POESIA- Traduzioni di Daniela Raimondi: tre poesie di Gary Young

lisa graa jensen

 

 

Camminando verso casa dopo il lavoro

Asfalto e ghiaia battono sotto i tacchi delle mie scarpe
colpiscono e spingono in avanti il resto del mio corpo.

Di fronte a me, l’ultima luce del giorno svanisce
e i contorni frastagliati della montagna
risplendono iridescenti, ogni albero
unico e solido.
Ogni notte la stessa. E, se proprio
non la stessa, parte di una lunga notte
che mi accompagna a casa, là
sulle alture ai piedi delle colline.
Una striscia di fumo grigio
sale dal comignolo,
un filo dal quale la casa
galleggia sospesa nel buio.
Sono quasi arrivato quando l’ombra appare
strisciando contro le finestre appannate
della cucina.
Mia moglie sta cuocendo il pane. Con una mano
raggiunge il vetro e rimuove il vapore.
La luce trabocca dalla cucina
e inizia a spandersi sul mondo.

.

Walking Home from Work

Asphalt and gravel flex with my shoes as the heel
hits and pulls the rest of my body forward.
Ahead of me, twilight is ending
and the ragged outline of the mountain
is glazed with iridescence, each tree
singular and sure.
Each night the same. Or if not
the same, then part of one long night
that leads me to my house, there
on the high ground of the foothills.
A thin streak of gray smoke
rises from the chimney,
a string from which the house
is suspended in the darkness.
I am a block away before shadows appear
moving against the fogged
windows in the kitchen.
My wife is baking bread. A hand
reaches up and wipes away the steam.
Light spills out of the kitchen
and begins to fill the world.

.

lisa graa jensen

.

Il dottore ricostruisce una mano

La sua mano era una marionetta, più di legno che di carne.
Nelle ossa esposte e nei nervi recisi delle dita,
si era portato dietro la foresta: corteccia, resina,
le foglie morte, pezzi di legno massiccio
Non sentiva dolore. Ma in lui c’era il terrore
di un uomo perso nei boschi, lo struggimento dei compagni
mentre rinunciavano a cercarlo, attendevano, poi tornavano a casa.
Che insetti del legno, quali sfioramenti
si insinuarono tra le sue dita quando il sangue iniziò a scorrere.
Mentre rimuovevo schegge da dentro le sue ferite
scoprivo paesaggi fatti di corpi,
la pelle e la carne della foresta. Sentivo
l’oscura pressione del mio stesso sangue che si solidificava
contro la polpa rossa della mano che ricostruivo
copiando la mia come modello. Se solo avessi abbandonato la mia vanità
di guaritore, avrei potuto entrare la foresta delle ferite,
e rinascere, senza paure, da qualsiasi cosa fosse quello che stavo toccando.

.

The Doctor rebuilds a Hand

His hand was a puppet, more wood than flesh.
He had brought the forest back with him: bark, pitch,
the dull leaves and thick hardwood that gave way
to bone and severed nerves throughout his fingers.
There was no pain. He suffered instead the terror
of a man lost in the woods, the ache of companions
as they give up the search, wait, and return home.
What creeps in the timber and low brush
crept between his fingers, following the blood spoor.
As I removed splinters from the torn skin
I discovered the landscape of bodies,
the forest’s skin and flesh. I felt
the dark pressure of my own blood stiffen
against the red pulp I worked into a hand
using my own as the model. If I could abandon the vanity
of healing, I would enter the forest of wounds myself,
and be delivered, unafraid, from whatever I touched.

.

lisa graa jensen

.

Notte di settembre

Le nuvole si aprono rivelando la luna piena e dal buio il cervo esce per il pascolo.
La mia ombra si corica sull’erba bagnata, immobile,
come un’ombra sotto la luce del giorno. È meraviglioso
passare un tempo seppur breve sulla terra. Quanto è terribile
non credere in nulla. Muovo le braccia e le macchie più scure tremano.
Colto dalla sorpresa, il cervo si muove, spiazzato, i passi incerti
torna alla foresta. La luna batte sul tetto di lamiera ondulata dei pollai
e in questa luce chiara e crudele il tetto di metallo sta bruciando.

 

September Night

Clouds break before the full moon and deer step out of darkness to graze.
My shadow is lying on the still, wet grass
like a shadow in daylight. It’s beautiful
to pass even briefly over the earth. How terrible
to believe in nothing. I lift my arms and the darker marks tremble.
The startled deer move in a staggered, halting line
back into the woods.  The moon beats on the corrugated tin of the coops
and in this cruel and lucid light the metal roof is burning.

 

Traduzioni a cura di Daniela Raimondi– testi di Gary Young

.

Gary Young è poeta, artista ed educatore americano.  Fra i numerosi riconoscimenti, ha ottenuto la Poetry Society of America nel 2013, il Lucille Medwick Memorial Award (2013), il Shelley Memorial Award (2009), il William Carlos Williams Award (2003), e il Lyric Poem Award (2001). Il lavoro artistico di Gary Young è inoltre esposto al Museum of Modern Art, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Getty Center for the Arts. Insegna Scrittura Creativa ed è Direttore della Cowell Press all’Università della California, Santa Cruz. Non è stato tradotto in Italia.

 

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