LAURADEILIBRI- Laura Bertolotti: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin. Recensione

claire basler

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Sempre, in estate, c’è voglia di vacanze e anche quest’anno, nonostante le limitazioni negli spostamenti, da fase 2 Covid19, si favoleggia di mare, montagna e viaggi nel nostro Paese o non troppo lontano. E, come sempre, anche la selezione dei libri offerti dalle case editrici si adegua ad una maggiore leggerezza.

Un romanzo che è saldamente in classifica tra i più venduti  da diverse settimane è Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin. Ha tutte le caratteristiche di leggibilità che si richiede a un libro da portarsi in spiaggia, su una panchina al fresco o in viaggio. L’autrice, già fotografa di scena del marito, il regista  Claude Lelouche, ha costruito una storia che, nonostante tocchi la sofferenza dell’abbandono infantile, dell’infelicità coniugale e della morte, riesce ad attrarre chi legge dalla prima all’ultima riga e non risulta mai greve nei toni. Per muoverle una critica si può osservare che il finale è scontato, così come appare ingenuamente  semplificato il corso degli eventi e lo svolgersi delle relazioni fra i vari personaggi.

Ambientato in Francia, racconta le vicende di una ragazza cresciuta in orfanatrofio e con un’adolescenza gestita dai servizi sociali, che pensa di trovare un ancoraggio alla sua vita in un bellimbusto dai modi spavaldi. Il tipo si rivela presto nullafacente ed egoista, ma il lavoro di Violette, prima a un passaggio a livello, con turni massacranti, poi come custode di un cimitero, e soprattutto l’amore per la figlia, l’aiutano a trovare la motivazione per affrontare le avversità, ogni singolo giorno.

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claire basler

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Vive nella casetta al margine del cimitero, accudisce le tombe, per così dire, le libera dalle erbacce, rimuove i fiori appassiti, ne coltiva di suoi, apre la sua casa a chi vuole parlare e sfogarsi dei propri problemi, non nega a nessuno una tazza di tè e una compagnia attenta. Tiene un registro delle sepolture, in cui annota le date, i nomi e trascrive i discorsi di saluto, pronta a scriverne di suoi, su richiesta dei parenti. Purtroppo il destino sembra accanirsi su di lei togliendole finanche l’affetto più caro e Violette reagisce con una pena profonda che l’accompagnerà sempre. A un’apparenza austera e vestiti scuri, contrappone una vitalità segreta che rivela solo agli amici e conoscenti più cari. La sua vita si basa su un ordine stagionale, lo stesso che accompagna la produzione del suo orto e del suo giardino. Infine arriva una persona a scompigliare il suo equilibrio, rivelandole aspetti del passato che credeva archiviati nella mente e nel cuore.

La protagonista, Violette, è di quelle che non si scordano per come l’autrice ha saputo magicamente tratteggiarne la resilienza e bontà senza eguali. È questo un romanzo che trova estimatori ed estimatrici tra le persone con i gusti più differenti quanto a letture, forse perché tocca temi cari ai più e propone un approccio positivo ai problemi e alla vita stessa.

In fondo, di questi tempi, più o meno tutti avvertono il bisogno di credere nella bellezza e nella bontà.

Laura Bertolotti

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Note sull’autrice

Valérie Perrin - Babelio Valérie Perrin lavora nel mondo del cinema e per anni è stata fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi, tra cui quelle del marito Claude Lelouch. Con Cambiare l’acqua ai fiori ha vinto il Prix Maison de la presse, il Prix Jules-Renard e il Prix des lecteurs du Livre de poche. Il suo romanzo d’esordio, Il quaderno dell’amore perduto, è stato pubblicato in Italia da Nord nel 2016.

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Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori-  Editore e/o 2019

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