TRA LA PAROLA POETICA E LA MUSICA- Sergio Pasquandrea: Josquin, il padrone delle note

ritratto di josquin desprez dall’archivio gerstenberg e manoscritto dedicato a papa leone x mostrante l’inizio del kyrie dalla biblioteca vaticana

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È curioso che, nella coscienza dell’ascoltatore medio, la “musica classica” o “musica colta europea” (tutte definizioni sommamente imprecise, ma prendiamole così come sono) cominci sostanzialmente ai primi del Settecento. Diciamo con Bach, più o meno. I più attenti conoscono la musica barocca, una ristretta minoranza arriva al Rinascimento.

Se consideriamo che le prime testimonianze scritte della musica occidentale risalgono all’antica Grecia e che la musica viene regolarmente notata per iscritto perlomeno dai tempi di Guido d’Arezzo (991-1033), si capisce bene quanto venga escluso.

Josquin Desprez (o Des Prés, o Desprès), di cui quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte (27 agosto 1521) fu talmente famoso da essere definito “il Michelangelo della musica”. Celebre la definizione che di lui diede Martin Lutero, fine conoscitore di musica: “Gli altri maestri devono fare come vogliono le note, ma Josquin è il padrone delle note, che hanno dovuto fare come vuole lui”. Nato a San Quentin, in Piccardia, intorno al 1450, riuscì a sintetizzare la grande tradizione polifonica fiamminga in forme di straordinario nitore. Come molti suoi conterranei, scese in Italia per lavorare presso le corti di Milano, Roma e Ferrara: città, quest’ultima, a cui è legata la sua fama, ad esempio per la celeberrima messa “Hercules Dux Ferrariae”, dedicata a Ercole I d’Este.

La sua vastissima produzione – in parte apocrifa, perché la sua fama era tale che gli venivano attribuite anche composizioni non sue – copre tutti i generi della musica sacra e profana. Ancor oggi, la sua ironica “frottola” El grillo è buon cantore è un caposaldo nel repertorio della maggior parte dei cori.

Quelle che vi propongo oggi sono due delle sue più celebri composizioni.

La prima, Mille regretz, è una chanson, ossia una forma di soggetto profano, perlopiù amoroso. Il testo, anonimo, recita così nell’originale francese:

Mille regretz de vous abandonner,
Et d’eslonger vostre fache amoureuse,
Jay si grand dueil et paine douloureuse,
Quon me verra brief mes jours definer. 

Ossia:

Mille rimpianti per avervi abbandonata,
e per aver lasciato il vostro volto amoroso.
Ora ho così gran tormento e pena così dolorosa,
che i miei giorni arriveranno presto alla fine. 

Quanto alla musica, parla da sé: ci sono tutta la raffinatezza, la complessità, e insieme lo straordinario lirismo e l’intensa espressività che sono le cifre distintive di Josquin.

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La seconda è la Déploration de Johannes Ockeghem, nota anche con il titolo Nymphes des bois, su testo del poeta Jean Molinet. 

Ockeghem (1410-1497) era stato il più grande compositore fiammingo della generazione precedente a Desprez, il quale gli rende un grandioso omaggio, in cui il Requiem aeternam viene usato come cantus firmus, ossia come l’elemento di base, sul quale è costruita tutta la composizione.

Di seguito il testo con la traduzione italiana e il link per ascoltarla.

Nymphes des bois, deesses des fontaines,
Chantres expers de toutes nations,
Changes vos voix fors claires et haultaines
En cris trenchans et lamentations,


Car Atropos tres terrible satrappe
Votre Ockeghem atrappe en sa trappe,
Vray tresorier de musiqe et chef doeuvre,
Doct elegant de corps et non point trappe,
Grant domaige est que la terre le couvre.


Acoultres vous dhabis de deuil,
Josquin Perchon Brumel Compere,
Et ploures grosses larmes doeul,
Perdu aves votre bon pere.


Requiescat in pace.
Amen. 

Traduzione:

Ninfe dei boschi, dee delle fontane,
cantori esperti d’ogni nazione,
cambiate le vostre voci tanto chiare e alte
in grida strazianti e lamentazioni,


perché Atropo, la terribile dominatrice,

ha preso il vostro Ockeghem nella sua trappola,
il vero tesoriere di musica e capolavori,
dotto, elegante nel corpo e per nulla superato,
grande perdita è che la terra lo ricopra.


Indossate i vostri abiti di lutto,


Josquin
[Desprez], Pierson [Pierre de la Rue], [Antoine] Brumel, [Loyset] Compère,
e piangete grandi lacrime,
avete perduto il vostro buon padre.


Riposi in pace.
Amen.

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Buon ascolto.

Sergio Pasquandrea

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