Re-cognize glances: sguardi ri-conoscenti- Ottavio Girardello su Antonio Lovison

Antonio Lovison

RE-COGNIZE GLANCESC’è un velo tra la realtà e ciò che di essa percepiamo: il velo dell’illusione Maya. Così è e così è sempre stato. Questo sistema fatto per illudere, si fonda su di uno sguardo manipolato e deviato a credere reale ciò che viene semplicemente spacciato come tale. E’ il segreto di Pulcinella. Non è vero che la conoscenza è esterna al soggetto, che deve essere acquisita e che il soggetto acquisendola, rimarrà strutturalmente inalterato. Il soggetto non è neutro rispetto all’oggetto e il suo atto di percepire non è una mera registrazione tecnica, come sanno benissimo i pubblicitari e i propagandisti di tutto il mondo, e non sanno invece quei poveracci degli “utenti” che non si accorgono mai di essere presi in giro. La percezione avviene dentro la mente, non fuori, e perciò è pensiero, non materia. La consapevolezza dello sguardo è segno del grado di sviluppo personale: a livelli più alti basta un colpo d’occhio, a livelli più bassi non basta una vita. Di solito guardiamo senza riconoscere perché senza conoscenza non può esserci ri-conoscenza, e perciò inventiamo quello che non vediamo finendo poi col crederci, perché chi non sa si aggrappa a una fede non avendo consapevolezza e la fede non si basa sulla conoscenza. In questo contesto, le foto di Lovison, anzi le sue fulminee occhiate, colgono l’istante in cui la realtà si rivela e ci mostra una visione improvvisa e inaspettata, un’apparizione polisemica. Ogni immagine si presta a molteplici interpretazioni che richiedono la nostra partecipazione attiva, uno sguardo limpido e fresco, come quello di un fanciullo capace di capire il mondo dalle nuvole in cielo, dall’acqua che corre, da un’insegna al neon, dal cemento di una strada, dal fondo di un secchio. Lo sguardo di Lovison, sa vedere l’esito di uno scatto dentro di se, prima ancora che nelle cose: per certi aspetti si tratta di un Trompe-l’oeil all’incontrario, un’andata e un ritorno da ciò che l’immagine sembra e da ciò che è e viceversa. E’ come se egli estraesse nuovi e diversi significati percettivi che non negano le cose fotografate ma interagiscono con esse: questa interazione tra significato e significato e tra significante e significante, svela i trucchi del gioco di Maya rivolgendoglieli contro. E così ci troviamo immersi in un viaggio magicamente sorprendente.Ottavio Girardello

Antonio Lovison
Riferimento in rete: http://www.worldwordnow.it/wp-content/uploads/2011/10/antonio-lovison-.-world-word-now-002.jpg

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