TUTTE NOI LA TERRA NON HA CONFINI QUESTO LUOGO- Iniziativa di Cartesensibili a favore delle donne afghane

mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

LA NOTTE
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la notte viene
con un sesso duro
sei stato figlio
aggrappato al mio seno
mordevi la fame
ridevi sazio
ma hai imparato dal padre
a stringere i denti
fino al mio sangue
come un rapace
cerchi la carne
sul capo velato
delle mie figlie
ma ora alleviamo una serpe
con questo veleno
ucciderà i padroni delle chiavi
poi usciremo nude
raccoglieremo gli occhi caduti
li puliremo dalla polvere

e gli occhi vedranno

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Mariangela Ruggiu
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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

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Sono la donna che si è destata
Mi sono alzata e sono diventata una tempesta
che soffia sulle ceneri dei miei figli
Dai flutti di sangue di mio fratello sono nata
L’ira della mia nazione mi ha dato la forza
I villaggi distrutti ed arsi nutrono il mio odio per il nemico,
Sono la donna che si è destata,
ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro.
Ho aperto le porte chiuse dell’ignoranza
Ho detto addio a ninnoli d’oro
Oh compatriota, non sono ciò che ero.
Sono la donna che si è destata.
ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro.
Ho visto bambini a piedi nudi, smarriti e senza casa
Ho visto spose con mani dipinte di hennè indossare abiti di lutto
Ho visto gli enormi muri delle prigioni inghiottire la libertà
nel loro insaziabile stomaco.
Sono rinata tra storie di resistenza e coraggio
La canzone della libertà ho imparato negli ultimi respiri,
nei flutti di sangue e nella vittoria
Compatriota, fratello, non considerarmi più debole ed incapace
Sono con te con tutta la mia forza sulla via della liberazione della mia terra.
La mia voce si confonde con la voce di migliaia di donne rinate
I miei pugni sono chiusi insieme ai pugni di migliaia di compatrioti
Insieme a voi ho risalito la strada della mia nazione,
Per rompere tutte queste sofferenze, tutte queste catene di schiavitù,
Compatriota, non sono ciò che ero
sono una donna che si è destata
Ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro

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Meena  Kamal

fondatrice dell’ Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan (RAWA) – uccisa nel 1987.

Testo presentato e letto da una delle componenti del Gruppo Gimbutas in occasione dell’evento promosso da Vittoria Ravagli il 31 agosto a Sasso Marconi a favore delle donne afghane
(vedi  cartesensibili  settembre 2021)

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

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NESSUNA VOGLIA DI PARLARE

Che cosa dovrei cantare?
Io, che sono odiata dalla vita.
Non c’è nessuna differenza tra cantare e non cantare.
Perché dovrei parlare di dolcezza?
Quando sento l’amarezza.
L’oppressore si diletta.
Ha battuto la mia bocca.
Non ho un compagno nella vita.
Per chi posso essere dolce?
Non c’è nessuna differenza tra parlare, ridere,
Morire, esistere.
Soltanto io e la mia forzata solitudine
Insieme al dispiacere e alla tristezza.
Sono nata per il nulla.
La mia bocca dovrebbe essere sigillata.
Oh, il mio cuore, lo sapete, è la sorgente.
E il tempo per celebrare.
Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
Che non mi permette di volare.
Sono stata silenziosa troppo a lungo.
Ma non ho dimenticato la melodia,
Perché ogni istante bisbiglio le canzoni del mio cuore
Ricordando a me stessa il giorno in cui romperò la gabbia
Per volare via da questa solitudine
E cantare come una persona malinconica.
Io non sono un debole pioppo
Scosso dal vento
Io sono una donna afgana
E la (mia) sensibilità mi porta a lamentarmi.*

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IL DIRITTO DI GRIDARE

Non ho voglia di aprire la bocca
di che cosa devo parlare?
che voglia o no, sono un’emarginata
come posso parlare del miele se porto il veleno in gola?
cosa devo piangere, cosa ridere,
cosa morire, cosa vivere?
io, in un angolo della prigione
lutto e rimpianto
io, nata invano con tutto l’amore in bocca.
Lo so, mio cuore, c’e stata la primavera e tempi di gioia
con le ali spezzate non posso volare
da tempo sto in silenzio, ma le canzoni non ho dimenticato
anche se il cuore non può che parlare del lutto
nella speranza di spezzare la gabbia, un giorno
libera da umiliazioni ed ebbra di canti
non sono il fragile pioppo che trema nell’aria
sono una figlia afgana, con il diritto di urlare.

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Nadia Anjuman

poeta afghana uccisa di botte, nel novembre 2005 dal marito, per aver osato declamare  in pubblico versi tratti da un libro di poesie, che parla d’amore, “Gul-e-dodi’” (Fiore rosso scuro) scritto prima del matrimonio.

* traduzione dal ‘Farsi’ in inglese di Mahnaz Badihiantraduzione dall’inglese in italiano di Cristina Contilli.

Tra i testi presentati e letti dalle componenti del Gruppo Gimbutas in occasione dell’evento promosso da Vittoria Ravagli il 31 agosto a Sasso Marconi a favore delle donne afghane
(vedi  cartesensibili  settembre 2021)
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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017
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TU ED IO

E’ ora di cena.
La televisione fa vedere gente che scappa, muore, fratelli contro fratelli.
Le guerre sono cosi!
Che possiamo fare noi? Siamo lontani
tanto lontani!
Noi abbiamo l’indifferenza
ormai la nostra più grande alleata.
Ma tu sconosciuta donna
tu che stai facendo?
Scappi, tutta vestita di nero, come le tenebre.
Quanto sangue!
Lasci tuo figlio nelle mani di un soldato sconosciuto per salvargli la vita.
La mia forchetta mi cade dalle mani.
Lo ritroverai
ti dicono!
Tu ed io
donna
Due mondi diversi, due strade diverse.
Forse!
Tu ed io
donne
Non possiamo stare inerti davanti a questo calvario
Tu ed io siamo uguali!
Occhi grandi, pieni di amore.
Occhi che gridano, pieni di pianto.
Occhi che gioiscono per una carezza.
Mani che abbracciano
Mani che tengono i propri figli.
L’indifferenza e la paura regnano sovrane.
Dio mio
ci hai dato il libero arbitrio per amore.
Tornerà la primavera e tutto riprenderà vita.
Vita vera, profumi veri, colori caldi in tenere albe.
Soffierà il vento e spazzerà via l’odio.
E tu ed io ritroveremo la vera pace
perché il nostro cuore non riusciranno mai a portarcelo via.

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Cristina Palandri

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

TERRA SBAGLIATA

Dove sono i miei frammenti mancanti?
hai notizie del mio dito perso?
Il mio dito ha camminato sulle sponde della tua terra? non è vero?
Il sole gli ha messo una ghirlanda in testa con le mie unghie laccate?
Qui le mie labbra soffrono la ferita del riso
Qui i miei piedi sono in ansia per una mossa sbagliata nella danza del piede
Una danza vietata ai nostri corpi nascosti
Qui i miei piedi sono in ansia
Per il ballo sbagliato
In celebrazione dell’umano imperfetto
Uomo selvaggio
Uomo sbagliato – i disegni sbagliati della creazione –
Eccomi qui
Una ragazza della terra sbagliata
Rimango impiccato ogni secondo
agli alberi secchi della mia terra
Un altro simbolo verde sbagliato che ci seppellisce nel giallo
La mia faccia diventa rossa ogni momento
Dallo schiaffo delle damigelle che per errore hanno messo una corona di spine sulla
Sposa

Elham Hamedi

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

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TESTAMENTO AFGHANO

Il mio sangue sulla zolla inaridita
si mescola alla polvere
mi dice che maturano i frutti a compimento.
Nel silenzio ondeggiano sterpi sibilanti
nel teatro delle ardue montagne.
Ancora le ciglia fremono se penso a mia madre
Madre, dove le tue lacrime?
Sono gocce che cadono dal cielo delle tue iridi
un tamburo che batte all’unisono con il cuore
cadendo aprono solchi fondi
diventano un fiume che scuote la terra
impetuoso leone d’acqua dalle avide fauci
ma con la grazia di una colomba
purifica tutto il male fatto.
Al suo passaggio un mare oceano di azzurra pace
fagocita mani rosse
e un grande silenzio diventerà regno
linea d’orizzonte
un giorno da cui nascerà il fiore delle tue pupille.

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M.Elena Danelli

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

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PER LE DONNE DI KABUL

quale deserto ha ingoiato il sole?
lo cercherò
sulle spalle incurvate della notte
sulle vie del pensiero dissolto
su questa terra stremata   separata

lo cercherò
con nuovi occhi che sappiano vedere
i campi larghi del futuro
i solchi di luce dileguati

lo cercherò
in piccole frasi   brani di fiaba
perché i bambini possano addormentarsi
stringendo in pugno la loro stella

perché non sentano l’anatema
rivolto ai loro padri
da una terra stanchissima

uomini    vi sarò sterile
fintanto che mi coprirete
di corpi uccisi   segregati   avviliti

uomini   non vi darò tregua
finché non sentirò
…….il canto assoluto
delle mie figlie liberate
(libererà anche voi)

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Annamaria Ferramosca

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017 

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DIALOGATO

Io so cosa è giusto
Ah, sì?
Io so tutto.
Come puoi dirlo?
Questo è il tuo ruolo.
Chi l’ha stabilito?
Io posso farti del male.
Perché?
Io sono l’uomo, io comando.
Io, io, io… ci sei solo tu?
Troppe domande.
Poche risposte.
Zitta.
Parlami!
Mi manchi di rispetto.
Voglio capire, niente più!
Non osare.
Osare vivere?
Vieni qui.
Lasciami!
Ribelle.
Libera!
Ti ammazzo.

Johanna Finocchiaro

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017 

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LANDAI PER LE DONNE AFGANE

Qui a Kabul bandiere nere
Ma per ogni donna una canzone di fuoco

Noi siamo sorelle nascoste
Non dimenticate mai le nostre sventure

Per voi sorelle prigioniere
Queste serpi di versi e di viva luce

Mi cancella dentro un burqua
Mi cuce addosso questo peso luttuoso

Io canto l’acqua e la sete
Lui imbraccia il fucile e mi annienta

Laleh il tuo nome è stella
Che brilla sul cielo buio dell’Afghanistan

Pronunciare questo tuo nome
È peccato per quanti temono il vero

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Lucia Guidorizzi

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

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LANDAIS 

Mi vuoi senza sillaba.
Io ti voglio col cuore punto da uno spillo.

Bello quando non ti vedo più.
Al tuo posto nuvole e cielo azzurro.

E prendimi pure la bocca,
la lingua sia il mio serpente velenoso.

Sì. Se c’è brusio c’è voce,
poi parola nella scrittura navigante.

Braccata come la bestia
che lacrima mentre scorge il gancio.

Come sorgente spalancata
la vostra voce il vostro gesto, sorelle.

Dentro di me è l’umido orto
ci coltivo alloro tenace con rosa.

Succhi la vita degli altri.
Il tuo trono è su una palude ombrosa.

Lì dove c’è crepa in noi
si insinua cupo il loro veleno.

Chi ti chiuderà gli occhi?
Intorno tu avrai solo finte grida.

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Teresa Mariniello

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

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LEGGI DEGLI UOMINI

Come sono tristi e crudeli,
sorella,
le leggi degli uomini

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CUORE LIBERO

Non lasciare che la crudeltà
Raggiunga il tuo cuore libero e puro

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NASCOSTA

Quando è stagione di caccia
La volpe resta nascosta nella sua tana

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BURKA

Indossalo senza esitare
Sei unica, devi sembrare una tra mille

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LA STRADA DEL CUORE

Tutte le strade sono chiuse,
ma la strada del cuore è sempre aperta

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L’OLTRAGGIO

Resisti, l’oltraggio del corpo
è la prova cui questa vita ci espone

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NON HA DIO

Non ha dio né patria il soldato
che fa la guerra con lo stupro

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L’ANIMA

Nessuna violenza raggiunge l’anima
che sa di essere inviolabile

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LANDAI

Ogni goccia del tuo sangue
è un landai che viaggia in cielo e in terra

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SORELLA

Sorella, non ti dimentico
manda a noi un segno della tua poesia

.

ALLE BAMBINE

Alle bambine voglio dire:
sarete donne e insegnerete la forza

.

AUGURIO

L’acqua di luna sia balsamo
ad ogni dolore dell’anima e del corpo

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CHI ABBANDONA

Chi ha promesso protezione
e abbandona l’amico
resterà solo

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IL VENTO

Non siamo sole, sorella mia,
il vento fa volare i nostri pensieri

.

CANTI DI GIOIA

Dove sono i canti di gioia
dell’Afghanistan dei cavalli argentati?

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LEGGI D’AMORE

Risolvi, saggio Afghanistan,
nella legge dell’amore e della luce
.

Antonella Barina

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017 

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SOLE IN UN FIATO AMARO
SOLE IN UN FATO AVARO

mercenario non sei libero
sei servo e guinzaglio di una legge iniqua

sei numero che segna di sangue
il muro del tempo ogni nostra feconda vita

inabitabile terra la tua
devastazione del mio pianeta di fiati

altitudini le mie braccia
a strapiombo sulle tue vuote desolazioni

massicci di rosso che corre
tra i crepacci domestici della tua ferocia

è sterminato il mio dedalo
di memoria scavata con la forza delle ali

sono l’oscurità silenziosa
sono la viscera di un’argilla prodigiosa

oltre le tue feroci azioni
sono fazione che resiste oltre ogni dubbio

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Fernanda Ferraresso

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017 

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listen sister all you say is true
that is why the stupid gangster are so mad at you

ascolta sorella tutto ciò che dici è vero 
ecco perché lo stupido gangster è così arrabbiato con te

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Gray Sutherland

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017

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BAISHU  e HAIKU  PER LE DONNE AFGHANE

le parole gridano
oltre i confini afghani

irrimediabilmente
senza libertà non c’è vita

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nascere schiava
istanti calpestati
strappi ferite

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Floriana Porta

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mohsen taasha wahidi- afghanistan- rebirth of the red 2017 

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FRAMMENTO A PIE’ DI PAGINA

Io non so scrivere poesie, io provo a raccontare. Sono in Turchia al confine con La Siria e l’Afghanistan è vicino.  Spesso penso a loro, a quel che succederà, penso alle donne afghane e mi ritrovo senza parole. Penso alla loro sofferenza e mi chiedo chi la possa raccontare di noi, evocare nella giusta prospettiva senza vanità letteraria. Il silenzio non paga, ma è come se mi sentissi fuori posto, in cerca di parole per dire quello che non conosco e immagino ciò che immagino solo per gli articoli letti e i video visti. Però so, che le braccia oltre il filo spinato delle donne afghane sono un’invocazione al cielo e al mondo. E non posso rimanere indifferente. No! Cosa posso fare se non dare qualche storta sillaba al mondo e il mondo che fa?
 Ho visto il lungo muro di Erdogan, ho visto gli occhi tristi di un ragazzo che non ha mai conosciuto sua nonna in Siria.  Ho visto occhi di donna sofferenti, sorridenti, attenti, complici, indifferenti, sprezzanti. E mi sono chiesta, come saranno gli occhi delle donne afghane?

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Elianda Cazzorla

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RIFERIMENTI IN SENTIERI DI CARTESENSIBILI

https://sentieridicartesensibili.wordpress.com/2021/08/16/giorni-terribili-questi-vittoria-ravagli/

https://sentieridicartesensibili.wordpress.com/2021/08/18/tutte-noi-la-terra-non-ha-confini-questo-luogo-iniziativa-di-cartesensibili-a-favore-delle-donne-afghane/

ALTRI RIFERIMENTI IN CARTESENSIBILI

relativi a Nadia Anjuman
https://cartesensibili.wordpress.com/2015/02/25/nadia-anjuman-senza-piu-una-voce-chiara-e-il-canto-note-di-fernanda-ferraresso/

relativi a Sayd Bahaudin Majruh
https://cartesensibili.wordpress.com/tag/sayd-bahaudin-majruh/)

relativi ai landays
https://cartesensibili.wordpress.com/?s=Landays

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