VIAGGIANDO A…- Teresa Mariniello: Milano e le sue mostre

castello sforzesco (milano)- accanto alla nicchia contenente in passato la pietà rondanini

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“Il corpo e l’anima da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del rinascimento” al Castello Sforzesco

Settembre, si torna in città. Con gioia e respiro aperto si percorrono strade e piazze con gente in giro non solo per negozi o per parchi ma per vivere la cultura nelle sue varie forme. Certo occorre il green pass e la mascherina e il rispetto delle procedure che conosciamo, ma si può entrare nei musei per vedere finalmente tante mostre! Milano è una città che offre molto da questo punto di vista e durante tutto il periodo del Covid “duro” è apparsa così mortificata, così smunta, così deprivata che ho voluto salutarla domenica scorsa visitando la mostra sulla scultura italiana del rinascimento al Castello Sforzesco. Luogo importante della città per le varie sale museali, tra cui meravigliosa quella degli Scarlioni, che accoglieva, su progetto dello studio BBPR, la Pietà Rondanini circondata da una nicchia in pietra serena raggiungibile attraverso una serie di piccole scale con soste scultoree e cambi di prospettiva e a conclusione di tutto il percorso della sala, come a dire che ciò che è magnifico va raggiunto e poi conquistato . Il Castello è luogo anche famoso e visitato per le corti interne ricche di verde e punti di ritrovo, per il fossato dove sempre si aggirano gruppi di gatti, per il Parco con i suoi numerosi percorsi d’acqua e di verde dove è possibile incontrarsi, passeggiare, ascoltare musica. 

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castello sforzesco (milano)- cortile delle armi

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Ero convinta che in una giornata così bella la maggior parte della gente fosse a godere il sole sui numerosi prati e invece all’acquisto del biglietto con ingresso contingentato ho dovuto aspettare oltre un’ora per poter entrare tanto grande era l’afflusso!

Poco male…ho rivisitato le sale del Museo d’Arte Antica e goduto dello spazio aperto e sereno della Corte ducale antistante le Sale Viscontee dove si tiene la mostra sulla Scultura italiana del rinascimento.

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castello sforzesco (milano)corte ducale

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Infine, eccomi, con macchina fotografica a tracolla libera di ammirare opere provenienti da vari musei stranieri.

La prima opera che mi si presenta ha un soggetto a me caro, Antinoo forse. La scultura appartiene all’arte romana ma recenti studi hanno rilevato come alcune parti siano state oggetto di restauro integrativo fatto nel periodo rinascimentale, quando gli scultori italiani intorno a quel periodo operavano reinterpretazioni di classici, tesi a cogliere nella rappresentazione del corpo non solo il movimento dello stesso ma anche l’interiorità. 

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castello sforzesco (milano)- giovane nudo ( forse antinoo), tullio lombardo 1500 circa

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Le ricerche in questo senso, sull’espressione e sui moti d’animo, si colgono pienamente sia nei soggetti mitologici che in quelli sacri da parte dei grandi artisti del momento. Il Pollaiolo con una piccola statua in bronzo, poggiata su una base triangolare sorretta da tre tartarughe, mostra tutta la potenza della tensione della lotta tra Ercole e Anteo fatta a corpo nudo con evidente tensione muscolare e dramma nei volti. 

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castello sforzesco (milano)- ercole e anteo, pollaiolo 1475-1480

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Così i “Due angeli in volo” in terracotta del Verrocchio e della sua bottega, caratterizzati da uno straordinario e virtuosistico drappeggio che avvolge i corpi lasciandone indovinare la postura, sembrano davvero volare grazie al movimento impresso da questo. Sui loro volti la semplicità e pacatezza dello sguardo trasmettono pace interiore. 

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castello sforzesco (milano)- angelo in volo, verrocchio 1480 circa

 

 

E chiudo questa passeggiata col “Cupido” di Michelangelo, vero gioiello per me della mostra intera. Si sa che la statua era a figura intera ed era dunque più evidente sia il movimento di torsione sul busto, necessario per estrarre la freccia dalla faretra, sia l’incedere del passo verso lo spettatore. La precisione anatomica del corpo è ammirevole così come la levigatura estremamente curata di alcune parti come il volto contornato e esaltato dai mossi capelli. Tra questi però piccole ciocche non levigate destano un iniziale stupore, che Michelangelo le abbia dimenticate?

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castello sforzesco (milano)- cupido, michelangelo 1497

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Poi ripensi a tutto il suo percorso, alla tormentata incompiutezza della “Pietà Rondanini” e ricordi che lo stato di “non finito” era in realtà la sua firma e il suo senso del fare arte. 

Teresa Mariniello

 

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