PREMIO MAESTRO BETTI 2021 – Vittoria Ravagli: Lavorando con i ragazzi

yoshiro tachibana

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Comincio da qui, da quella mattina del maggio 2019, dalla intitolazione al Maestro Dino Betti della “piccola scuola amatissima”, la scuola media di Borgonuovo. Da quel giorno di sole e di vento, dalle parole di ragazze/i sul Maestro che ho riportate nel mio scritto di allora, un diario emozionato della giornata. (https://cartesensibili.wordpress.com/2019/05/28/una-piccola-scuola-amatissima-di-vittoria-ravagli/)
Quest’anno, nella primavera avanzata, prima delle vacanze di Pasqua, la Dirigente Rosmarino ho proposto di trasformare le mattine dedicate al Maestro Betti –  nel passato rivolte alle scuole primarie di primo grado – nel  Premio Maestro Betti, da ripetersi ogni anno. Si sono rese disponibili le prime classi della scuola media  e a tutte/i noi è sembrata un’idea bellissima, un po’ il completamento di un sogno per chi ha conosciuto apprezzato ed amato il Maestro.  La scuola  ha chiesto a gruppi e associazioni di organizzare un laboratorio. Il tema assegnato per l’anno 20/21 è stato: il razzismo, la diversità.
Durante  il breve ma intenso laboratorio, come Gruppo Gimbutas, ho parlato di poesia con la maggior leggerezza possibile, visto il momento e le difficoltà vissute  da  ragazze e ragazzi. Si è ricorso anche ai mezzi multimediali con Sandra F. per dare con le immagini un segno forte, immediato. Una giovane donna dell’ANPI, Maria Silvia M., ha richiamato ai valori che  la nostra costituzione  ci ha consegnati, da curare, da preservare.   Matilde, una delle due figlie del Maestro,  ha parlato di lui, dei tratti essenziali della sua vita, dell’insegnamento che ne possono trarre le giovani generazioni.
Pochi giorni dopo il ritorno dalle brevi vacanze di Pasqua, sono apparsi i bellissimi lavori delle classi, frutto del  loro impegno; essenziale  la guida dei loro insegnanti.
Ancora una volta i/le giovani ci hanno stupito per la loro profondità, per un modo semplice e incisivo di esporre. Ci hanno fatto capire molto di questo tempo in cui noi adulti lasciamo tracce disparate. Come un sentiero  che fa procedere, ma anche a tratti  ritornare indietro, nel  pericolo continuo di dimenticare l’umanità che ci dovrebbe contraddistinguere: allora succede che prevalgano l’egoismo, la dimenticanza, la retorica.
Dei  tanti scritti ed immagini, che si troveranno entro la fine dell’anno scolastico  sul blog della scuola, ne scelgo  alcuni per dare il segno  di questo nuovo percorso appena iniziato, su buone radici.
C’ è poi stata, il 27 marzo, la premiazione. Le classi in presenza, le persone interessate in parte a distanza. Io tra quelle. Ho seguito, conoscendo i testi e le immagini, con qualche difficoltà, ma è mi giunta forte l’emozione, l’impegno, la costanza, il desiderio di andare avanti con determinazione. C’era anche il Sindaco del nostro Comune. Faccio parte di un gruppo forse troppo ristretto, di persone fiduciose. E guardando il logo bellissimo, preparato in qualche giorno da una socia delle Donne di Sasso (Annalisa V.), che con il Gruppo Gimbutas ed ANPI supportano il premio voluto dalla scuola e dalla famiglia Betti, ho sentito che quell’albero certo avrebbe dato i suoi frutti e che il Maestro Betti ci avrebbe tutte/i guidati per seguire le sue orme che sono chiarissime, particolari: la nonviolenza, il no al fascismo, l’impegno forte nei confronti dei considerati diversi, dei deboli, degli ultimi, lo studio come necessità per l’emancipazione, la partecipazione attiva alla vita pubblica, l’impegno personale nel volontariato …
Il Maestro è una presenza forte e mite nello stesso tempo. Un esempio di grande umanità e saggezza.

Quando ci fu l’intestazione della Scuola, una delle figlie del Maestro, Stefania, lesse una poesia dicendo che quella sarebbe piaciuta a suo Padre- Eccola. E’ di Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto

Vittoria Ravagli

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logo del premio

Testi di allieve e allievi della classe IA seguiti dal prof. Vincenzo Grandi

COMBATTIAMO IL RAZZISMO di Nikita Vlasov

Il razzismo è una teoria falsa basata sull’esistenza di razze umane,che ha portato alla discriminazione di quelli, che sono ritenuti “diversi” da molti.

Questo fenomeno è da combattere, perché è bello quando ognuno è diverso dall’altro, con la sua cultura e le proprie origini.

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LA PAURA di Mattia Morabito

Abbiamo paura del diverso
Paura dell’ignoto
Paura di ciò che non conosciamo
Abbiamo paura

Ci crediamo superiori
Ma sembriamo solo inferiori
Ci odiamo anche se siamo tutti abitanti di un solo pianeta
Esprimo il desiderio che questo odio finisca quando passa una stella cometa

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L’IDENTIA’ di Ginevra Reggiani

Siamo tutti uguali.
Non esistono razze, ma solo uomini e donne!
Non bisogna fare mai differenze tra di noi,
 le diversità formano un’unica identità. 

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 LE NOTE DELLA VITA di Xeka Ernis   

Se vuoi comporre  una canzone meravigliosa
devi suonare insieme  note bianche e note nere
e creare una società migliore.

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yoshiro tachibana e la classe 1A- concorso “premio maestro betti 2021″

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Testi di allieve e allievi della classe IB seguiti dalla prof.ssa A. Gnettoli

GUERRA di Ait Zaidan

Guerra
di colore e razza,
piena di violenza, morte, dolore, spine,
odio, fuoco e molto altro.
Assurdo che nel buio ci sia tutta
questa cattiveria.
Persone tra rovi pungenti, piene di ferite
e la rabbia rossa dentro di loro, che sale ma
non possono fare niente
come se fossero
inanimati.
Razzisti prepotenti, offensivi, senza cuore e anima pura.
Uniamoci per sconfiggere ciò che è successo e
che sta ancora succedendo.

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CATTIVERIA DOLORE ABBANDONO di Giulia Camilleri

Cattiveria, dolore, abbandono
vengono serviti su piatti d’argento.
Ma l’unione e la giustizia piuttosto scelgono il digiuno.

Non so chi sono.
Sono rimasto solo
Abbandonato …

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FOGLIA di Emanuele Di Vietro

Una foglia
rossa come il tramonto
diversa dalle altre verdi
come frutti acerbi,
tuttavia è meravigliosa, unica.
Non è felice, è sola,
le altre la isolano,
ma resiste
e trova linfa pura
nel ramoscello appena nato.
Finalmente non è più triste.

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LA GUERRA CANTA CON IL DOLORE di Rita Fanti

La guerra canta con il dolore
l’odio e il diavolo suonano insieme
su una ferita ballano la morte e le spine
ma l’unione non assiste allo spettacolo
alleata con l’uguaglianza e la giustizia
combatte il fuoco grigio
che coordina l’odio
unendolo alla melodia!

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SE SONO DIVERSO di Rita Fanti e Carlotta Lo Conte

Se sono diverso
è solo perché non vedete.
Sono unico.

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LE MANETTE TI LEGANO di Ferro Federico

Le manette ti legano,
le parole feriscono i tuoi sentimenti e
la gabbia racchiude parole che non dimenticherai mai!

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RAZZISMO RAZZISMO RAZZISMO E RAZZISMO! di Rahaman Rohan

Razzismo razzismo razzismo e razzismo!
Siamo tutti uguali
perché ci chiamate di colore?
quando voi avete paura siete viola?
quando state male siete verdi?
quando siete felici siete gialli?
Invece noi siamo sempre neri.
Perché ci chiamate di colore?

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yoshiro tachibana e la classe 1B- concorso “premio maestro betti 2021″

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Testi di allieve e allievi della classe IC seguiti dal prof. Vincenzo Grandi

IL BULLISMO di Alessandro Barbari

Qualche giorno fa, noi alunni, abbiamo seguito un progetto relativo al Razzismo e al Nazismo, organizzato dalla nostra scuola.
Le signore di alcune associazioni del nostro territorio ci hanno spiegato cos’è il razzismo raccontando anche loro esperienze personali.
La figlia dell’insegnante Dino Betti, a cui è intitolata la nostra scuola, ha raccontato la vita del padre e del grande impegno  che impiegava nella formazione dei suoi alunni e dell’importanza dell’istruzione e dell’educazione.
Io vorrei parlare del bullismo perché a scuola, in passato, sono stato vittima di questo brutto fenomeno che per alcuni aspetti, come meccanismo, è simile al razzismo perché porta ad allontanarti e a farti escludere dagli altri che ti ritengono diverso da loro  quindi ti discriminano.
Per me è molto doloroso parlarne perché mi torna in mente tutto quello che ho passato e mi emoziono al punto che mi viene da piangere. Per questo motivo ho apprezzato questo progetto.
Questa  brutta esperienza mi ha reso molto nervoso e per reazione sono diventato anche aggressivo con i compagni, anche se Io, in realtà,  sono molto timido e cerco di sembrare sicuro e amichevole.
Con l’aiuto di mia mamma e dei miei professori sto superando questa spiacevole situazione e ora sono più tranquillo, sereno e gioco con i miei amici. Il progetto ci ha insegnato a non discriminare nessuno.

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IL RAZZISMO di Haque Famida

Siamo nel 21esimo secolo e purtroppo si sente ancora parlare del razzismo.
Molti ne parlano, ma in pochi lo contrastano. Alcune persone hanno perso la  vita per difendere la propria identità come  Martin Luther King, altre imprigionati come Nelson Mandela, altre invece hanno sofferto come  Malala alla quale i Talebani hanno sparato per impedirle di andare a scuola e perché poteva essere da esempio per le altre ragazze.
Purtroppo il razzismo non si trova in un luogo,  ma nella mentalità di molte  persone. Io sono una ragazza di origini asiatiche che si sente definita straniera sia nel paese di origine che qui in Italia dove sono nata. Io credo che le persone prima di discriminare coloro che provengono da altri paesi dovrebbero chiedersi come si sta in un ambiente culturalmente diverso dal proprio, perché quelle persone si sentono fuori posto e già faticando a inserirsi in una nuova realtà dove ci sono persone che non li vogliono.
Io penso che le persone con il colore della pelle diversa o coloro che fanno parte della LGBT siano uguali, ma con caratteristiche diverse che ci  rendono unici e non dovrebbero essere discriminate per questo , ma purtroppo non è  ancora così nella società di oggi . Sotto alla carnagione della pelle c’è  una persona che soffre e spesso non ci accorgiamo del male che le parole possono fare. Dovremmo fare perciò più attenzione a ciò che si dice perché si possono ferire persone già molto fragili .
Tutto questo odio deriva dai pregiudizi e dall’ignoranza e, a mio parere, dovremmo prima conoscere le persone prima di giudicarle.

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A ME PIACE di Nina Scavuzzo

A me piace quando le persone stanno bene insieme
A me piace quando le persone si scambiano sorrisi
A me piace quando non ci sono litigi
A me piace tendere una mano
A me non piace quando le persone criticano senza
conoscere
A me non piace quando si usano le parole per ferire
A me non piace escludere le persone
A me piace conoscere persone diverse che hanno
vestiti diversi modi diversi pensieri diversi dal mio
perché grazie a loro imparo a conoscere il MONDO.

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LA DIVERSITA’ E L’IDENTITA’ di Vittoria Pranzini

Brusii e voci di nascosto
Una nuvola nera che promette tempesta
contagia persone
che per paura e tensione
persero qualcosa dentro di loro,
qualcosa di importante
“Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere” si dice
e loro scelsero di non vedere
Scelsero di buttar via,
invece di raccogliere,
quel prezioso e fondamentale dono,
Il dono di essere diversi
Il dono di non essere delle fotocopie,
ma dei pezzi unici e rari
dalle mille sfumature svolazzanti
che caratterizzano noi,
pronte ad uscire
e ad esplodere come fuochi d’artificio.

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yoshiro tachibana e la classe 1C- concorso “premio maestro betti 2021″

RIFERIMENTI
relativamente alla biografia del Maestro Betti
https://cartesensibili.wordpress.com/2019/05/28/una-piccola-scuola-amatissima-di-vittoria-ravagli/

www.ricocrea.it/2019/03/11/dino-betti-un-uomo-che-ha-attraversato-vissuto-e-trasmesso-il-suo-tempo-di-anna-avagliano-e-pasquale-martucci/

http://notiziefabbriani.blogspot.com/2014/12/sasso-marconi-una-mattina-di-poesia.html

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