CARMELO MUSUMECI: Undici ore d’amore di un uomo ombra

LPFM

lpfm.

Continuiamo e continueremo a pubblicare  testi e materiali che riguardano specificatamente una pena che riteniamo ingiusta e inutile, che addirittura pareggia, in sfregio alla vita, l’impulso distruttivo di qualsiasi azione violenta  e dentro ci mettiamo tutti i generi di violenza, perché la VIOLENZA HA SOLO IL VOLTO DELL’EFFERATEZZA SEMPRE, ED E’ CRIMINE OGNI VOLTA CHE PONE VITA O HA COME OBIETTIVO DI FARLO ANCHE UNA SOLA VITA UMANA.
Considero personalmente questa forma di giustizia più vicino ad un permanente esercizio di guerra molto vicino alla tortura, allo stillicidio che questa comporta e non invece un atto educativo quale invece dovrebbe essere il sistema con cui oggi si acutizzano i problemi sociali.
Presentiamo oggi un testo di Carmelo Musumeci, con il quale siamo in contatto attraverso l’opera instancabile e precisa di Nadia Bizzotto ( Servizio Carcere Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII), che si batte da lungo tempo affinché si trovi una risoluzione diversa a questa pena e si riporti in un ambito di vero diritto, e non una faida che sia espressione di  vendetta, l’esecuzione e l’assolvimento della pena inflitta

fernanda ferraresso

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Pierre Debusschere

Pierre Debusschere.

Undici ore d’amore di un uomo ombra…due anni dopo

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“Che fareste se dopo vent’anni di carcere aveste solo undici ore per rivedere quelli che amate? Di queste undici ore Carmelo ci racconta, con un ritmo che toglie il respiro, nel moto ondoso delle parole. Ma ci racconta anche della notte prima, lui che nella sua branda gioca di continuo con la morte, la invoca fulminea perché lo salvi dalla sua condanna a morte a rallentatore di Uomo Ombra. Stanotte no, stanotte ha paura di morire prima delle sue undici ore da uomo libero, morire come Mosè un istante prima di toccare la terra promessa, hai visto un dispetto di Dio. Ma vive. È mattina. I cancelli che dovrà passare sono undici, come le ore eterne e sfuggenti che ha davanti, un film serrato che concentra ogni passione, ma senza lieto fine. Alle 22.00 varcherà a ritroso l’undicesimo cancello, e sarà di nuovo solo. “Io e l’Assassino dei Sogni”

[dalla Prefazione di Barbara Alberti a “Undici ore d’amore di un uomo ombra” di Carmelo Musumeci, Gabrielli Editori].

Sono passati due lunghi anni dalle uniche undici ore che ho trascorso da uomo libero in ventidue anni di carcere.  Nel frattempo ho continuato il mio attivismo per fare conoscere in Italia, Patria del Diritto Romano e della Cristianità, l’esistenza della “Pena di Morte Viva” (così chiamiamo l’ergastolo ostativo a ogni beneficio penitenziario, che ti mura vivo senza la compassione di ucciderti).

In questo periodo mi sono anche iscritto a una nuova Facoltà ( Filosofia), ho avuto vari encomi, tre diversi direttori hanno chiesto la mia declassificazione dal regime/circuito Alta Sicurezza e il Direttore Ernesto Padovani di Spoleto si è così espresso: ”Parere favorevole sull’affidabilità individuale anche esterna” (Fonte: nota n°27107/M-C.F. del 03/06/2011).

 

Eppure sono ancora in regime/circuito di Alta Sicurezza e soprattutto non sono più riuscito a uscire.

Carmelo sta scontando una condanna all’ergastolo con l’aggravante dell’ostatività, ovvero della impossibilità di accedere a qualunque tipo di beneficio, sconto di pena o pena alternativa al carcere. Questo istituto, inserito quale misura di emergenza contro il terrorismo e la criminalità organizzata, ha assunto un carattere permanente. Cosa questa che ferisce i nostri valori costituzionali, che legano la pena al recupero e al reinserimento del colpevole.

Agnese Moro.

 

Purtroppo alcune volte le leggi dei “buoni” sono uguali, o peggio, di quelle non scritte dei cattivi  e per gli uomini ombra (così si chiamano fra loro gli ergastolani ostativi) la nostra Carta Costituzionale è carta straccia.

Nonostante questo, non sono pentito che due anni fa mi sono presentato con le mie gambe davanti all’Assassino dei Sogni (il carcere come lo chiamo io) sapendo che non sarei più uscito, perché per una volta, una volta sola, ho voluto dimostrare di essere migliore di uno Stato che condanna una persona a essere cattiva e colpevole per sempre.

“Da fuori l’Assassino dei Sogni fa ancora più paura. Sembra ancora più brutto. Ad un tratto il suo cancello enorme di ferro si apre. Sembra la bocca di un mostro. Il suo rumore metallico rimbomba nelle mie orecchie. Quella è la sua voce. Ancora un passo e poi sarà tutto finito. Sarò di nuovo un uomo ombra. Un’ombra fra tante. Faccio quel passo. Provo la sensazione di non esistere più. E mi faccio divorare dall’Assassino dei Sogni, lasciando alle mie spalle la libertà, l’amore e la felicità.” (pagg 50-51).

Dopo due lunghi anni i ricordi di quelle “Undici ore d’amore” sono diventati sempre più piccoli: ho rivissuto quei ricordi nella mia mente tante di quelle volte che li ho consumati.

Carmelo Musumeci  www.carmelomusumeci.com

Carcere di Padova, 2013

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Copertina di 11 ore in formato fotografia

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