DAMMI UN ALIBI SARO’ TUO- Paolo Polvani: cinque poesie inedite di Sergio Racanati con una nota dell’autore

sergio racanati-appunti sparsi sulle spiaggie greche -2016 ph. federica sosta (archivio-c.a.p.t.a.)

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La versatilità è sempre una promessa di esplorazioni, di novità, e Sergio Racanati, giovane artista pugliese con un curriculum di tutto rispetto e con interessi davvero a largo spettro, tiene fede alla varietà di sguardi che sono la matrice della sua ispirazione. Cinema, fotografia, scrittura, performance sono il suo terreno di indagine e di studio del mondo. La forma poetica pare gonfiarsi sotto il vento dell’eros, e ci coglie una sferzata di gioventù, uno sguardo che profuma di fresco, con quei gabbiani che incidono lettere sulla bocca di Eolo, e c’è sempre un corpo a ricordarci la primigenia tensione, e ci sorprendono versi che tendono a irridere, ad allargare gli orizzonti poetici e comunque a infondere una finale dolcezza.

Paolo Polvani

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sergio racanati-  where is my land 

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terre emerse
brandelli
o poco più di grande offesa di ere dimenticate

oltre
a terra si sgretola
si sbriciola
e ti accoglie
sempre

i gabbiani
incidono lettere
sulla bocca di Eolo
nella gola di Bonifacio

teste granitiche
quasi
annunciano perdizioni
in soluzioni alcoliche
dentro bacche di mirto macerate al sole

in arrivo
il tramonto
dietro la schiuma
bianca
senza nudità
timidezza
vergogna
tra le due fessure
della coulisse dei boxer

06082021

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un concerto di grilli
nella macchia mediterranea
roccia di granito
ore nere

sul terrazzo vista mare
una fila muta di luci
punteggia la Corsica

sei sul tappetino yoga?
ultimo intrallazzo
un napoletano in tuta mimetica
– chissà se il suo corpo regge i 38 gradi e il vento africano –
ricamo tatuaggi
sul nero tuono della rasatura spinta

doppia pubblicazione
sei sposato?

ti disconnetti a manetta
rileggi gli appunti
rintracciati
nella sabbia bianca
un nome criptato

sul letto
con silenzio e cicale
buio e vento
gocciola il tubo
acqua
sali minerali
e scheggia di vita

e tu che fai?
ti lavo i denti
sul close up di me in mutande

03082021

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dammi un alibi
sarò tuo

un teletrasporto ora
subito
immediato
già prenotato

la marmellata
adagiata sulla taini
un mashup perfetto
di saliva e labbra collose
tutto sgretolato

l’aria rinfresca le cavità orali
la dedica ritrovata sulla storia appena postata
istagram: scrigno slabbrato

la formula del saluto
in doppia battuta
apre
e serra
le tradizioni emozionali
vasi comunicanti
dello stesso fluido

la notte smisurata
satura di attese
e pianti stellati
come si cavalca l’immaginazione
se il desiderio si arrotola tra le lenzuola di lino bianche ancora bollenti?

intessiamo parole
tra le orchidee selvatiche
e il grigio di sabbia
una favola dilatata
di ipotesi
disperazioni
strade
barbe
verso la vecchiaia disarmata
una farfalla
passa sulla pigra allegria
ed è subito natale

04082021

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una disposizione post ancestrale
di arti
femori
costole
vertebre
anche
accatastati
accumulati
apocalisse allestita
nel qui e ora
in divenire
lavate
lucidate
levigate
dalle lacrime marine
o dalle tempeste della disperazione
o del tardo bacio prima del tramonto
una gamma di neri tagliati da bianchi diversi
rossi con tensioni ai rosa o ai bordeaux
i verdoni dentro i buchi grigi
e i bianchi candidi
-nella prima era geologica
oggi consumati dal piacere del mirino aperto-
10000 selfie
ho letto che al giorno calpestavano
quelle carcasse
chiamate rocce
di marmo smerlato
traforato
semidentato
tagliato

19082021

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Ok

figli di vecchie canzoni
di fiori appassiti
il cielo si scalda ancora timido

la notte breve
una scaricata di notifiche
whatsapp impazzito

baciami prima tu
il tappetino da yoga
-piattaforma di sogni stratificati-
accarezza corpi pulsanti
le stelle inizino a cadere
a piangere
a vegliare

primo incontro
il Corpo
-materia rossa vibrante
scalciante
alla ricerca del cerchio e della corona
intorno al mare

sale
annusa
riconosce
saluta

fa breccia nel petto
-il porcellino rosa tenero-
i pavoni dietro il pagliaio
fan festa
ultimo bacio
mio dolce bambino

03082021

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sergio racanati-debris/detrti – argentina, 2019.

 

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NOTA DELL’AUTORE

La personale ricerca artistica sviluppa all’interno della moltitudine di relazioni, idee ed esperienze volte a generare connessioni con il materiale fragile dell’umanità, affrontando la questione degli spazi del sensibile, dei processi comuni e comunitari. In questo quadro la mia pratica guarda alla sfera pubblica e agli immaginari collettivi come luoghi di indagine privilegiati poiché anche i confini dell’arte si sono progressivamente dilatati in uno spazio plurale e trasversale.
Alla base della ricerca (che formalizzo attraverso la scrittura, la performance, l’installazione, cinema) vi è un interesse per le scienze sociali, per gli eventi storici, per la cultura popolare e la cultura di massa, visti attraverso una lente quasi etnografica.
La mia scrittura è una scrittura performativa e performante, fatta di bagliori, immagini in dissolvenza, percezioni fugaci di un modo compromesso da catastrofi sociali, umane, emozionali, politiche e ambientali.
Intendo la mia scrittura come un possibile archivio espanso di una comunità coinvolta nel suo stesso farsi e disfarsi. Una scrittura come pratica civica, non solo civile, come dispositivo espanso, trasversale e orizzontale, capace di poter ripensare la relazione autore/fruitore non più in un’ottica binaria ma plurale che possa intersecare saperi ed esperienze altre volte a generare nuovi paradigmi e immaginari sociali e culturali.

Sergio Racanati

 

NOTE SULL’AUTORE

Sergio Racanati , Bisceglie (BT) 23-09-1982, vive e lavora tra Milano e Bisceglie (BT).

Attualmente presso la Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea/Matera è in corso la sua personale con l’installazione  To futureless memory – possibilità di un monumento inserita nel programma APERTO? A settembre 2021 il suo componimento poetico CODICE sarà pubblicato all’intero dell’antologia curata da Vincenzo Guarraccino edita da Fermenti Editrice. Il suo film DARKNESS è stato selezionato per L’Asolo Film Festival (luglio 2020) diretto da Cosimo Terlizzi.  Ha vinto nel giugno 2019 il premio per l’internazionalizzazione curato dal Teatro Pubblico Pugliese e Regione Puglia. Tra settembre e novembre 2019 ha partecipato alla Biennale di Curitibia (Brasile), ha tenuto due mostre personali rispettivamente una presso la Galleria Crudo a Citta di Rosario (Argentina) e l’altra presso la Galleria F.Ferrer di San Jose (Costa Rica). Ha ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui premio (2018) di Residenza Artistica presso “Officina Italiana” a Buenos Aires a cura di Massimo Scaringella. Ha recentemente concluso il progetto RESISTANT A STATE OF MIND all’interno del progetto ZIP diretto da Giusy Caroppo, vincitore del Bando MIBAC sulla rigenerazione urbana delle periferie d’Italia. Tra le diverse residenze artistiche a cui l’artista ha partecipato si segnalano quelle presso: Museo Pino Pascali / Polignano a Mare – BA_I (2014); Harvard University a cura di Marcus Owens (2013); Z33 Contemporary Museum; Hasselt_B (2012), Performance Space / Londra_UK; Edge Zones Foundation / Miami_US a cura di Charo Oquet, promossa da GAI – Associazione Giovani Artisti Italiani e MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (2013).  Vincitore del premio per la sezione Performance Art alla Biennale di New York diretta da Pietro Franesi e co-curata da Vjitaly Patsyukov e Lu Hao (2013), partecipa anche alla Biennale del Mediterraneo (2012), alla 7°Berlin Biennal, all’interno del progetto “Preoccupied” presso il KW Institute for Contemporary Art, Berlino_D (2013) e alla Bienal del Fin del Mundo / Mar del Plata RA. 

 

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