OGNI VITA SI RIASSUME IN UNA PAGINA SCARNA- Paolo Polvani: Note di lettura a “L’ira notturna di Penelope” di Antonella Sica

alexey terenin

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La poesia è davvero un mistero senza risposta, e inoltre per quanto a volte la critica si sforzi di ingabbiare una poesia dentro un sistema, dare un ordine, stabilire un canone, smontarla come fanno a volte i bambini con i giocattoli, commentarla, ridurla a racconto di sensazioni, la poesia sfugge e vola da un’altra parte, riafferma la propria autonomia, sguscia tra le dita e vola sul ramo più alto, quello inafferrabile.  A proposito della difficoltà di definire la poesia, mi piace ricordare una frase di Borges pronunciata nel corso di una delle sue lezioni americane, dal titolo L’enigma della poesia. “Per finire, ho una citazione da sant’Agostino che credo faccia proprio al caso nostro. Ha detto: “Cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”. Provo la stessa cosa nei confronti della poesia”. Si tratta di quello stesso Non lo so cui si aggrappa la Szymborska in una delle sue più belle e più conosciute: A qualcuno piace la poesia, la cui chiusa recita:” Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo / come all’àncora d’un corrimano”.

Questo forse verboso preambolo per dire che nella poesia di Antonella Sica affiora una contraddizione che mi sembra bellissima e interessante: si affida a una saggia e pertinente costruzione di parole e al contempo ne suggerisce l’essenza d’inganno; come acutamente scrive Donatella Bisutti nella prefazione:” Una poesia che cerca, attraverso la parola, di abolire la necessità della parola, perché questo è il solo modo di coincidere con l’attimo in cui si connota il divenire del mondo”.

Nella prefazione ricorrono alcuni aggettivi che connoterebbero la poesia di Antonella, lunare è uno di questi, come anche notturna e acquatica. Sicuramente abbigliano molto bene i versi della raccolta. 

Nel corso delle mie letture e riletture di questo libro, mi è capitato di sfogliarlo e interrogarlo (essendo un libro che fa domande, molte domande, interroga il lettore, come fanno i buoni libri di poesia) durante una giornata di gaudioso anticipo di primavera sul mare, e di sentire affiorare un altro aggettivo, che è sottomarina. Dunque il dipanarsi dei versi, a dispetto del titolo che contiene la parola ira, induce a una calma, a una pazienza appunto, soltanto apparenti. Guardando la superficie del mare, di una tranquillità prossima all’immobilità, e di una calma che favorisce il rilassamento, mi è venuto naturale l’accostamento con il libro che leggevo, ma un incresparsi subitaneo della superficie marina, il guizzo improvviso di un pesce, il tuffo di un uccello che sparisce nel fondo, mi hanno mostrato l’inquietudine che affiora nei versi. L’autrice è dentro un labirinto di parole, e scrivendo cerca l’uscita, e ci regala un’altra parola chiave che è vento. Dice: forse c’è un refolo “vero” di vento, differente dal vento che si agita tra le parole, che pur nella sua concretezza si aggira tra l’inganno, l’illusione che contengono le parole. Si tratta di una contraddizione bellissima, aggrapparsi alle parole e avvertirne al contempo l’inconsistenza, tutta l’illusorietà che le parole portano dentro. Anche nella poesia successiva che propongo svolge un ruolo da protagonista il vento, che questa volta “forse uscì dalla mia bocca”. Urlava di fame, ed è la fame un altro sotterraneo o meglio sottomarino protagonista della raccolta. Dove anche la parola “forse” si rinnova nei versi, a sottolineare l’atmosfera di domanda, e di fame. A me è sembrata una poesia che interroga e si interroga, una poesia da rileggere e indagare perché, come sempre accade nella buona poesia, offre a ogni rilettura nuovi spunti, nuove emozioni, allarga una nuova fame.

 

Paolo Polvani

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alexey terenin

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Poesie tratte da

C’è questo labirinto di parole
e io sono al centro che cerco
l’uscita scrivendo.
Chissà, fuori, penso,
c’è un refolo vero di vento
e un riposo fatto d’essenza.
Forse lo sguardo sarà senza penna
e la domanda libera dalla ricerca.
Forse, fuori, prenderò la tua mano
in silenzio, trasalendo al calore
della carne senza parole.

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La porta

C’era quella porta chiusa
e tutto era in ordine, credo,
ma era chiusa la porta
e io non sapevo cosa fosse
l’ordine se non l’uniforme
sicura del buio che mi pareva
d’esser tutt’uno io e il buio
e stavo ferma, quindi, ché
se muovevo un passo mi ferivo
contro l’ordine che non vedevo.

Quindi arrivò il vento; forse
uscì dalla mia bocca.
Urlava di fame nei capelli
lasciandomi esausta,
ad ogni suo passaggio diversa.
Entrò il vento, quindi
laddove prima era la porta
e la luce entrò e il vuoto

e io fui
leggera e disadorna.

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Ogni vita si riassume
in una pagina scarna.
Ricordi freddi, solo segni
cronologie imprecise
di punti di non ritorno:
amori di poche righe, morti
e rimpianti stretti
in un punto solamente
e un congedo senza parola
scritto ancora nel corpo
che mai sarà memoria.

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NOTE RELATIVE ALL’AUTRICE

 

 

 

 

 

Antonella Sica, genovese, è laureata in Lettere Moderne. E’ regista e manager culturale in ambito audiovisivo e cinematografico. Ha codiretto dal 1998 al 2015 il Genova Film Festival, il più importante evento culturale cinematografico ligure. Ha diretto e realizzato cortometraggi di fiction e documentari selezionati e premiati in festival e rassegne e trasmessi da Canale 5, RAITRE, RAIDUE. Ha collaborato a produzioni nazionali (RAITRE, Canale 5) e realizzato numerosi documentari istituzionali ed industriali per grandi aziende, filmati pubblicitari, documentari d’arte, educational, promo e videoclip, video per mostre e musei. Tra lavori realizzati Appunti su giorni e nuvole, documentario di backstage del film di Silvio Soldini realizzato per Warner Bros, che è stato il backstage più premiato dalle manifestazioni di settore della stagione cinematografica 2008/2009.
Insieme a Cristiano Palozzi ha curato il libro‐intervista Claudio G. Fava – Clandestino in galleria (Le Mani 2003) e collaborato alla realizzazione dei volumi Le Immagini del G8 – Le strade perdute di Genova (Falsopiano 2002), L’immagine plurale – Documentazione filmica, comunicazione e movimenti di massa (AAMOD 2003), Le forme del corto. Rapporto sui corti italiani (Falsopiano 2007). Nel 2002 ha curato G8, un anno dopo, la più importante rassegna dedicata all’analisi dell’utilizzo del mezzo audiovisivo durante il G8 genovese realizzata in Italia collaborando in seguito al reperimento e alla selezione delle immagini sui fatti del G8 per le trasmissioni Fuori Orario di Enrico Ghezzi (RAITRE).
Ha ideato e organizzato festival e rassegne cinematografiche, tra cui X_Science: Cinema tra Scienza e Fantascienza (partner Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Genova), FIDRA (Festival Internazionale del Reportage Ambientale, partner Comune di Arenzano e Muvita), Ecuador Festival (partner Ambasciata dell’Ecuador a Roma e Ministero degli Esteri Ecuadoriano)
Ha partecipato alle giurie di diversi festival cinematografici nazionali e internazionali e ha fatto parte per quattro edizioni della commissione selezionatrice della sezione “Cinema Video” della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Sarajevo, Atene, Bari, Roma). E’ membro del Comitato promotore del Centro Nazionale del Cortometraggio (coordinato da Aiace e Museo Nazionale del Cinema di Torino) e collabora ogni anno alla selezione dei film cortometraggi da candidare per i Nastri d’Argento.
Dal 2007 al 2010 è stata rappresentante del Comune di Genova nella Fondazione Genova‐Liguria Film Commission per la quale ha ricoperto la carica di Vice Presidente.
Nel 2014 vince il premio per la miglior silloge del concorso indetto dalla casa editrice Prospero Editore (pubblicata dal medesimo editore nel 2015 col titolo “Fragile al mondo”).
Nel 2017 vince il Premio Internazionale di Poesia Città di Milano con la silloge “La memoria nel corpo”, pubblicata l’anno seguente da Rayuela Edizioni.
Nel 2019 vince il Premio come Miglior Silloge al XX° Premio di Scrittura Femminile “Il Paese delle donne” con la silloge “L’ira notturna di Penelope” pubblicata nel 2022 da Prospero Editore con la prefazione di Donatella Bisutti.

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Antonella Sica,  L’ira notturna di Penelope– Prospero Editore 2022

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