CHRISTMAS TREE di SLIM AARONS – Adriana Ferrarini : La sostanza dei sogni

slim aarons- christmas swim with rita aarons swimming in a pool festooned with floating baubles and a decorated christmas tree- hollywood (california, 1954)

. Slim Aarons non è un fotografo di moda, ma per dirla con le sue parole: “Fotografo le persone che indossano vestiti e poi quei vestiti diventano di moda”. In effetti i soggetti che entrano nel mirino della sua Leica appartengono tutti al jet set degli anni 50/60: quindi, dettano legge. Sono miliardari, ereditiere, attori famosi, aristocratici, insomma il mondo più glamour e patinato, quello che sulle riviste si fa invidiare e imitare per il suo stile di vita fascinoso. Da ragazzo Aarons, ingaggiato come fotoreporter per un giornale militare, The Stars and the Stripes,ha partecipato alla seconda guerra mondiale. Ne è uscito con la consapevolezza limpida e netta di “meritare una vita più semplice e lussuosa come compensazione degli anni in cui ho dormito nel fango, mentre venivo bombardato e colpito da proiettili. Così lui stesso ha affermato in un’intervista per il libro uscito poi con il titolo “Slim Aarons: Once Upon a Time” per la casa editrice Harry N. Abrams, 2003. In copertina, la piscina dell’iconica Villa Artemis, a Palm Beach, Florida, con un’incantevole donna bionda in primo piano: è C. Z. Guest, rampolla dell’alta borghesia bostoniana, nonché moglie del cugino di Winston Churchill, donna di grande eleganza e famosa socialite, amica di scrittori come Tennessee Williams. Per decenni Aarons colleziona favolose piscine da tutto il mondo: Miami, Bahamas, Acapulco, Capri, Kenia, Lake Tahoe, Atene, Marbella, Bermuda, Algarve, Palm Beach, Taormina, Antibes, Saint-Tropez. .

slim aarons- nice pool

. Ma la piscina di “Christmas tree” è diversa dalle altre. A parte la modella, Rita Aarons, moglie e musa del fotografo, tutto il resto qui è a preso a prestito: la casa, l’albero, la piscina, i bambini stessi sono noleggiati per creare la fantasmagoria di un Natale come solo in un film. Un Natale di celluloide, potremmo dire. Non è un caso che in lontananza appaia la scritta, piccola ma imprescindibile: HOLLYWOOD. D’altronde era questo il pregio maggiore della casa, che la rese un set utilizzato anche in altre occasioni, cioè il fatto che, da una certa angolazione, permetteva di vedere la celebre scritta sulla collina. I tre bambini biondi, la bella madre dalle labbra rosse, la villetta con piscina, il sole californiano, le palme e l’albero di Natale: una perfetta messinscena per celebrare un inno all’american way of life. Che c’è in effetti di più americano? Di più sottilmente inquietante di quelle palme finte, dell’albero di Natale un po’ troppo grande, un po’ troppo assurdo, dei balocchi che l’albero sta perdendo e, sciorinati sull’acqua  turchina, brillano raddoppiati dal riflesso? Slim Aarons è morto nel 2006, la moglie forse vive ancora in una casa per anziani e la figlia in un’intervista di pochi anni fa ha detto: “il ricordo più grande di mia madre era il freddo di quella piscina, con l’acqua gelida e sporca, e mio padre che l’ha fatta posare così immobile per molto tempo”. Viene in mente l’Ofelia di Millais, con la bella Elisabeth Siddal, musa e groupie dei pittori Preraffaelliti, e amante/moglie di Dante Gabriele Rossetti, che pure posò immobile per ore in una vasca di acqua gelida con indosso un abito da sposa trovato in un mercato delle pulci. Si beccò una polmonite che la mandò quasi in fin di vita. Ma nel dipinto, sul pelo dell’acqua circondata da fiori, è romantica e sensuale fino allo sfinimento. Anche Rita Aarons è sensuale nella foto, ma allegra e vitale come solo gli americani. Eppure, dietro al dipinto e dietro alla foto, resta lo stesso sottile dubbio: di quanto nascosto dolore, di quanta invisibile sofferenza si nutrono i sogni? Adriana Ferrarini

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