ANCHE NEL CAOS C’E’ DEL METODO- Lucia Guidorizzi

scott bergey

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Pochi poeti sanno usare l’arma sottile dell’ironia e talvolta, quando si arrischiano ad adoperarla, in realtà ne fanno un uso inautentico, spesso intriso di autoreferenzialità. Ironia è esercizio del distacco e consiste nel saper essere spietati con se stessi, evitando d’indulgere e appartiene a quel retaggio di derivazione filosofica cinica e stoica che permette un’autentica libertà di pensiero. Ancor più arduo è esercitare l’autoironia, senza cadere in comportamenti istrionici e narcisistici. Molti si adagiano in una visione del mondo ad usum delphini e non ne escono più, diventando le caricature di se stessi.
Tutto ciò non appartiene a Francesco Paolo Maccarrone, la cui vis poetica sgorga autentica ed è capace di andare ben oltre e che con coraggio e inflessibilità, sa prendere le distanze da se stesso. La sua poesia raccoglie l’eredità graffiante e scomoda della Scapigliatura, intrecciata con la tradizione sapienziale siciliana, pur muovendosi in piena autonomia ed originalità.
 “Trilogia del caos” Eretica edizioni 2021, è un libro intenso, in cui il plurilinguismo costituisce un ricco impasto tra siciliano, spagnolo, italiano che rende il ritmo vivace e coinvolgente. La raccolta è divisa in tre sezioni “Passapitittu”, “Lapalissiano”, “Improduttivo” che ci offrono una lettura della quotidianità attraversata da lampi di dissacrante ironia.  L’autore gioca con la leggerezza che gli deriva dalla profondità del suo sguardo sul mondo. La sua consapevolezza però non s’arroga il compito di imporre un “modus vivendi” o “operandi”, in quanto la sua visione è perfettamente consapevole dell’insensatezza del vivere. In lui si percepisce quel nomadismo erratico che ricorda l’epicità di Blaise Cendrars e il lucido pessimismo, il nichilismo oscuro di Albert Caraco.

 

BRIVIDI D’AUTUNNO

 

Foglie adulte civettano
con il vento prematuro di settembre
Sottovoce suggeriscono:
“ Salutate la pausa frettolosa!”
La pioggia battezza le strade
Il tempo tiranno sghignazza:
“Da ora al Natale avanti tutta!”
E da lì a Pasqua, avanti ancora
E di nuovo ci si fermerà
solo sotto il sole
prepotente, di un altro agosto
E da lì, ancora
giungeranno improvvisi
timidi e freschi il vento 
e i brividi d’autunno

 

L’impermanenza e la precarietà, l’incertezza e l’insicurezza sono la cifra stessa del vivere, ma questo non è vissuto come scacco, piuttosto come libertà di vedere autenticamente lo stato delle cose. La disinvolta nonchalance nell’affrontare i guasti del vivere in realtà è una forma di tenerezza per l’inadeguatezza umana. Poesia è dichiarazione d’intenti, poesia è tutto e il contrario di tutto. 

 

BETADINE

 

La mia poesia mi somiglia
Caotica, pigra
Irregolare, indomabile
Irrequieta, squilibrata
Osservatrice, sognatrice
Visionaria, spudorata
ma non abbastanza, vera
ma a volte falsa
Lunatica, disillusa
Umana, frastagliata
Frammentata, immatura
In divenire, altrove
Desiderio, altro
No categorie, no riduzione
Sì tutto e sì niente
Attenta al tutto, ma anche al niente
E disinfetta, come il Betadine

 

Con grande abilità, Francesco Paolo Maccarrone adopera stili e registri diversi, facendo  cozzare l’aulico con il prosaico, talvolta si lascia andare al piacere dell’enumerazione e della ripetizione  che  fa assumere ai suoi testi  la formula di una filastrocca o litania. 

 

ELOGIO DEL DISTACCO (IN SI MAGGIORE)

 

Si perde la bussola?
Si prende un’altra strada
Si perde il senso?
Si ricomincia da capo
Si stacca un’insegna?
Qualcuno la ricorderà
Si smuove la terra?
Si vede cosa c’è sotto
Si stacca tutto
E tutto si riattacca

 

Essere poeta è rientrare nei canoni o superarli? Essere poeta è percorrere quel crinale franoso e sottile che permette di cogliere le insufficienze e le aporie del vivere, essere sempre sul punto di diventare qualcos’altro senza esserlo mai. E allora ecco che nel penultimo testo della silloge “Amico mio, sbronziamoci” viene raccolto l’invito di Charles Baudelaire : “Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempreDi vinodi poesia o di virtù, come vi pare.»  da “Lo Spleen di Parigi”

(…)

Chiedi un sesto, ultimo bicchiere
d’oro, dedicheremo questo giro
alla misteriosa magia del sole
che ogni giorno sorge
all’amore tenace per la vita
che di bicchiere in bicchiere cresce
a quell’inesauribile spirito d’amicizia
che in noi, ogni giorno, rinasce

Anche nel caos c’è del metodo.

 

Lucia Guidorizzi

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Francesco Paolo Maccarrone è un autore di poesie, filastrocche e brevi monologhi dal 2009, anno in cui vince nella sezione Poesia inedita del Primo Premio Internazionale di poesia Piero Alinari con “Primo giorno di lavoro”. Si vanta di aver fatto una ventina di lavori, ma forse è una leggenda.

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 Francesco Paolo Maccarone, Trilogia del caos-Eretica edizioni 2021

 

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