Adriana Ferrarini- LANDAYS DI LOTTA

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E’ con grande gioia che ospitiamo questi distici, con cui Adriana Ferrarini ha vinto il concorso Rodolfo Valentino, https://cartesensibili.wordpress.com/2014/11/12/premio-internazionale-rodolfo-valentino-sogni-ad-occhi-aperti-bando-di-concorso/, di cui pubblicammo il bando non molto tempo fa e che inaugurava una sezione dedicata al landais, in conseguenza delle numerosissime pubblicazioni fatte in cartesensibili, curate e promosse  da Vittoria Ravagli, diffuse da Pina Piccolo, Antonella Barina, https://cartesensibili.wordpress.com/category/landays/page/3/Aldina De Stefano, Silvia Favaretto in America Latina, e  in omaggio alle donne pashtun dell’Afghanistan che utilizzano in segreto questa breve forma poetica per denunciare le violenze e i soprusi a cui sono sottoposte.
Adriana Ferrarini ha dimostrato qui un grande cuore e anche una immediatezza nitida nel fare proprio il dolore e la voglia di opporsi di tutte quelle donne che, in Afghanistan, con scarsissimi mezzi e in una arretratezza voluta per mantenere il potere nelle mani degli uomini, o di altri governi, cercano una via che per le donne è secolare di resistenza attiva e diversa da chi le brutalizza, le violenta, le ammazza.

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Per mia figlia chiedo un cuore forte.
E scarpe robuste per lasciare questo paese di morte.

Tu alzi la voce, poi alzi la mano.
Io mi rannicchio. Ma un giorno me ne andrò, lontano.

Geloso, mi hai chiuso in una stanza.
Ti maledicano i miei piedi, a passo di danza.

Ero un giglio e di me hai fatto scempio.
Che tu sai maledetto in eterno, vecchio empio.

Dopo il cane, ucciderai anche me?
Fa orrore il puzzo di morte intorno a te.

Siano chiodi queste parole
Per crocefiggerti, marito mio, assassino

Rinchiusa nel buio del burqa
La mia rabbia sale al cielo ogni giorno più pura.

Davanti alla finestra canto
Il mio dolore e grido ai gerani la mia rabbia

Le mie parole sono un fuoco
Ti bruceranno la casa e il cuore a poco a poco

Datemi acqua di mare e chiodi
Per cucinare una minestra di dolore

Sotto le ali di questi versi
Ho nascosto i pugnali della mia vendetta

Di sangue si è macchiato il latte.
Di paura la notte. Fuggi, figlia mia, fuggi

Nel mio ventre ho nascosto i sassi
Che mi han lapidato. Provo pena per loro.

Ogni giorno insegno al mio cuore
A camminare scalzo su cocci di vetro

Datemi ago filo e ditale
Per cucire ad una ad una tutte le mie ferite

Mi hai rubato persino il cielo
E io ogni giorno prego tu vada all’inferno.

Ucciderò tutti i miei sogni
Piuttosto che finiscano nelle tue mani

Lividi ustioni, cicatrici
Nel mio corpo hai scritto la mappa del terrore

Piccoli uomini cattivi
Figli di madri spaventate: ho pietà di voi.

In silenzio intesso corazze
Di lotta e coraggio per tutte le mie figlie

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9 pensieri su “Adriana Ferrarini- LANDAYS DI LOTTA

  1. In silenzio intesso corazze
    Di lotta e coraggio per tutte le mie figlie

    Da questo, insieme conclusivo e introduttivo poiché programmatico, ripercorro a ritroso i Landays di lotta di Adriana Ferrarini e trovo sprone e invito “ad occhi aperti”. Grazie

  2. dovrebbe essere partita oggi Adriana, che è una mia collega di scuola al liceo artistico Modigliani, per andare a ritirare il premio del concorso a cui ha partecipato dopo avere letto il bando in cartesensibili e letto tutto quanto avevamo pubblicato in merito. Era felicissima, ho atteso oggi per la pubblicazione proprio per dedicare un valentino a lei e a tutte le donne afghane a cui il lavoro è rivolto nonché a tutte le donne che subiscono violenza nel mondo. vi abbraccio tutte. ferni

  3. Pingback: TEMPIQUIETI: INVITO ALLE DONNE – Landais migranti – Vittoria Ravagli | CARTESENSIBILI

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