TRA LA PAROLA POETICA E LA MUSICA- Sergio Pasquandrea: Mozart, il romantico

 

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Quando si pensa al Lied, lo si vede sempre come la forma romantica per eccellenza. In realtà, le sue radici affodano fino al Medioevo e al Rinascimento, anche se è vero che il Romanticismo lo portò al suo massimo splendore.

Stavolta, però, parliamo di Lied classico, e in particolare di un musicista che, all’apparenza, è l’epitome dello stile classicista. All’apparenza, perché esiste anche un Mozart (pre)romantico: quello del Requiem, ad esempio, o del Don Giovanni, del Concerto n. 20 in Re minore KV 466, della Fantasia in Do minore K 475

Quanto alla produzione liederistica, essa costituisce una parte poco conosciuta, ma non per questo meno interessante, del suo catalogo.

Mozart scrisse Abendempfindung K 523 il 24 giugno 1787. Si tratta di un breve lied, su parole di Johann Heinrich Campe (1746-1818), poeta, linguista e pedagogo noto soprattutto per i suoi libri per l’infanzia.

Il testo recita così (la traduzione è mia):

 

Sentimento della sera

È sera, il sole è tramontato
e la luna brilla di uno splendore argenteo.
Così passano le ore più belle della vita,
svaniscono come in una danza.


Presto passa la scena variopinta della vita
e il sipario cala.
È terminata la nostra commedia! Le lacrime dell’amico
già scorrono sulla nostra tomba.

Leggero come il vento dell’ovest,
mi sfiora il presentimento che forse presto
dovrò chiudere il pellegrinaggio di questa vita
e volare nel paese della pace.

Presto piangerete presso la mia tomba,
guarderete lacrimosi le mie ceneri:
allora, o amici, io vi comparirò 
e su di voi soffierò il Paradiso.

Anche tu per me versa una lacrimetta,
cogli una violetta sulla mia tomba
e abbassa dolcemente verso di me
il tuo sguardo pieno di sentimento.

Dedicami una lacrima e, ah!,
non vergognarti di dedicarmela,
oh, essa sarà nel mio diadema
la perla più bella.

 

Il brano porta la dedica “an Laura”, ma l’identità della dedicataria resta misteriosa. 

Siamo, come si vede, in pieno clima romantico e sentimentale, a partire dal titolo, che richiama esplicitamente l’Empfindsamer Stil (“stile della sensibilità”), che si diffonde in Germania a fine Settecento, all’insegna di un’espressività semplice e vigorosa, caratterizzata da audaci armonie e frequenti cambi di tempo e atmosfera.

Mozart sceglie qui una struttura musicale non strofica, come d’uso all’epoca, ma durchkomponiert, ossia continua dall’inizio alla fine, senza ripetizioni. Il clima, dapprima quieto ed elegiaco, si increspa di una progressiva inquietudine fra la seconda e la terza strofa, quando si affaccia il “presentimento” della morte (in effetti, lo stesso Mozart morirà tre anni dopo), per tornare sereno quando il testo passa ad evocare il colloquio fra il defunto e gli amici.

Insomma, come succederà nel Lied romantico, il compositore cerca la massima aderenza fra testo poetico e musica (si ascolti il finale, con la ripetizione variata degli ultimi due versi), trasformando Abendempfidung in una conversazione privata con la propria anima, che si proietta già verso i lidi del Romanticismo.

Schubert, del resto, sarebbe nato solo dieci anni più tardi.

Buon ascolto a tutti.


Sergio Pasquandrea

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