VIAGGIANDO A ….- Teresa Mariniello: Chicago, Robie House

casa robie- prospetti e vista prospettica- disegni originali di f.l.wright

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Ancora F.L.Wright, terzo articolo su una sua opera.
Questa volta siamo a Chicago all’inizio della lunga carriera del Maestro, nel periodo detto delle Prairie House a cui Casa Robie appartiene anche se realizzata più tardi rispetto alle molteplici altre sorte tutte nella prateria del Midwest.
Lo porto ancora non solo per il desiderio di scrivere delle sue opere, ma perché la sua architettura da un senso di libertà tanto più prezioso in questo momento stretto e incuneato in binari fissi. Chiusi tutti nelle scatole delle nostre case; cubi o parallelepipedi le stanze, con buchi più o meno grandi sul fuori.
Wright rompe la scatola sfalsando i volumi, imposta la pianta su due lunghi rettangoli che scorrono l’uno sull’altro sia al primo che al secondo piano. Organizza in quello prospiciente la strada gli spazi rappresentativi, soggiorno e pranzo al primo piano, sala da biliardo e stanza del gioco al pianterreno; mentre nell’altro rettangolo sono distribuiti al primo piano la cucina, le camere per la servitù e per gli ospiti, e al pianterreno i garage e gli ambienti di servizio.

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Nella congiunzione tra le due parti il Maestro dispone gli ingressi e i corpi scala, e a un livello ancora superiore le camere da letto. La distribuzione degli ambienti è impeccabile, tutta basata come è su un continuum di spazi attività che si integrano tra loro senza essere necessariamente delimitati da muri. Avviene per la sala biliardo e sala giochi divise solo dalla grande massa del camino a cui si addossa la scala e anche per il grande soggiorno e il pranzo al piano superiore. Del resto il camino è cuore palpitante e fulcro di tutte le case di Wright indipendentemente dal tipo di impianto che sceglie. Resta anche forte il riferimento alle case dei pionieri costruite spesso con assi di legno facilmente trasportabili nelle terre nuove, e in mattoni lì dove era indispensabile, e cioè il camino.

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interno- vista dell’area giorno e del  corpo del camino

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Un fulcro che è ribadito non solo in pianta ma anche negli alzati, perché ad esso si incastrano i tetti ampi, poco inclinati e fortemente aggettanti tanto da creare patii esterni lì dove i lati corti dei rettangoli diventano punte vetrate.

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rilevamento fotografico dell’insieme-visibile il corpo in elevazione del camino

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Un ricorso alla orizzontalità anche nei tetti dei piani superiori, sempre con le stesse caratteristiche, e nelle finestre continue poste all’incrocio dei piani inclinati di questi ultimi con quelli verticali della casa.
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rilevamento fotografico- dettaglio delle sequenze continue delle finestre che mettono in rilievo la fuga planante delle linee dei tetti alle diverse quote

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Le finestre dai disegni geometrici e intarsi di vetri colorati si integrano con le loro partiture con i comparti dei soffitti che scandiscono lo spazio dei grandi ambienti giorno e creano un ritmo anche con le lampade poste a conclusione dei comparti stessi.
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interno- area giorno con i dettagli dell’illuminazione esterna dai vetri lavorati con tarsie colorate e l’illuminazione interna che creano giochi d’ombra simili sulla superficie del pavimento

 

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Un ribadire anche negli interni la linea orizzontale, così come per gli esterni che si integrano a quella dell’ambiente suburbano della città di Chicago all’inizio del secolo scorso, 1907.

 

Teresa Mariniello

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