TRA LA PAROLA POETICA E LA MUSICA- Sergio Pasquandrea: La fine e l’inizio

ouroboros – dal synosius di theodoros pelecanos (1478)

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Chi ha la mia età, o anche qualche annetto in più, ricorderà la sigla dell’Almanacco del giorno dopo.

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Il brano, intitolato Chanson baladée, venne scritto dal compositore Antonino Riccardo Luciani (1931-2020), prendendo a modello i rondeaux medievali e rinascimentali, ma per molto tempo – e, spesso, tuttora – venne erroneamente attribuito a Guillaume de Machaut (1300/1302-1377), il quale, in effetti, compose molte chansons baladées.

Chi era Machaut? Semplicemente, il più grande musicista europeo del XIV secolo e uno dei massimi geni musicali di tutti i tempi. Nato probabilmente nella cittadina di Machault, nelle Ardenne, fu poeta e musicista; la sua opera si inserisce nell’Ars Nova, la scuola francese, e poi anche italiana, che rinnovò profondamente la musica occidentale. Sua è, fra molte altre cose, anche la Messa di Notre-Dame, prima Messa composta interamente da un singolo compositore.
Machaut praticò sia la musica sacra che quella profana, e in quest’ultimo campo diede la più alta espressione dell’amor cortese di tradizione trobadorica.

Quello che vi propongo oggi è uno dei suoi brani più particolari: il rondeau intitolato Ma fin est mon commencement. Si tratta, tecnicamente, di un “canone cancrizzante”, ossia di una composizione in cui le tre voci si rincorrono all’infinito, perché ogni melodia, una volta arrivata alal fine, ricomincia in senso retrogrado, un po’ come nei testi palindromi. Il nome “cancrizzante” deriva proprio dal granchio (cancer) e dal suo tipico procedere all’indietro.
In particolare, le tre voci – denominate Tenor, Cantus e Triplum – procedono come segue: il Tenor ripropone sempre la stessa melodia, prima in un senso, poi in senso opposto; Cantus e Triplum, invece, si scambiano reciprocamente le melodie. Il testo, composto da Machaut stesso, si limita a descrivere quanto accade nella musica.

Ma fin est mon commencement
Et mon commencement ma fin
Est teneure vraiement

Ma fin est mon commencement.
Mes tiers chans trois fois seulement
Se retrograde et einsi fin.

Ma fin est mon commencement
Et mon commencement ma fin.

 

Traduzione:

La mia fine è il mio inizio
e il mio inizio è la mia fine
e ciò è vero.

La mia fine è il mio inizio
la mia terza melodia solo tre volte
si retrograda e poi finisce.

La mia fine è il mio inizio
e il mio inizio è la mia fine.

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Può essere un augurio per questo 2022, che inizia con auspici così incerti e traballanti? Chissà. Sono due anni che ci auguriamo la fine di questa orrenda pandemia e una palingenesi collettiva. Speriamo sia la volta buona.

Buon ascolto e buon anno.

Sergio Pasquandrea

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