VIAGGIANDO a…- Teresa Mariniello: Ischia i giardini Ravino

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Ischia, l’isola verde che appare già dal mare ricca di vette e monti e calette e porti, ha due giardini particolari sia per l’ubicazione che per le caratteristiche. Uno di questi è il giardino Ravino. Particolare perché è la storia di una passione che viene trasmessa da un padre a un figlio fino a coinvolgere tutta la famiglia, diventando sempre più nel tempo un progetto e infine una realtà. Si tratta dell’ amore e cura che aveva Antonio D’Ambra per le piante grasse, succulenti e cactacee, che sistemava , come fosse una casa per ognuna, in grandi conchiglie usate nel passato dai marinai per segnalare un pericolo. Ornavano una parete della casa di famiglia. Quella anche di Giuseppe D’Ambra, il figlio, affascinato da piante che avevano capacità di vivere e crescere con poca acqua, terra e cure. Capitano di marina, ora in pensione, cominciò a portare da terre lontane esemplari e semi di piante esotiche. Attecchivano, mescolandosi a quelle del padre, rendendo sempre più ricca e varia la collezione, finché non fu più possibile una sistemazione adeguata. E lì con grande sforzo e lavoro di tutta la famiglia, si colse al volo quella che apparve subito come una occasione non solo di crescita del giardino privato ma anche di offerta di opportunità culturali per l’isola tutta. Si trattava di un vitigno di proprietà della chiesa e adiacente alla casa.

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Lo si acquistò e si cominciarono i lavori necessari di adattamento. Negli inevitabili spostamenti di terreno per i seimila metri quadrati vennero alla luce vecchie “parracine”, caratteristici muretti a secco di tufo verde atti a contenere il terreno per far posto a terrazze dove coltivare il vino. Furono recuperate e restaurate insieme ad altre strutture, una cisterna e un cellaio. La prima è adesso una sala bianca che ospita convegni ed eventi culturali come mostre d’arte e di artigianato, convegni e rassegne editoriali, nonché sede di vari associazioni come quella di “Tommaso Cigliano”, famoso omeopata italiano nato a Forio, che si propone di diffondere la medicina omeopatica.
Il secondo, il cellaio, dai bianchi volumi geometrici primari, è diventato il Lounge Café, affacciato sulla terrazza dei Grusonii, cactus dalle spine colorate, da cui si gode lo splendido panorama della baia di Citara, in quella parte dell’isola che ha nome Forio.

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Tutt’intorno sentieri curati e contornati da piante che in parte formano barriere per indirizzare lo sguardo verso uno scorcio, come quella formata da giganteschi cactus colonnari e centenari. E piante esotiche particolari intramezzate ad altre europee. E ancora, specie diverse di flora mediterranea, più note ai più. Ulivi, cipressi, carrubi, viti, allori, e tanti altri convivono con alberi da frutta, come limoni, albicocche, melograni, nespoli. In questo trionfo di mondo vegetale vivono, suppongo molto felici, specie animali. Si incontrano gatti, conigli in larghe gabbie, pesci rossi in larghe vasche, e pavoni liberi. Proprio così, un maschio bianco e uno arlecchino. Che splendore la sua ruota di benvenuto!

 

Teresa Mariniello

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RIFERIMENTI IN RETE

https://www.ravino.it/it/giardini-ravino-parco-botanico

https://youtu.be/dFSRFY1dSOM

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