Chanel & CO – Coco e le sue amiche- Note di lettura di Nadia Agustoni

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In ordine di tempo è l’ultima biografia di Coco Chanel. La giornalista Marie-Dominique Lelièvre ricostruisce la vita della stilita francese mettendo in rilievo le amicizie femminili e gli eventi più significativi che contribuirono a costruire il suo mito: l’abbandono nell’orfanotrofio di Aubazine da parte del padre quando aveva 12 anni, la vita con le suore, il primo tentativo di autonomia, l’incontro con l’amante facoltoso, un ufficiale di cavalleria di famiglia nobile, la vita come lad di scuderia e l’amore per il giovane inglese Boy Capel, la complicità con alcune tra le più note demi-mondaine dell’epoca, tra cui la celebre Émilienne d’Alençon, il debutto tra le amiche come modista e il negozio aperto a Parigi da cui partirà la conquista del mondo della moda. Insieme a tutto questo le tante ferite, il suicidio di due sorelle, la tristezza e lo sconforto di una società che a lungo la tratterà da commerciante, la morte in un incidente di Boy Capel e poi più in là di Paul Iribe, un noto illustratore con cui stava per sposarsi.

Se fin qui non sono molte le novità, Lelièvre è più cruda nel delinearne certi particolari, com’è per le relazioni con gli uomini. Si addentra quindi, capitolo per capitolo, nelle vicende più oscure di un’esistenza sotto i riflettori: il ricorso alla droga di cui Chanel divenne dipendente, la bisessualità accennata da alcuni biografi ma ora svelata, il soppiantare l’amica Misia Sert come mecenate di artisti, il disprezzo per i poveri e gli sconfitti, il tradimento durante la guerra dove simpatizzò con i tedeschi e non ultimo, la cosa più dura, un antisemitismo che pur con certe ambiguità non si arresterà nemmeno davanti alla scomparsa, dopo l’arresto, di persone che conosceva da tempo.

Come una macchina per fare soldi, dalla Prima Guerra Mondiale alla Seconda e di nuovo dal 1953 in poi, Chanel è il re Mida della situazione; ogni cosa che tocca la arricchisce e la rende sempre più famosa. Inventrice di uno stile rimasto unico e nello stesso tempo imitato da tanti, si dedicherà al lavoro con tutte le sue forze. Il lavoro la salva dai ricordi. Quando non lavora parla in continuazione per sfuggire all’ansia e alla timidezza e si stordisce con la compagnia di persone che spesso la derubano, mentre lei non se ne accorge nemmeno. Generosa all’estremo con chi non chiede direttamente, diventa diffidente con chi chiede, fino ad allontanare le persone.

Con Maggie Van Zuylen Van Nyevelt di vent’anni più giovane e imparentata per matrimonio con la più nota baronessa Hélène Van Zuylen, ultima compagna della poeta Renée Vivien, vivrà una storia nei suoi anni svizzeri, più in là l’infatuazione per Romy Schneider che Luchino Visconti le fece vestire per Boccaccio’70 e la tenerezza per le proprie modelle a cui presta i vestiti o a cui li regala. A lato i giudizi lapidari sugli amici, i licenziamenti per le ragazze e le donne della sua maison che restavano incinte e le bugie sulla propria nascita; questo e molto altro completa il ritratto della geniale e durissima couturière. La solitudine finale, di cui soffrì, le portò l’ossessione delle domeniche, unico giorno di chiusura della maison. Riempiva il vuoto sedendosi ai giardini pubblici con il proprio autista.

I turisti americani, giapponesi e tedeschi che a frotte visitano oggi il convento di Aubazine cercandovi le sue tracce non vedono la bellezza del luogo né la luminosità delle vetrate. Chanel invece vi fece ritorno più volte, saliva a piedi, lasciando l’auto ad aspettarla sulla piazzetta. Tornava a cercare le radici su cui aveva fondato un ideale di bellezza e di chiarore. Il cuore non guarì mai. Solo con Vera Valdez, una sua protetta, ammise la propria tristezza. La giovane Vera, arrestata per droga in Brasile e torturata dai militari, non raccontò mai alla stilista questa parte della sua vita. Anziana e reazionaria, mademoiselle, come tutti erano tenuti a chiamarla, si faceva raccontare le vicende amorose e i flirt da queste ragazze, pur pensando dell’amore il peggio possibile.
Al Ritz viveva in due stanze nude come una cella monacale. Ogni sera, uscendo dal lusso stordente di rue Cambon n. 31, era come tornasse dalle suore; eterna diseredata.

Nadia Agustoni

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Marie-Dominique Lelièvre, Chanel & CO – Coco e le sue amiche -Ultra 2014

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3 pensieri su “Chanel & CO – Coco e le sue amiche- Note di lettura di Nadia Agustoni

  1. bellissimo questo articolo di Nadia come i precedenti-che parla con grande acutezza di mondi concretissimi,aimé, ma sideralmente lontani da quello della sua autrice. (Non avrei mai immaginato che,proprio lei, scrivesse su Coco Chanel e altre dive della moda e dell’arte, della nobiltà ecc. agli antipodi del suo mondo intellettuale e modo di pensare ed essere, ma forse,proprio per questo

  2. Ringrazio per il post come sempre Fernanda e Cartesensibili.
    Grazie anche a Lucetta…
    Un mondo lontano questo si, ma da cui si può capire certi modi di pensare, lontani da noi ma ancora con una concretezza che incide sul costume sociale.

  3. La scrittura di Nadia Agustoni e le sue proposte sono tra le presenze più belle e stimolanti di Cartesensibili, anche tenuto conto della discrezione e della delicatezza che contraddistingue Nadia Agustoni.

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