TESTI E PRETESTI- Paolo Gera: “Il Festival Internazionale di poesia a Genova, comunità poetiche e nuovo rinascimento”

cortile maggiore del palazzo ducale di genova-  XXIII edizione  festival di poesia“ parole spalancate”

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Il Cortile Maggiore del palazzo Ducale di Genova è uno spazio rettangolare tra alte colonne di marmo, se si alza la testa si può vedere il cielo, azzurro, e poi nelle varie sfumature del crepuscolo sino alla notte. Si ascoltano le parole dei poeti e si guardano le nuvole passare e il blu che si fa ad ogni minuto più intenso. Non è l’unico luogo che dia ospitalità agli incontri del Festival Internazionale di poesia, ma ne costituisce il polo magnetico per la sua centralità, il suo fascino e le sue valenze simboliche. Continua a leggere

PER NON DIMENTICARE. Viaggio nella cultura del popolo armeno attraverso le sue favole – Vittoria Ravagli

cover  PER NON DIMENTICARE- elaborati eseguiti dagli studenti dell’istituto comprensivo di Sasso Marconi
con la collaborazione di Sonya Orfalian

 

Ci sono ancora donne (e uomini) che riescono, in questo periodo così particolare e per certi aspetti molto negativo, dare di sé il meglio, trasmettendo – nel proprio compito di insegnanti – principi, valori, attraverso lo studio della storia, il racconto, la fiaba, la ricerca, la testimonianza, l’impegno singolo e collettivo…E’ il caso di cui scrivo oggi; mi riferisco ad un progetto realizzato a Sasso Marconi dalle terze classi della scuola media, con la guida di tre insegnanti: Caterina Morelli (arte), Barbara Orsini (lettere) Paola Pandolfi (cittadinanza e costituzione)
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FRA PARENTESI – Costanza Lindi: “La camiceria brillante dei miei anni” di Simona De Salvo

natalia drepina

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Life is something big and vibrating: lo disse un senzatetto di Carnaby Street, un pomeriggio di dicembre. Ricordo che ci pensai tutto il giorno. Anche la sera al pub, in mezzo a quel casino, birre sidro, Ginger Ale, camerieri, lampadine, non riuscivo a non pensare La vita è qualcosa di vibrante. Come quei versi di una poesia di Anne Sexton: Una sola volta compresi lo scopo della vita, accadde a Boston, inaspettatamente. Accumulò costanti fino all’alba per scoprire poi che se n’erano andate. Continua a leggere

Rapire una favilla al sole- Note di lettura di Paolo Gera

pat perry

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“Il  mondo come un clamoroso errore” è un piccolo volume di parole, un leggero libretto che ha un peso specifico altissimo. E’ facile da mettersi nella tasca di una giacca, come una raccolta di preghiere, laiche: sarebbe bello portarselo con sé e leggerlo sotto il tiglio di un parco o mentre si aspetta il proprio turno e si consumano lentamente i numerini delle chiamate, alle poste o dal medico condotto.
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TERRE DI INCIPIT- Alessia Lorenzi: Lo specchio dell’arte.

alessia lorenzi

 

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Giotto– Era come musica per me la mia arte, una musica stesa su tela, delicata, perfino se segnata con carbone su roccia. Fu proprio nella natura che imparai a conoscerla bene, misteriosa e perfetta. Ricordo quegli inizi, quando ti tracciavo sulle pietre, lasciando segno della tua presenza in quell’aria quotidiana.
Dalle pecore ai limpidi cieli, la natura era tinta del tuo creativo splendore, ma naturalmente tu eri in tutto, avevi il mio cuore.
Ricordo quando ti posi la mia più grande proposta, quant’ero umile e spavaldo nel profondo! Ti proponevo di cambiar percorso,
«Avventuriera, io ti conosco!».
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GLI INQUIETI VESTITI DI LUISA BERTOCCO – Adriana Ferrarini

luisa bertocco

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A volte sono così piccoli che possono stare nel palmo di una mano, a volte così grandi da poterli indossare, a volte sembrano prendere il volo, specie di uccelli che si posano per un istante su un ramo, i Vestiti di Luisa Bertocco ci portano nel mondo fatato dell’infanzia, quello in cui tutte le cose si trasfigurano, tutto diventa altro: il ranocchio è un principe, la bellissima regina una strega, la zucca nell’orto un cocchio dorato. E i Vestiti sono la chiave per entrare nel mondo, nel mondo dei Grandi, fingersi signore, principesse, guerrieri, lupi e pastori, demoni e angeli.
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LAURADEI LIBRI- Laura Bertolotti: Questa cosa bizzarra che si chiama amore di Elke Heidenreich e Bernd Schroeder

gustave caillebotte

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Ah, l’amore! Quante righe sono state scritte in suo nome, e lacrime versate e cioccolatini, rose rosse, diamanti acquistati in suo pretesto. E si continua a parlarne  perché resta un sentimento misterioso, evocato con enfasi, invocato e ripetuto ad oltranza nelle canzoni, accennato con riserbo dai parsimoniosi della parola, sostanzialmente inspiegabile. Continua a leggere

IL CLANDESTINO. Riflessioni di viaggio di Gianluca Mungo: NON E’ COLPA NOSTRA

antonio mora- dream portraits

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Gli avevo chiesto di inviarci alcune riflessioni sui filosofi e sul pensiero filosofico, mi ha invece proposto un testo, di cui accludo anche la breve mail con cui me lo ha inoltrato, perché la ritengo esplicativa oltre che necessaria a farci pensare alle nostre posizioni correnti, mossi più da una emotività immediata che da una reale e autentica analisi di quanto ci capita di vivere o condividere, che vediamo nella casa accanto alla nostra e dovunque ci si possa trovare per strada. Continua a leggere

ISOLINA- Elianda Cazzorla: Il rosso, il nero e il bianco.

 elianda cazzorla –  ross blecker, untiled, 2016, arte fiera bologna

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Supera la soglia dell’aula otto bis.

Rallenty. Sul primo passo di Isolina che apre un varco nel corpaccio nero dei pensieri, nato e cresciuto dalle parole sfuggite al caos. Prima che squillasse la campana, le ha scodellate, nel suo apparato uditivo, una voce anonima. È strano come nella babilonia di suoni e d’idiomi, nel frastuono del corridoio, le paroline si siano disposte, di primo mattino, correttamente nella costruzione di un periodo ipotetico: Continua a leggere