ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: L’odore dei Leoni di Cecila Resio

sarah jane adams

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Le istruzioni 

Non è facile invecchiare con garbo.
Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle,
di nuovi solchi, di nuovi nei.
Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza
mortificarla in una nuova età che non le appartiene,
occorre fare la pace con il respiro più corto, con
la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi,
con le giunture, con le arterie, con i capelli bianchi all’improvviso,
che prendono il posto dei grilli per la testa.
Bisogna farsi nuovi e amarsi in una nuova era,
reinventarsi, continuare a essere curiosi, ridere
e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole
cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia,
ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani,
allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru,
canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza.
Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo
godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli.
Bisogna camminare dritti, sapere portare le catene,
parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia.
Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata
di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.


Cecila Resio, l’Odore dei Leoni – edizione Youcanprint 2016

 

Capita a volte di trovare scritti da cui d’istinto resti catturato. A me è successo istantaneamente con questo testo di Cecilia Resio. FB è certamente un coacervo di voci, un caos dove accanto al gatto, al cane, all’attrice abbandonata o sedotta, alla cantante alle prime armi, ai reggiseni e alle mutande, alle scarpe e agli abiti, al formaggio, alle ricette di tutto e ancora le tante isterie dei politici e molta altra vanità in vetrina, può succedere di trovarti a leggere qualcosa di cui poi vuoi sapere di più.  Per caso dunque ho letto la poesia di apertura e mi ha catturato quel suo modo semplice diretto di dire le cose, in chiaro, senza giri e raggiri. Il secondo passo è stato quello di cercare la fonte di quel testo, se fosse solo un testo isolato o facesse parte di una raccolta e in effetti, quando una cosa la vuoi trovare, eccola che se ne esce dalle budelle di google che spiffera tutto quanto c’è da sapere.  L’odore dei leoni, è il titolo della raccolta autopubblicataattraverso la piattaforma Yucanprint. Un po’ mi è dispiaciuto non trovarlo in ebook, ormai leggo quasi tutto in quella modalità. Posso portarmi dove voglio una libreria molto nutrita di libri, anche di 200 pagine ciascuno, il tutto raccolto in un piccolo kindle, grande come un quaderno di piccolo formato.  In ogni caso l’ho trovata la sua raccolta di poesie, che penso siano poesie d’amore, anche se lei, l’autrice, le definisce in altro modo. Aldo Nove, autore della prefazione, dice che la sua scrittura è anomala, ma forse voleva riferirsi all’anima, uno spazio in cui l’astrazione si fa corpo di qualcosa che vive, spogliato dell’ego e degli ismi di cui spesso si fa portatrice la parola. Qui c’è una sventagliata di scritture (non) allineate, salvate da appunti, scritte nell’attimo preciso in cui sono corse nel corpo e la testa, gli occhi e il cuore hanno catturato di volta in volta. E’ certamente personale ma non resta individuale, si apre allo sguardo di chi percorre queste strade, o le vie sterrate, oltrepassa le soglie di una casa in cui Cecila Resio, con mano leggera, a volte amano libera disegna i suoi giorni.

Fernanda Ferraresso

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sarah jane adams

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Gli infedeli e la spettronomia di massa

La chiesa era bella, tutta colma di peccati.
Sul sagrato, resti di risa.
Avevo, nella borsa, un lampadario acceso.
Era fatto di lacrime solide,
piccole gocce che sembravano di cristallo.
La spettronomia di massa ci rivelava, al loro interno,
minuscole api fossili, ricordo d’intenzioni operaie.
Quante volte, le avevo sentite lavorare,
col loro ronzare infinitesimamente piccolo,
intorno ai miei occhi, poco prima del pianto.
La chiesa era bella, tutta colma di fedeli.
Sul soffitto, sciami di preghiere.
fammi guarire, fammi morire, fammi dormire,
fammi ricco, fammi innamorare,
fallo tornare, fallo scappare, fallo guarire,
fallo morire, fallo per la Juve,
ti prego, mio Signore.
Avevo, nella borsa, anche un dromedario
e qualche spicciolo di luna.
Tu avevi gli occhi luminosi e ti hanno chiesto di spegnerli,
adombravi Dio.
Hai riso così forte, che il riso, per gli sposi,
non è bastato più.
Allora abbiamo spento, occhi e lampadario e, quieti,
siamo andati all’altro mondo.
Il nostro preferito.

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Argentina

Non tengo niente del passato,
quel che è andato è andato
e quel che serve che rimanga
mi seguirà per sempre
prendendo piede
nelle mie nuove orme

Oggi mi sono svegliata con addosso
la malinconia, una sorta di vestaglia
rosa, di quelle esauste e appese
dietro alle porte dei bagni delle zie

Verso l’ora del pranzo
me la sono levata e ho indossato
un formidabile gonnellino di banane

Così è la vita,
un piede nella fossa dei serpenti
ed uno nel tango,
che porta il nome della mia risata

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Fire walk with me

Gli amanti, il desiderio di una buona cattiveria,
quasi l’urgenza di una mano che chiudesse gli occhi,
l’estrema unzione dell’amplesso,
il gran finale dei fuochi d’artificio al Redentore, dopo l’amore.
Ammortizzare la cupidigia dell’insonnia,
spaventarsi e rinunciare a un altro cuore di passaggio,
rosso, poi nero, poi fegato, frattaglia.
Fire walk with me, fuoco di paglia.
È già mattino e il buio è sparito in un boato,
guardandomi in cagnesco, alla francese.
Fuori dalle finestre accese, ignorando il tempo non passato,
un altro giorno parassita, nuovo di zecca, è cominciato.

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Dossi di seppia

Tienimi forte i polsi
così che le mani
impallidiscano
come sa fare al viso
lo scandalo
quando s’imbatte in gente
senza fantasia

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Epitaffio

C’era una cosa, quando ero in vita,
che mi spaventava più dell’uomo nero,
degli armadi e dei paragoni.
Era, dopo il rullo dei tamburi, dopo l’orchestra,
l’odore dei leoni.

 

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NOTE SULL’AUTRICE

Cecilia Resio nasce a Livorno, in un giorno di forte libeccio. Forse è proprio il vento, il complice della sua irrequietezza.
Negli anni ’80 si trasferisce a Milano dove, al lavoro come copywriter e pubblicista, affianca quello di ghost writer per Mondadori. La passione per la scrittura e la poesia l’accompagnano ovunque. Nel 1998 nasce sua figlia Sofia, che le fa più bella la vita. Per 15 anni vive a Parigi, dove è interprete e traduttrice. Molte delle sue poesie vengono pubblicate su riviste letterarie. Nel marzo di quest’anno conclude l’ampliamento della traduzione italiana del saggio I sessi sono due, di Antoinette Fouque, psicanalista e cofondatrice del Movimento di Liberazione della Donna e fondatrice della casa editrice «Editions des Femmes» a Parigi. Da tre anni è autrice di una sua rubrica di poesia e narrativa sulla Rivista Illustrati. Nell’ottobre 2013 pubblica con Logos Edizioni, Aeterna, libro gotico e poetico, con i disegni di Loredana Fulgori, in un’edizione bilingue italiano/inglese.

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Cecilia Resio, L’odore dei leoni– Edizioni Yucanprint 2016

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