DAL PIANETA DELL’ANIMA – Vittoria Ravagli: Le ragazze e i ragazzi di oggi

immagini grafiche degli allievi della classe III B sc. media statale galileo galilei di sasso marconi e fotografie di bambini e donne afghane

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Come Gruppo Marija Gimbutas, organizzando un progetto rivolto alle terze medie, avevamo invitato insegnanti, ragazze/i “a riflettere sulla subordinazione delle donne ragazze afghane a causa del sistema di controlli che mortifica ogni attività che porti ad una libera autodeterminazione ed espressione di bambine, ragazze, donne…” Le avevamo anche invitate a riflettere su questo periodo delle loro e delle nostre vite e su quanto peso gravi in particolare sulle donne. 

Nelle tre classi interessate abbiamo svolti dei brevi ed intensi laboratori: ore fatte di  letture, di poesie, video, scritti, come piste di approfondimento e creazione.

Hanno risposto con intensità, creatività e come ogni volta, e più ancora, ci hanno stupite per la loro maturità, per le parole, per la semplicità del loro porsi pure se in un teatro, dirette e forti come le penso quando ripongo in loro, nelle giovani generazioni, la fiducia che resta. Questo è stato possibile perché a guidarle, a stimolare la loro partecipazione, hanno avuto insegnanti preparate, consapevoli del loro ruolo insostituibile. Il nostro è un ambiente accogliente e a fare gli onori di casa insieme a noi, il Sindaco, l’Assessora alle pari opportunità ed una giovane madre dell’ANPI – lei pure  Assessora – che ha fatto il suo intervento con il proprio bambino in braccio. Dalla realtà le cose sono più vere, i ruoli più chiari, si capisce dai fatti. Presenti a segnare l’importanza di questo incontro la Preside, il Vice Preside. I volti, gli atteggiamenti accoglienti, di una comunità consapevole.

Era il 27 novembre ultimo scorso, era per noi la giornata contro la violenza sulle donne. E’ stata una festa. Io stessa sono uscita come da un letargo dell’anima ed ho ripreso energia. Tutte/i dichiaravano nelle parole e nei gesti la gioia di esserci di nuovo, di persona, di potere trasmettersi pensieri, volontà, idee, voglia di vivere. Forse uno dei primi e degli ultimi incontri in presenza di quest’anno, ma va bene così perché sappiamo che poi ritornerà per lunghi mesi, per sempre (?), questa possibilità che sembrava remota. In fondo al teatro, separati dalle classi per motivi sanitari, genitori, nonni, cittadini. Troppo lontani per poter fotografare, ma qualcuna/o lo ha fatto ed abbiamo anche immagini belle da mostrare, da tenere per ricordo.

Una classe intera, la III A, ha letto i propri scritti con emozione. La professoressa di italiano, Laura Strazzeri, ne ha fatto un prezioso libretto: “La violenza è assenza di parole” e ce lo ha donato. C’è una sua bella e sensibile presentazione. Ne riporto alcune frasi: “…Gli alunni della classe III A nei loro testi raccontano i mille volti della violenza: da quella fisica con le sue atrocità, a quella psicologica, che non è da meno e che non deve essere in nessun modo sottovalutata. Il titolo della raccolta è frutto di una riflessione sull’importanza delle parole come strumento di denuncia di ogni forma di violenza e delle sofferenze e umiliazioni che essa procura: se non si parla si diventa vittime silenziose, ma allo stesso modo complici di tali reati…”

 

Di seguito, alcune delle poesie comprese nel libretto della III A.

 

ATENA IN TUTTE NOI

Tu mi fai soffrire
tu non mi dai la possibilità di agire
Tu pensi che io sia un oggetto 
continuo a nascondere il mio dolore rinchiuso nel petto
Ma un giorno la mia sofferenza parlerà 
ed il mio sogno di essere libera si realizzerà 
Io sono una donna nata per combattere 
non cambierò per nessuno il mio carattere 
Cerco di raggiungere con tenacia la mia libertà 
ma tu arrivi in un batter d’occhio a trascinarmi giù senza la mia volontà 
Io combatto ogni giorno per me stessa
ma la mia speranza da te viene repressa 
Cerco di convincere il mio cuore di essere più forte
ma nel profondo dell’anima ho paura che si chiudano le porte
Ad ogni fallimento le luci della mia speranza stanno svanendo
ma ad ogni ingiustizia subita le mie forze stanno crescendo 
Io combatto ogni giorno per me stessa
perché so che la mia sarà una storia trasmessa 
Spiccherò il volo in alto in cima
non sono mai stata debole, ho avuto di me la stima
Spezzerò le catene con le quali mi tarpi ora le ali
sarò io la dea che ti punirà per i tuoi peccati bestiali 

Aishwarya

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LA POESIA CONTRO LA VIOLENZA

A te che mi insulti e mi distruggi psicologicamente 
io che davanti a te sono impotente
mi hai tolto tutto anche il diritto di studiare
ma niente fermerà la mia voglia di imparare.
Abbiamo fatto tante proteste per riavere la scuola 
ma a voi non importa niente della nostra parola.

Amine 

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LA FARFALLA

La donna è come una farfalla
con due bellissime ali
che però l’uomo con prepotenza 
tiene chiuse
così da poter reprimere le sue emozioni
e non farla volare via.
Vuole tenerla a casa
a badare ai figli
e dipendere da lui.
Tu donna apri le ali, spicca il volo
trova il coraggio
di essere libera
non permettere mai che tarpino le tue ali
e spengano i tuoi sogni.

Martina 

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immagini grafiche degli allievi della classe III B sc. media statale galileo galilei di sasso marconi e fotografie di bambini e donne afghane

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La partecipazione della III B è stata una festa di colori, di parole, cartelloni, dichiarazioni, landai, poesie…con una premessa forte e precisa della professoressa Claudia Poletti che ha dato il senso del valore della scuola, del suo ruolo educativo,  del coraggio nel sostenere le proprie idee.

Gli interventi delle ragazze, più donne che ragazze direi, hanno mostrato una maturità ed una consapevolezza particolari. Hanno messo a fuoco i tanti problemi che si sono resi più evidenti raffrontandosi alle ragazze e alle donne afghane. Cosa non hanno loro, cosa è stato loro tolto. Cosa abbiamo noi, la nostra libertà, ma quanta strada ancora da fare…

Alla fine una pioggia di palloncini con dentro landai ha invaso il teatro. Chi li raccoglieva doveva spaccarli e leggere “i serpentelli velenosi” scritti da ragazze/i.

Ho per ora solo parte del materiale prodotto e quindi indico sotto alcune frasi dette che mi sembrano significative:

… Lo sentite questo “noi non possiamo”, una parola tanto irritante e tanto grande. Le donne non possono avere diritti: il diritto di parola, il diritto di espressione, il diritto di istruzione, il diritto di essere loro stesse. Perché questo “noi non possiamo” non si può trasformare in un “noi vogliamo”, “noi possiamo? ” Perché? Noi siamo in grado di cambiare qualcosa, di trasformarlo in qualcosa che abbia finalmente un equilibrio. Queste parole, che allo sguardo sono oggettivamente piccole, stravolgono, calpestano. Esse provocano dolori, provocano emozioni scatenanti odio. 

Noi possiamo definitivamente cambiare qualcosa, perché oggi abbiamo finalmente la possibilità di sensibilizzare le persone che sono in grado di immedesimarsi nella nostra ira e nel nostro dolore, dicendo STOP alla violenza contro le donne.

Ogni giorno sentiamo parlare di femminicidi, ma solo un giorno siamo disposti a metterci in gioco per contraddire a questa violenza; bisognerebbe invece avere più di un solo giorno all’anno! Ogni uomo come ogni donna deve combattere contro la violenza sulle donne, perché ognuno deve avere rispetto. A me e alla mia classe ha colpito molto il fatto che ad una assemblea del 25 novembre dove si sarebbe dovuto parlare di parità di genere, violenza contro le donne si siano presentati soltanto 8 deputati su 150, e molti degli assenti erano donne! Questo ci fa capire che per combattere una così grave ingiustizia, ci vuole il rispetto di tutti, uomini e donne.

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ATLETICA PER ME.

Giornata contro la violenza sulla donna. 27-11-2021

Sono una ragazza di 13 anni a cui è sempre piaciuto correre, ora è ormai da sei anni che faccio atletica e ciò mi rende felice. Quando corro sono libera, volo sulle ali del vento e i miei piedi, le mie gambe e tutto il mio corpo diventano strumenti per fare l’impossibile. Superare ostacoli, sentire la brezza fresca dell’inverno sfiorarmi il viso, o le gocce di sudore dovute alla fatica e al caldo, i capelli bagnati dalla pioggia, gli occhi lucidi per la felicità, le mani congelate come ghiaccioli per il freddo, le risate e le parole scambiate tra i compagni., che ormai sono come una seconda famiglia, comprensivi, gentili e sempre disponibili. Un gruppo formato da volti che già conosco da tanto, troppo e da volti nuovi ma sempre pronti ad essere accolti da un gruppo semplicemente e unicamente speciale e magnifico. Se mi strappassero via tutto questo, in un solo colpo, io mi sentirei piombare il mondo addosso, la terra cedere sotto i miei piedi, penserei mi stanno privando delle ali della mia libertà, del mio momento di sfogo in cui non penso più ai problemi della giornata, ai vari dubbi, alle piccolezze della vita, ai piccoli e insignificanti litigi, alle mie paure e alle mie ansie, no, io in quei momenti corro e basta, corro come una gazzella pronta a scattare, corro senza pensare al dolore dovuto allo sforzo, a quello darò peso dopo, togliendomi la possibilità di andare ad atletica mi toglierebbero una parte di me. Ma è questo ciò che stanno facendo alle mie compagne di aspirazioni e coetanee, e per cosa? Hanno paura che noi donne saremo migliori? O cosa? Non so, ditemi voi, perchè? per quale assurdo motivo? Tradizionalismo? Perchè mai una donna deve essere inferiore? Perché non abbiamo la parità? Perchè? Perchè vogliono renderci invisibili? Ma so che loro resisteranno anche a questa, sono forti e resistenti, alcune, NO, anzi molte inesperte su quanto sia strano, mutevole e assurdo questo mondo spesso, o inconsapevoli di ciò che gli viene sottratto pian piano. IO VOGLIO CORRERE!!!!!-

Lola

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Nota.

Il 28 gennaio 2022 uscirà su Cartesensibili un altro scritto su questa iniziativa e ci saranno anche i lavori della III C e  delle tre classi unite in un video,  da cui prenderemo nuovi spunti.

Raccogliendo lo spirito della giornata, l’assessora alle P.O. Marilena  Lenzi ha pensato di fare uscire via via sino all’8 marzo sui social legati al Comune di Sasso Marconi scritti e immagini del 27 novembre…Una bellissima idea a cui ci fa piacere collaborare.

A ragazze e ragazzi, a tutte e tutti moltissimi auguri per giorni sereni. Al prossimo anno!

Vittoria Ravagli 

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