ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: Poesie di Kim Seung Hee


sandra kantanen

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In Poetry’s Emergency Room

Poetry is emergency room, poetry is oxygen tent, poetry is red blood
[inside a cold apple,
sorrow is like fertilizer
that must be sprinkled here and there on poetry,
poetry is a pregnant woman’s day,
the day of delivery nobody knows when it will be;
poetry comes racing embracing a bomb,
racing over the clouds.
Yet in one tiny paddy-field,
yellow heads of rice are ripening.
A field the size of a bowl of rice, small enough for a conical hat to cover,
a tiny bowl of a hat-field,
a gruel-bowl sized, rice-bowl sized gruel-field, rice-field,
hat-field.
Ordinary patients recover energy thanks to a bowl of gruel,
so by the power of a small strip of autumnal paddy
I am saved, you are saved,
so once again we lie flat on the field gleaning ears of language
then sow seeds of language
so that golden paddy-fields rise in tiers,
one of your poems,
a steaming bowl of rice, your collection of lyric poems.

 

Translated from the Korean by Brother Anthony of Taizé

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Al pronto soccorso della poesia

La poesia è pronto soccorso, la poesia è la tenda dell’ossigeno, la poesia è sangue
rosso dentro una mela fredda,
il dolore è come fertilizzante
che bisogna spruzzare qua e là di poesia,
la poesia è il giorno di una donna incinta,
il giorno della consegna nessuno sa quando sarà;
la poesia arriva correndo abbracciando una bomba,
corsa sopra le nuvole.
Eppure in una minuscola risaia,
le teste di riso gialle stanno maturando.
Un campo delle dimensioni di una ciotola di riso, abbastanza piccolo da poter essere coperto da un cappello a cono,
una piccola ciotola di un campo-cappello,
un campo di riso delle dimensioni di una ciotola di riso, un campo di riso,
un campo-cappello.
I pazienti normali recuperano energia grazie a una ciotola di riso,
quindi per il potere di una piccola striscia di risaia autunnale
io sono salvo, tu sei salvo,
così ancora una volta restiamo distesi sul campo a spigolare le orecchie del linguaggio
spargere poi i semi del linguaggio
in modo che le risaie dorate si alzino a gradini,
una delle tue poesie,
una scodella di riso fumante, la tua raccolta di liriche.

 

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sandra kantanen

 

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Avantgardists

Usually avantgardists are shot and killed first,
probably because they have thousands of butterflies flying about inside them.
There are times when saying I’m alive feels obsequious.
It’s when a problem arises about eating and living.
Would it not be all right to live without eating?
Just as Kim Su-Young, having done some translations to earn pocket money,
went and sat down in a magazine publisher’s office,
where he was told by the editors, “We feel afraid when we see you working,”
and heard that kind of insult, ridicule, painful words,
so if avantgardists are shot and killed, that’s cool,
but if they live like actors changing lamps, that’s servile.
An actor can change lamps forwards and backwards.
Avantgardists have to be butterflies with their bodies, their whole bodies.
They have to be soapbubbles.
Only look, butterfly wings are tattered.
If soapbubbles hit the wings of a fan they burst.
The front and back of a fan are utterly different.
Wind like a waterfall is something that does not turn.
It clearly separates the front and back of a fan.
Avantgardists have to face the future then fall straight
into a fan’s revolutions.
They absolutely must not live with an actor’s heart.
They have to stand on the gold thread known as a one-off.
There must be no reserves or repetition in courage. Choice
is seen as a form of suicide
Avantgardists are dreadfully fierce though they do not mean to be.
Because they are so lonesome.
Like the last scene in a western,
avantgardists always blow away like the wind,
like a faint whistle
drawing a line between heaven and earth with a very sharp knife,
people living with bodies full of butterflies,
people slowly dancing ahead as rainbow-hued soapbubbles,
until avantgardists go away.

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Avanguardisti

Di solito gli avanguardisti vengono colpiti e uccisi per primi,
probabilmente perché hanno migliaia di farfalle che volano dentro di loro.
Ci sono momenti in cui dire che sono vivo sembra ossequioso.
È quando sorge un problema riguardo al mangiare e alla vita.
Non andrebbe bene vivere senza mangiare?
Proprio come Kim Su-Young, dopo aver fatto alcune traduzioni per guadagnarsi qualcosa,
andò a sedersi nell’ufficio di un editore di riviste,
dove gli è stato detto dagli editori: “Ci sentiamo spaventati quando ti vediamo lavorare”,
e ho sentito quel tipo di insulti, scherni, parole dolorose,
quindi se gli avanguardisti vengono colpiti e uccisi, va bene,
ma se vivono come attori che cambiano le lampade, è servile.
Un attore può cambiare le lampade avanti e indietro.
Gli avanguardisti devono essere farfalle con i loro corpi, i loro corpi interi.
Devono essere bolle di sapone.
Guarda solo, le ali di farfalla sono sbrindellate.
Se le bolle di sapone colpiscono le ali di un ventilatore, scoppiano.
La parte anteriore e quella posteriore di un ventilatore sono completamente diverse.
Il vento come una cascata è qualcosa che non gira.
Separa chiaramente la parte anteriore e quella posteriore di una ventola.
Gli avanguardisti devono affrontare il futuro e poi cadere dritti
nelle rivoluzioni di un tifoso.
Non devono assolutamente vivere con il cuore di un attore.
Devono stare sul filo d’oro noto come una tantum.
Non ci devono essere riserve o ripetizioni nel coraggio. Scelta
è visto come una forma di suicidio
Gli avanguardisti sono terribilmente feroci anche se non intendono esserlo.
Perché sono così soli.
Come l’ultima scena di un western,
gli avanguardisti soffiano sempre via come il vento,
come un debole fischio
tracciando una linea tra cielo e terra con un coltello molto affilato,
persone che vivono con corpi pieni di farfalle,
persone che ballano lentamente come bolle di sapone color arcobaleno,
finché gli avanguardisti non se ne andranno.

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The post office and old shoes


On my way to the post office in bright sunshine
the shadows flowing from my ankles like black stockings are long.
I hold the recipient’s name and address carefully to my breast.
The post office is thronged with thirsty people.
Someone is watering the cactus in the post office.
After writing down the address of my far-away daughter
I write “two pairs of used shoes” in the item-description box, then “gift.”
Next I have to write down the value.
Now that’s a tricky question.
Value, it seems, means the price.

The price is not necessarily the value.
The airplane flies up into the sky carrying two pairs of my daughter’s old shoes.
In the unfissured sky the airplane is simply beautiful.
The heart follows the delivery route of the international express parcel.
Over the mountains, across the sea, the parcel goes.
It passes through the heart of the sky and the heart of the clouds.
It will find out where it has to go, and go there.

And on earth there is a post office.
The post office is just like Doctors without Borders.
As longing goes flying off embracing leaven
there is a heart that trusts the post office as a precious value on earth.
If the value matters more than the price
if the post office collapses
it seems that human body heat and the four seasons, too, will simply crack.

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L’ufficio postale e le scarpe vecchie


Sulla strada per l’ufficio postale in una luce solare che splende
le ombre scorrono dalle mie caviglie come lunghe calze nere.
Tengo con cura sul mio petto il nome e l’indirizzo del destinatario.
L’ufficio postale è pieno di gente assetata.
Qualcuno nell’ufficio postale sta innaffiando il cactus .
Dopo aver annotato l’indirizzo di mia figlia lontana
Nella casella di descrizione dell’oggetto scrivo “due paia di scarpe usate”, di seguito
“regalo”.

Poi devo scrivere il valore.
Ora questa è una domanda difficile.
Il valore, a quanto pare, significa il prezzo.

Il prezzo non è necessariamente il valore.
L’aereo vola in cielo portando due paia di vecchie scarpe di mia figlia.
Nel cielo senza fessure l’aereo è semplicemente bellissimo.
Il cuore segue il percorso di consegna del pacco espresso internazionale.
Oltre le montagne, attraverso il mare, il pacco va.
Passa attraverso il cuore del cielo e il cuore delle nuvole.
Scoprirà dove deve andare, e ci andrà.

E sulla terra c’è un ufficio postale.
L’ufficio postale è come Medici senza frontiere.
Come il desiderio vola via abbracciando un lievito
c’è un cuore che confida nell’ufficio postale come un valore prezioso sulla terra.
Se il valore conta più del prezzo
se crolla l’ufficio postale
sembra che il calore del corpo umano e le quattro stagioni , anch’esse, si spezzeranno.

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Nota: Le poesie presentate sono state  tradotte dal coreano in inglese da Fratello Anthony della comunità di Taizé e reperite in rete dai siti di The Guardian e Cordite Poetry Review. 

https://www.theguardian.com/books/translation-tuesdays-by-asymptote-journal/2016/jan/19/translation-tuesday-two-poems-by-kim-seung-hee

http://cordite.org.au/translations/anthony-seung-hee/

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sandra kantanen

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Sto leggendo dall’inglese, nella nostra lingua non c’è ancora, Walking on a Washing Lin  e ciò che sento che affiora dagli scritti di Kim Seung-Hee, anche se la traduzione in inglese è di una mano maschile, è una sensibilità particolarmente accesa, una forza che si dichiara e deriva da una consapevolezza piena di essere una donna. Con fermezza Kim Seung-Heesembra vuole porsi contro ogni critica letteraria del suo paese in cui la scrittura femminile è sminuita rispetto a quella maschile, unica ad essere considerata vera poesia. E qui, mi pare, non ci sia molto di diverso dalle altre parti del mondo. Ancora oggi ai concorsi letterari è molto più grande la componente maschile e molto più cospicua la percentuale di uomini premiati. Il pregiudizio che le donne debbano scrivere con grazia, o graziosamente , deriva sempre, in ogni collocazione geografica, da una visione paternalistica che vuole descrivere le donne come esseri più fragili. La scrittura di Kim Seung-hee sembra invece mostrare una durezza cristallina, incide come la punta di un diamante la lastra di ogni percezione del mondo. Non nasconde, anche nei testi qui presentati, un dolore che deriva dall’appartenere ad un mondo fortemente patriarcale, che relega le donne in ruoli storicamente avvilenti a cui l’autrice contrappone uno spirito ironico, che supera le trincee e i cancelli in cui si vorrebbe chiudere la scrittura femminile e in generale i ruoli ricoperti dalle donne. L’umorismo è cupo, a volte, perché raccoglie gli estremi con cui si vivono i fatti che propone e si vedono convivere lacrime e riso a volte, capovolgendo le situazioni che presenta, come nel caso di Walking on a Washing Line in cui tutto quanto si legge appare rovesciato. Ci troviamo davanti, per esempio, ad una tavola che prepara il riso e il riso che si mangia.
La poesia di Kim Seung-Hee è descritta in Corea come “femminista”, “sovversiva” e “surrealista”, ma ciò che la contraddistingue è l’uso di una lingua assolutamente personale, forse più vicina allo spirito occidentale che a quello del suo paese, più tagliente e libero da schemi e temi tradizionali. La sua capacità di disorientare apre alla possibilità che sia proprio il lettore a decidere cosa e come trovare un senso, ed è anche per questo che la sento molto vicina. Il pianoforte, appollaiato sul petto del narratore, ci conduce alle offerte degli Aztechi al sole, poi a un santo che vede Gesù scambiare il suo cuore con il suo, e poi con un salto alla gonna macchiata di sangue di Frida Kahlo. Persino gli ultimi istanti di una donna che cade in fiamme dal World Trade Center è una delle visioni della sua raccolta, un libro insolito, senza intralci nella lingua che le permette di portare il suo sguardo oltre i confini nazionali e costruire, insieme ai lettori, un luogo in cui convivere, ciascuno con il proprio precipizio…che forse è la profondità di altri orizzonti.

 

Fernanda Ferraresso

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NOTE SULL’AUTRICE

Kim Seung Hee è una poetessa, saggista e scrittrice coreana. E’ nata a Gwangju il 1 marzo 1952. Si è diplomata alla Chonnam Girls’ High School con una specializzazione in letteratura inglese, quindi ha conseguito un dottorato di ricerca in letteratura coreana presso la Sogang University.  Attualmente lavora come docente alla Sogang University.
I primi lavori di Kim Seung-hee sono caratterizzati da un’inclinazione per il formalismo, l’arte e l’uso di un linguaggio severo e feroce.La sua successiva produzione si è spostata verso l’esplorazione della realtà quotidiana, ma non manca di porsi domande sull’esistenza dell’eternità e della libertà. 
Come poeta la sua notorietà è iniziata quando ha fatto il suo debutto ufficiale in letteratura vincendo il New Writers’ Award del quotidiano Gyeonghyang nel 1973 con la poesia “L’acqua della pittura“, che è stata scelta per essere pubblicata nella raccolta annuale di giovani scrittori del quotidiano Kyunghyang Shinmun; nel 1994 ha ottenuto anche il riconoscimento come scrittrice, con il racconto On the Way to Santa Fe. Oltre a due volumi di narrativa, una raccolta di racconti e un romanzo, ha pubblicato nove volumi di poesie:  Sun Mass (1979), Concert for the Left Hand (1983), Love Song for Incompletion (1987) ),  Life in the Egg (1989), How Shall I Get Out? (1991), (2006) e Hope is Lonesome (2012). Ha ricevuto numerosi premi importanti, tra cui il Sowol Poetry Award del 1991 e il Go Jeong-Hee Literature Award del 2003. Il suo volume Pots Bobbing è stato insignito del premio per la poesia nel 2006 This Year’s Art Awards in Corea,  I Want to Hijack an Airplane (Homa & Sekey, 2004) e Walking on a Washing Line sono le sue raccolte tradotte in inglese(EAS Cornell University, 2011). Le sue poesie sono apparse  in  Guardian and World Literature Today.

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Note relative al traduttore

Fratello Anthony di Taizé
 vive in Corea dal 1980. Attualmente è professore emerito, nel dipartimento di inglese, nella Sogang University, e professore cattedratico, nell’ International Creative Writing Center, Dankook University. Ha pubblicato più di 30 volumi di traduzioni di poesie coreane e di numerosi romanzi, per i quali ha ricevuto numerosi premi. Ha pubblicato in inglese 10 volumi di opere di Ko Un, oltre a volumi di poesie di Lee Si-Young e Kim Soo-bok, pubblicati di recente, e il romanzo Son of Man di Yi Mun-yol. Il suo nome coreano è An Sonjae.

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Kim Seung-Hee, – Cornell University Press 2011

 

 

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