ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: Note di lettura a proposito di “Incontri di Natale” di Alessandro Petruccelli-Anna Maria Zuccari-Assunta Pieralli

catherine hyde

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Siamo prossimi nuovamente alle feste di Natale. La domenica del 27 novembre sarà la prima domenica di Avvento. Quest’anno però, e non è certo il primo, non è proprio sfavillante dopo tre anni di crisi legati alla pandemia e tutto quanto questo nefasto e tragico evento ha prodotto e trascinato con sé in una voragine di difficoltà, di conseguenze a tutti i livelli, specialmente sociali ed economiche, innescando ostilità tra le persone, tra gruppi estesi di cittadini, molta miseria in tutti i sensi, anche quello spirituale. Riportare alla luce modalità di incontro e pratiche di comunità, ritualità contadine e religiose, fa pensare a quanto ci siamo allontanati da un senso di condivisione, quanta solitudine si patisce oggi e di quanta povertà del sentire siamo vittime, favorevoli ad un consumo di oggetti, cose materiali, di cui noi stessi siamo le prime vittime inconsapevolmente consenzienti. In una intervista rilasciata da uno degli autori, Petruccelli, egli ricorda lo svolgersi dei momenti susseguenti la cena della vigilia, nella sua terra natale, Cerri Aprano, un paesino di campagna in provincia di Latina. Ricorda le modalità con cui i giovani si chiamavano l’uno con l’altro per ritrovarsi insieme. Non c’erano certo internet, whatsapp, mail, nulla di tecnologico insomma. Eppure si trovavano, si raccontavano, mettendosi prima in attesa e poi insieme in cammino. La notte di Natale, dice Petruccelli, “durante il cammino, alcuni parlavano dei fatti accaduti, altri di semine e raccolti, altri ancora di progetti e d’amore. Al passaggio dei notturni viandanti, si svegliavano gli uccelli, rotolavano le pietre nei burroni e il rumore dei passi e il suono delle voci l’eco li rendeva grandi come quelli di una folla immensa. Giunti sulla cima della montagna, sentivano le campane che annunciavano la messa di mezzanotte. Pochi metri ancora ed ecco il paese, di nome Ventosa. La chiesa li aspettava ed essi entravano cantando il benvenuto a Gesù Bambino.”
Sempre Petruccelli aggiunge che la fine di queste usanze è legata indissolubilmente all’emigrazione, che allontanò i giovani dai paesi della campagna e della montagna,  che rinunciando a quel mondo rurale e agreste, a favore di un percorso di cui noi siamo gli eredi, rinunciava soprattutto a quelle doti di umanità che oggi raramente pratichiamo se non in momenti di grave tragedia. Oggi, purtroppo, ci troviamo sempre più a vivere in una clausura tecnologica che ci ha chiusi in una individualità che è causa della più diffusa solitudine e chiusura verso l’esterno, verso gli altri. Tanti mezzi di comunicazione ci forniscono sempre più miseria umana e ci allontanano sempre più l’uno dall’altro, dal dono di sé all’altro, più propensi a scambiare merci e non il dono del nostro tempo, del tempo preziosissimo della nostra vita all’altro. Sono pochissimi coloro che il Natale lo praticano tutto l’anno andando incontro ai bisogni degli altri, portando l’aiuto e il conforto della presenza senza nulla pretendere. Tutto oggi ha un costo, tutto si deve pagare. Tutto ha un prezzo e tutto addirittura è frutto di una speculazione in borsa.
Il Natale non fa della Terra un grande presepe illuminato dalla luce di una spiritualità vissuta e praticata,  ci impoverisce invece con la sua frenesia delle compere, spesso di oggetti  inutili, che aumenteranno i rifiuti  e la lontananza, la solitudine, la distanza l’uno dall’altro, molto più di quanto non ci mostri Neera, nel racconto che presenta in questo librino scarno di pagine ma non dei contenuti  più importanti: amore e serenità, ricordandoci che la festa, quella vera è sempre prima di tutto interiore e più la si condivide più ci arricchisce.

Fernanda Ferraresso

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NOTA SUGLI AUTORI

Anna Maria Zuccari

Neera – pseudonimo di Anna Maria Zuccari(1846-1918) – è tra le autrici fondamentali della letteratura italiana dell’Ottocento, nonché «una delle voci più autorevoli del suo tempo» a detta di Benedetto Croce. (anna-radius-zuccari-pseudonimo-neera)

Alessandro Petruccelli

Ex insegnante d’istituto superiore e nonno di quattro nipoti, Alessandro Petruccelli ha vinto numerosi premi letterari come autore di romanzi (da Un giovane di campagna, pubblicato per la prima volta da Editori Riuniti nel 1976, sino a La favola dell’uomo senza amici, uscito per Robin Edizioni nel 2006) e di racconti per ragazzi. (Alessandro_Petruccelli)

Assunta Pieralli

Nacque a Lippiano, parte del circondario di Città di Castello. Di umili origini, manifestò il talento per la poesia in gioventù] Studiò da autodidatta e ricevette il plauso di molte famiglie benestanti del Perugino che l’assunsero come precettrice per i loro figli. Fu membro dell’Accademia di letteratura e musica di Perugia insieme ad artisti come Francesco Bartoli, Ariodante Fabretti, Giovanni Pennacchi e Cesare Massari, e fu legata all’Accademia dell’Arcadia, all’Accademia spoletina, all’Accademia di San Sepolcro, agli Infecondi di Prato, agli Euteleti di San Miniato e ai Liberi di Città di Castello. Promotrice del movimento risorgimentale italiano, divenne nota per le sue poesie patriottiche. Per volere del governo, nel 1861 divenne docente di storia e geografia dell’istituto normale femminile di Perugia, scuola di cui assunse inoltre l’incarico di direttrice. Morì a Perugia nel 1865. Le è stato intitolato il Liceo Statale Assunta Pieralli. (Assunta_Pieralli)

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