre sezioni della mostra.

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Ritratti e altri tratti- Veevera – A proposito di selfie

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i am- sergio albiac

 

Seguo ormai da molto tempo un artista per il quale ho un amore particolare, è vario, è curioso e imprevedibile, riesce a registrare le variazioni della percezione e farne registri di ricerca per la sua arte grafica. Ultimamente ha preso come oggetto dei suoi studi la pratica diffusa e virale, termine di cui si abusa ma mette davvero in evidenza qualcosa di latente e oscuro, quel virus che imperversa in ciascuno di noi ed è un modo per farsi notare tra la massa senza volto e caotica in cui tutto è un sommerso paesaggio. Continua a leggere

Alessia Bronico: Le “compressioni” di Stefano Bombardieri

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«Ogni cosa finché dura porta con sé la pena della sua forma, la pena d’esser così e di non poter essere più altrimenti».
L. Pirandello

 

Gare 82, ex casa cantoniera ristrutturata allo scopo di diventare spazio espositivo da un’idea di Ettore Marchina. Siamo a Brescia dove ha luogo la personale di Stefano Bombardieri, DRUMMA, con la curatela di Anna Lisa Ghirardi. Continua a leggere

Malinconia travestita da cortesia. Per Le nuove elegie di Paolo Senni- Recensione di Francesco Piazzi

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Alex Colville aka David Alexander Colville

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Nella nuova raccolta di poesie di Paolo Senni, Le nuove elegie – poesie per argomenti, Pendragon, Bologna 2015, ritrovo gran parte delle tematiche e peculiarità stilistiche presenti nella produzione precedente: la tensione prosastica e discorsiva di marca minimalista e carveriana: una scrittura che esibisce la quotidianità, l’ordinaria amministrazione;la quasi assenza di lirismo in senso tradizionale: assenza di rime, di fenomeni di richiamo fonico; Continua a leggere

E’ IL TEMPO DELLE DONNE – Vittoria Ravagli: Il tempo di Roberta

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Roberta Serenari è un’altra tra le “donne normali” che più stimo e che conosco da tantissimi anni. Un’altra sorella. Una delle prime che hanno fatto parte de Le Voci della Luna, allora “Arci Luna”.  E’ una pittrice affermata, ha avuto ed ha riconoscimenti importanti, le sue mostre indicano il livello alto cui il suo talento l’ha portata negli anni. Abita a Sasso Marconi. Di lei, oltre al talento,  mi pare sorprendente la semplicità, l’umiltà sincera con cui si rapporta agli altri e la generosità quasi imbarazzante, sempre disponibile com’è.

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ISTANTANEE – Anna Maria Farabbi- A proposito di “DE AMICITIA”

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Aurélie Monet Kasisi and Anouk Dandrieu

 

Apro questa piazzetta bianca tra le nostre carte per piantare questa pubblicazione che consacra  molto di più di un sentimento così prezioso e complesso come l’amicizia: rimette al centro un’identità  femminile che, nel corso del tempo,  non ha smesso di tessere attenzione, ricerca appassionata e rigorosa, nella storia, nella cultura, nella sensibile creatività delle donne tra i vari registri di diverse manifestazioni artistiche.

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SANDRO PENNA E LA CITTA’- di Barbara Bracci

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L’incontro con la poesia è sempre dietro l’angolo, può avvenire nei luoghi che viviamo e respiriamo, risalire da parole scritte nel tempo che, d’improvviso, riemergono.
Una città non dovrebbe mai dimenticarsi dei propri poeti, ma ritrovarne i luoghi di vita e rianimarli, riaprirli con freschezza alle persone, agli abitanti, ai turisti, distribuire soffi vivi per dire, oltre le targhe e le intestazioni: “un poeta ha amato e sofferto, qui”.

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Le anime di Marco Polo- Un racconto di viaggio nella continuità tra sé e il mondo- Note di lettura di Fernanda Ferraresso

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Le anime di Marco Polo, di Giancarlo Baroni, è un titolo che suggerisce molte vie di percorrenza. Le anime, prima di tutto, ci propongono una domanda non eludibile. Perché al plurale? Le anime di chi si tratta? Tutte le anime di Marco Polo? Non ne basta una? Una per ciascuno? La poliedricità si addice all’io, non all’anima, che per sua natura comprende in sé ogni cosa e non abbisogna di più caratteristiche che la differenzino. Si tratta allora dell’anima di altri, quelli cioè che Marco Polo nel suo viaggio ha incontrato?

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TRITTICI- IL SEGNO E LA PAROLA DI ANNAMARIA FERRAMOSCA- Note di lettura di Fernanda Ferrraresso

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elvira

 

 

La parola scritta, non quella orale in cui entra l’animo del  narrante, le intonazioni e le coloriture della voce, ma quella scritta, dipinge, tratto per tratto, una storia?
Ne definisce le scene, ne ratifica i tempi e ne imposta i cardini di accesso, anche quando non sono scritti in chiaro . Ma.

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Una fuga di parole. Esperienze di poesia dal carcere di Terni- presentazione di Claudia Cianca

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Recentemente ho avuto modo di partecipare a Spoleto ad un convegno nazionale di docenti che lavorano in carcere. Parlando con l’ educatore che  ci ha seguito nella giornata, sono rimasta colpita da quanto ci ha raccontato in merito ad una volta che s’è trovato ad accompagnare un detenuto in permesso premio, cioè nuovamente e per poche ore a contatto con il mondo esterno. Ha testimoniato di averlo visto completamente disabituato al più piccolo atto autonomo, dipendente dalla sua persona, come un’ombra  in tutti i gesti, anche minimi, come quello di attraversare la strada.

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Il GATTO BELFAGOR. Favola per adulti con incipit d’autore- Graziella Poluzzi

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Per molti aspetti mi reputo un uomo del tutto normale per la mia razza, sesso e religione: ho un lavoro che mi soddisfa relativamente, una casa che, se tutto andrà bene, finirò di pagare poco prima di morire, una moglie che rispetto e che tradisco con encomiabile regolarità sia con donne che con uomini, due figli di cui so poco o niente ed un gatto che sa bene come ignorarmi per suscitare in me il più vivo interesse nei suoi confronti.

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TELEGRAMMA- Mittente: Jean Rostand

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Tutta la diversità umana è il prodotto della varietà quasi infinita delle combinazioni di geni. Noi tutti siamo formati della stessa polvere cromosomica, nessuno di noi ne possiede un solo granello che possa rivendicare come suo. È il nostro insieme che ci appartiene e ci fa nostri: noi siamo un mosaico originale di elementi banali.

Jean Rostand