L’ARBOREA SCIENTIA DI NINA MAROCCOLO- Lucia Guidorizzi: Presentazione e note di lettura

nina maroccolo- immagine da “la rivoluzione degli eucalipti”

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Dal 14 Maggio al 29 Agosto 2021, presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma è allestita la mostra “La rivoluzione degli eucalipti” di Nina Maroccolo, che celebra il mondo della Natura attraverso opere fotografiche, piccole installazioni e miniature legate a un percorso alchemico e sapienziale le cui tappe sono presenti nell’omonimo libro “La rivoluzione degli eucalipti” Edizioni Disvelare, 2021. 

Nina Maroccolo è da sempre un’artista completa, lucida e appassionata sperimentatrice di ogni contaminazione e ibridazione possibile tra le arti, ma in questo suo nuovo libro, alchemico, profetico e sapienziale va ben oltre, sorprendoci per la forza e la travolgente bellezza che emanano le sue pagine e per i suoi pronunciamenti dolorosi e coraggiosi. Mai come in quest’opera Nina Maroccolo aderisce pienamente alla sua vocazione più profonda, diventando maestra di trasformazione e rigenerazione. Come scrive, con illuminante chiarezza Plinio Perilli nella sua introduzione “La rivoluzione di Nina”:

“ Ogni sua opera – sorprendenti e rapinose foto d’arte, prive d’ogni contraffazione tecnologica o artificio digitale – è un passo, un cippo, un segno, un rito memoriale più vero del vero: e come tale, perfettamente sovrapponibile, contrappuntabile con i riti medesimi ed effettivi della Dea Natura.”

Infatti, in queste pagine luminose e dense, stanno racchiusi segreti e verità che operano in chi le legge un’autentica conversione prospettica ed esistenziale.

Leggerle significa addentrarsi in un percorso  che si svolge su più piani e livelli.

 Si potrebbe definire questo libro come un’ampolla, un viridarium, il vaso usato dagli alchimisti per contenere la materia della grande Opera, in cui si produce la Pietra Filosofale, capace di trasformare i metalli vili in oro. Il percorso di Nina Maroccolo è lungo, complesso ed eminentemente operativo, come dev’essere ogni processo alchemico. La sua ricerca passa attraverso macerazioni e distillazioni, fino al conseguimento dell’elixir, o quintessenza, in cui è racchiuso il nucleo più profondo, l’essenza più vitale di ogni cosa. La sua inesausta tensione creativa la porta a ricercare l’oro filosofico della Sapienza ed è unita a un grande spirito di compassione di matrice buddista.

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nina maroccolo- immagini da “la rivoluzione degli eucalipti”

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Complesso e ammaliante è questo libro, in cui s’intrecciano esperimenti, memorie autobiografiche, testimonianze storiche e oniriche, creazioni letterarie, universi poetici e immaginali, macerazioni metamorfiche e dolorose consapevolezze.

L’eucalipto qui si configura come pianta-guida sciamanica di questo percorso conoscitivo ed è il focus che ci permette di comprendere il cambiamento che si sta verificando sulla Terra e che comporta un innalzamento del livello di coscienza da parte delle specie animali e vegetali, cambiamento con il quale l’uomo dovrà imparare a confrontarsi, prendendo coscienza di questa trasformazione. Questa sapienza arborea si raggiunge esplorando il mondo vegetale, attraverso macerazioni grazie alle quali spore, linfe, cortecce, foglie e rami esprimono il loro innato talento mistico-artistico. 

Claudio Crescentini descrive l’essenza e la complessità di questo percorso creativo in “L’eucalipto come altro da sé di Nina Maroccolo”:

”Fotografie, percorsi iconografici non-figurali, strutture totemiche e mandala, ricreati da Maroccolo mediante l’utilizzo degli scarti vegetali dell’eucalipto, riletti come lacerazioni o meglio macerazioni, come la stessa artista le definisce, date dal “principio dello scarto”.”

Nella mappa misterica che si dispiega nelle pagine de “La rivoluzione degli eucalipti” sono evocate foreste fossili, caverne, piante, animali, apocalissi e apocatastasi. Anche i caratteri stampati trasmutano, virando in colori diversi, in base alla tonalità emotiva espressa dalla scrittura. Balsami e muffe, note e nodi segnano le stazioni di questa via perfectionis, in cui passato e futuro s’intrecciano, come la trama e l’ordito in cui il visibile si annoda all’invisibile in un possente arazzo che racchiude la storia della Terra e dell’uomo. 

Non è lieve farsi carico del dolore della Terra, dello strazio della Natura vessata da logiche di profitti e di sfruttamenti che non si arrestano davanti a nulla.

Inoltrandomi nella lettura, mi è sorto spontaneo paragonare Nina Maroccolo a Maria Prophetissa, alchimista e filosofa vissuta tra il I e III secolo d. C. probabilmente ad Alessandria d’Egitto. 

Scrive Vincenzo Notaro con perfetta intuizione in “La profezia del qui e ora. Sulla mistica di Nina Maroccolo”:

“In quest’opera ci sono le chiavi simboliche di una “disciplina arcani” a uso di noi occidentali contemporanei. Tra lirica e fotografia, in una devozione profondissima e commovente“

Percorrendo la via della Mantica, o meglio della Geomanzia, s’incontrano anche misteri dolorosi su cui soffermarsi, in quanto chiamano in causa, in quanto chiama in causa le responsabilità umane nella distruzione del pianeta, investigando sui misteri della vita e della morte attraverso la trasformazione della materia. Così Salvatore Lucinio, uno dei personaggi più luminosi di questo libro, si rivolge al suo medico: 

“Sono triste, dottore. L’inverno, improvvisamente, mi si scioglie dentro. Ogni sentire è come oltrepassare la furia dei mari, il vortice dei venti boreali. Sono lunghe le notti polari. Sono fredde. Ho riempito me stesso d’acqua. Ho tracimato gli argini. Abbiamo sofferto tra le fiamme del lockdown, immersi in una verità abissale: piango acqua, piango la morte di un ghiacciaio. Dottore, mi aiuti, la prego!”

Il canto di Nina s’innalza dalle grotte e le cripte più recondite, fino alle vette innevate e luminose dell’Himalaya. La parola è luce e portatore di luce è Salvatore Lucinio che così s’interroga: 

“E se esistesse un tempo nobilmente dedito alla pulizia della psiche? Un luogo dove consegnare quel che resta del nostro eco-sistema mentale? Salvarci dalla deforestazione umana… Forse dovremo ripartire dai semi, o dalle spore…”

Il libro di Nina Maroccolo ha una grande portata apotropaica, è capace di esorcizzare la marea montante del vuoto, dell’aridità e del cinismo con cui l’uomo sfrutta la terra, senza comprenderne la sacralità. La perdita dell’origine e del senso del sacro è una perdita che si ripercuote su tutto l’ecosistema; a un certo punto viene evocato il Gioco dell’Oca, animale misterico per eccellenza: se non comprenderemo pienamente il senso del nostro andare, saremo tutti retrocessi e ci toccherà ripartire da zero.

Alla fine, solo esercitando un’autentica umiltà, nel senso letterale del termine, (infatti “umile” deriva dal latino humus che significa suolo, terreno) rimanendo in contatto con la terra, potremo coltivare quell’autentica devozione in grado di salvare il pianeta salvando così anche noi stessi.

“Gli eucalipti, e tutti gli altri alberi, vegliano su di noi.

Ci sostengono fin dove possono.

Ci ricordano di abbandonare ciò che credevamo essere.

ESSERE SOLTANTO CIO’ CHE SI E’.”

“La rivoluzione degli eucalipti” invita all’abbandono di ogni sovrastruttura mentale, per tornare a essere bambini, risvegliati bodhisattva della compassione, per praticare una nuova devozione nei confronti della Terra.

Lucia Guidorizzi

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NINA MAROCCOLO (Massa 1966) ha studiato Decorazione pittorica e fotografia d’arteall’Accademia di Belle Arti di Firenze; ha lavorato nell’ambito del Restauro su Carta a Palazzo Spinelli.  È stata mezzo soprano nel coro a otto voci della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, per la direzione del M° Don Luigi Sessa. Ha fatto parte dell’etichetta discografica indipendente CPI, della City Lights Italia, consorella europea della storica City Lights fondata da Ferlinghetti a San Francisco. Membro fondatore del gruppo artistico – sperimentale ATEM, dieci anni fra parola, musica e performances dal vivo. Vive e lavora a Roma dal 2004. Artista in continua esplorazione, scrittrice, performer teatrale e cinematografica.

 

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