ISTANTANEE- Adriana Ferrarini: Isolina non si ferma mai. Note di lettura su “Isolina un martedì” di Elianda Cazzorla

rie nakajima

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L’Isolina che ci intratteneva con le sue (dis)avventure scolastiche nelle pagine di Carte Sensibili, ora è diventata un libro: ISOLINA, DI MARTEDÌ, il racconto di una giornata, un piccolo epos quotidiano che, fedele alle unità aristoteliche, si chiude nell’arco di 24 ore.

E’ martedì. Il giorno della settimana sotto il segno di Marte e in effetti Isolina, a onta del nome di calviniana memoria che farebbe pensare a tutt’altro, è una donna battagliera, che corre frenetica tra scuola, amori veri e inventati, dolci e crudeli, mascherati e smascherati, e amiche in cerca di consolazione.

Con una felice intuizione Elianda ha ridato vita alla figlia di Marcovaldo:  quella ragazza ormai grande che ”sognava i dancing al chiaro di Luna e Gnak”, ora  è una donna adulta, un’insegnante ribelle e appassionata. Dal libro alla realtà e di nuovo al libro: un delizioso corto circuito che nasce da una fede viscerale nella letteratura e nei suoi personaggi, così vivi nell’immaginario dell’autrice, da avere più consistenza delle persone reali.  

Il tempo non si ferma mai per Isolina, che a perdifiato lo rincorre, sempre sbalestrata, con il piede sempre alzato in un passo di danza vorticosa.  Una girandola, una giostra, una sarabanda incontenibile ci appaiono queste pagine che inseguono Isolina, sempre in affanno, dalla strada di casa a scuola, attraverso la selva di segnali stradali con cui non si trova mai d’accordo, e da scuola a casa di un’amica, traversando  la piazza più vasta della città, Prato della Valle, di cui ci lascia un’incantevole descrizione, sebbene anche qui si metta a discutere con le statue che profilano l’anello fluviale. Solo in rari momenti, durante una lezione o bevendo uno spritz con l’amica, inaspettatamente il tempo sembra distendersi in una polla di riflessione da cui allora nascono incanti di luce, pensieri e insegnamenti, conquistati a fatica.

Se Calvino le ha dato il nome, Ariosto ha dato in prestito a Isolina i personaggi del suo poema e lei se li gioca tutti nel giro di una giornata. Orlando è diventato un seducente prof di chimica, Astolfo il bidello matto, Angelica  è la collega amica presa in amori virtuali, Bradamante il suo alter ego che interviene a tenerla a bada quando l’impazienza nei confronti di un mondo opaco minaccia di travolgerla. 

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rie nakajima

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Il linguaggio è folgorante, con invenzioni come “Il principe blu stinto”, “le stampelle di un sano luogo comune”(pag.47),“Il classico stendino di frasi per studenti svogliati appesi al filo con le mollette del che polivalente” (pag. 76): piccolissimi esempi, dal momento che ogni pagina offre sorprendenti creazioni linguistiche.

 “Isolina, di martedì” è un inno alla scuola e un profondo, proprio perché a tratti esilarante, elogio dell’atto educativo. I ragazzi, adolescenti, sono dipinti nella loro sfacciataggine, pigrizia, indolenza, menefreghismo, ma poi ogni volta che la prof sembra sconfitta abbandonarli al disastro avviene l’epifania di una loro battuta impensata, che capovolge il punto di vista. E la prof capisce che sono loro ad avere ragione, che insegnare è ascoltare. Ma è il prof, custode del profondo, a risvegliare in loro sogni e intuizioni. Il docente con il suo immenso amore per la letteratura, valigia delle meraviglie e cassetta degli attrezzi  da cui ogni volta tirare fuori qualcosa di inatteso.

E assieme alla fierezza dell’insegnante queste pagine agili e frizzanti sono innervate dalla fierezza di essere donna, una donna pronta a lanciarsi in ogni battaglia, a lasciarsi spezzare il cuore, ad accorrere da un’amica, a non perdersi nessuna bellezza della vita.

È bello che Carte Sensibili sia stato il luogo in cui Isolina è nata e ha mosso i suoi primi passi. 

 

Adriana Ferrarini

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Elianda Cazzorla, Isolina un martedi- Iacobellieditore 2019

1 Comment

  1. Briosa e Ballerina. Un Baffo a Brigite. Bardot. La tua è lettura Bingo d’Isolina! Ma no. Forse Bitter Rubino. Grazie Adriana compagna di ventura!

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