TRADUZIONI E TRADIZIONI- Daniela Raimondi: Preludes di T. S. ELIOT

shorpy- mott street, manhattan 1910

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Thomas Stearns Eliot nasce nel profondo sud degli Stati Uniti nel 1888, ultimo di sette figli di una famiglia agiata. Nel 1906, all’età di 18 anni si iscrive alla famosa Università di Harvard dove studia lingue e filosofia. Nel 1909 pubblica i suoi primi articoli di argomento letterario, e un anno dopo consegue la laurea in Letteratura Inglese. Susseguentemente vivrà a Parigi e Londra.

 

Nel 1917 Eliot pubblica la prima grande silloge, Prufrock e altre osservazioni, nel 1919 esce Poesie, e nel 1922 il suo capolavoro: La terra desolata, che gli valse una fama mondiale.

Dal 1923 dirige la rivista “The Criterion” e poi la casa editrice Faber and Faber.

Nel 1927 Eliot riceve la cittadinanza inglese e si converte all’anglicanesimo. Nel 1948 Eliot viene insignito del premio Nobel per la letteratura.

 

Daniela Raimondi

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Preludes, T.S. Eliot

Preludi, T. S. Eliot- traduzioni a cura di Daniela Raimondi

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I

The winter evening settles down
With smell of steaks in passageways.
Six o’clock.
The burnt-out ends of smoky days.
And now a gusty shower wraps
The grimy scraps
Of withered leaves about your feet
And newspapers from vacant lots;
The showers beat
On broken blinds and chimney-pots,
And at the corner of the street
A lonely cab-horse steams and stamps.

And then the lighting of the lamps.

I

La sera invernale scende
lasciandosi dietro un odore di bistecche nei vicoli.
Le sei.
Mozziconi arsi di giorni fumosi.
Ed ecco che un turbine di pioggia avvolge
i brandelli fangosi
delle foglie appassite che giacciono ai tuoi piedi
e fogli di giornali soffiati da luoghi desolati;
la pioggia batte
su imposte e comignoli rotti,
e allʼangolo della strada
un cavallo solitario
scalcia e vapora attaccato alla carrozza.

Ed ecco, i lampioni si accendono.

II

The morning comes to consciousness
Of faint stale smells of beer
From the sawdust-trampled street
With all its muddy feet that press
To early coffee-stands.
With the other masquerades
That time resumes,
One thinks of all the hands
That are raising dingy shades
In a thousand furnished rooms.

II

La mattina sorge nella percezione
di vecchi, vaghi odori di birra
rimasti sulla poltiglia di segatura della strada
sotto tutti i piedi fangosi
che si dirigono verso i primi chioschi di caffè aperti.
Con tutte le altre mascherate
che il tempo riprende,
uno si sofferma su tutte le mani
nellʼatto di spostare tende logore
in mille stanze ammobiliate.

III

You tossed a blanket from the bed,
You lay upon your back, and waited;
You dozed, and watched the night revealing
The thousand sordid images
Of which your soul was constituted;
They flickered against the ceiling.
And when all the world came back
And the light crept up between the shutters
And you heard the sparrows in the gutters,
You had such a vision of the street
As the street hardly understands;
Sitting along the bed’s edge, where
You curled the papers from your hair,
Or clasped the yellow soles of feet
In the palms of both soiled hands.

III

Hai gettato la coperta dal letto,
sei rimasta coricata sulla schiena, in attesa;
nel dormiveglia, hai visto la notte aprirsi
sulle mille immagini sordide
della tua anima,
le hai viste balenare contro il soffitto.
E quando il mondo intero riprese forma
e la luce strisciò attraverso le imposte
e ascoltasti il vociare di passeri sulle grondaie,
hai avuto una visione così precisa della strada
che la strada stessa stenterebbe a capire;
Seduta sul bordo del letto,
hai riavvolto i bigodini sui capelli,
o stretto le piante giallastre dei piedi
fra le tue mani sporche.

 

 

 

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