VIAGGIANDO A…SAN TAMMARO – Teresa Mariniello: Alla Reggia di Carditello

reggia di carditello- san ammaro, caserta

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Nel film “Bella e perduta” del 2015 si narra la storia della Reggia di Carditello attraverso la figura di colui che fu definito “Angelo di Carditello” perché custode e difensore volontario in nome di un amore per un luogo che degradava sempre più diventando anche rifugio per i latitanti della camorra organizzata.
Si chiamava Tommaso Cestrone ed era un allevatore che aveva la propria azienda di fronte alla Reggia. Cominciò a prendersene cura ripulendo i boschi e i giardini dalle erbacce e da ogni tipo di rifiuti, sgomberando dalla sporcizia accumulata le grandi sale, lavando i pavimenti, ma anche documentando gli sversamenti illegali che avvenivano vicino.
Tutto da solo e tutti i giorni.
Si era innamorato di quel luogo abbandonato e ne divenne il guardiano per poterlo riportare all’antico splendore dei Borboni. Usava la sua pagina Facebook per documentare la situazione e arrivare agli altri, per esortare lo stato a prendere una posizione e decisione al riguardo. Morì, stroncato da un infarto, il 24 dicembre del 2013; in quello stesso anno numerose aste erano andate deserte, finché finalmente fu acquistato dal Ministero dei Beni Culturali e nel 2016 fu creata la Fondazione Real Sito di Carditello. https://www.dailymotion.com/video/x1x3asw

 

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Nel film/documentario compare per l’ultima volta Tommaso Cestrone, argomenta e denuncia i tanti torti subiti dalla Reggia voluta da Carlo di Borbone e arrivata poi ai Savoia che la diedero in gestione a un notabile prepotente di un paese vicino.
Compare anche il servo Pulcinella che, per esaudire le ultime volontà di Tommaso, arriva dalle viscere del Vesuvio per occuparsi di Sarchiapone, un giovane bufalo salvato da Tommaso. I due lasciano il luogo per una nuova destinazione e durante il viaggio il bufalo narra la propria storia.
Una trama onirica, un sogno, per raccontare di un luogo di eccellenza spogliato sempre più nel tempo non solo dagli arredi e suppellettili varie ma anche privato della sua identità, stretto com’è stato dalla presenza di tre discariche, una delle quali la più grande d’Europa. Una terra fertilissima diventata Terra dei Fuochi.
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carditello-cavalli persano

il tempietto nell’area centrale del galoppatoio antistante la reggia

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Arrivando ora alla reggia di Carditello la prima cosa di cui si gode è il paesaggio intorno e la vista degli splendidi cavalli Persano, razza prestigiosa selezionata dai Borboni. La tenuta era organizzata non solo per il loro allevamento ma anche per quello dei bufali. Si coltivavano inoltre vari cereali e si produceva un formaggio fresco molto simile alla mozzarella.
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carditello-  vista prospettica d’insieme della reggia e del galoppatoio




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Per la progettazione del complesso, a metà tra residenza e azienda agricola, fu incaricato l’architetto Collecini, collaboratore di Vanvitelli. Siamo nel 1787 e il committente era Ferdinando IV di Borbone.
L’area antistante il complesso è formata tuttora da una grande pista in terra, il galoppatoio, la cui forma richiama quella dei circhi romani; è segnata al centro da un tempietto circolare e abbellita da obelischi.
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cappella dell’ascensione

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Il corpo di fabbrica è simmetrico, con al centro l’edificio sede degli alloggi reali e della cappella reale, da cui si dipartono i corpi bassi delle ali riservate all’azienda.  Per un totale di superfice edificata di 13000 mq.
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vista assonometrica e planimetria

 

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Due scaloni simmetrici in marmo travertino portano al piano superiore della palazzina reale. Abbellite da balaustre d’epoca e da stucchi raffiguranti trofei di caccia e motivi floreali mostrano la funzione d’uso dell’edificio.
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lo scalone

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Tra i due scaloni si trova la Cappella dell’Ascensione, chiamata così per la pala che decorava l’altare. I coretti e le tribune erano destinati alla famiglia reale, che seguiva dall’alto le funzioni religiose.
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salone delle feste


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Altra stanza importante del pian terreno è il Salone delle feste, nella quale si svolgevano le cerimonie ufficiali. Tra le altre decorazioni, ormai perdute, un tappeto di tela dipinta con la pianta di tutto il complesso, in alto però ancora si può ammirare la volta affrescata. Questa raffigura con varie figure “La nascita della dinastia dei Borboni”, partendo da Enrico IV. Tra i personaggi importanti vi è una figura femminile, probabilmente la regina Maria Carolina. Regge in una mano una tromba, alle sue spalle ci sono disegni architettonici e ai suoi piedi tutta una serie di simboli che hanno a che fare con l’arte e la scienza ma anche coi prodotti di quella che era la Campania Felix. 

È questa terra che voleva recuperare in tutta la sua bellezza Tommaso Cestrone, voleva che vivesse la Reale Tenuta di Carditello aprendo le sue porte sugli antichi splendori, così come sta avvenendo, stanza dopo stanza.

Teresa Mariniello

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