IL GUARDAROBA POETICO di ANNA MARIA SCOCOZZA- Lettura tra rime di rosa e prosa di Adriana Ferrarini

Anna Maria Scocozza- Lingerie Poetica, Salviamo la Primavera

Un calendario si trasforma e diventa un ingenuo capo di biancheria intima femminile. Il pettirosso, il martin pescatore, le due averle, le ninfee e i pesci rossi che prima scandivano i mesi, sono trasmigrati sul fondo nero di una canotta a mezze manichette accoppiata a un paio di slip dal nero flautato di un tessuto che pare di paillettes. La canotta è infantile ma la civetta al centro dello slip è maliziosa e ironica.

Anna Maria Scocozza- Abiti Poetici, Ri-Svegli

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Carta riciclata e ricamo poetico. Un pugno di farfalle colorate risale l’orlo della vestina Ri-svegli, di un leggerissimo bianco e tenera come i camicini di batista, le cosiddette camicine della fortuna che si mettono ancora addosso ai neonati. Ma basta uno sguardo appena un po’ più attento per scorgere il lieve rilevo al centro: uno scheletro, bianco su bianco, stranamente accoccolato  tra mosche, fiorellini d’argento e delicati spirali rosa ricamate sulle maniche. Le mutandine hanno invece impresso un labirinto a forma circolare al centro del quale è posata una grande farfalla bianca.  

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Anna Maria Scocozza- Abiti Poetici, Amabili Vesti

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Un cuore rosso scolorito e quasi scancellato è impresso sul taschino di destra di una camicia bianca di un materiale leggero, lievemente trasparente e stropicciato. La foggia è semplice, quasi severa, il  collo è alla coreana, le spalline, le due taschine e i polsini sono quelli di una camicia militare, ma quel cuore con una manciata di perline gettate su, quel cuore sbiadito, che però sembra continuare a pulsare, rievoca quello della ragazzina stuprata e assassinata che, nel romanzo “Amabili resti”, narra la sua storia dall’aldilà. E quindi, per sineddoche, quel cuore diventa la memoria pulsante di tutte le donne violentate e uccise.

Queste sono tre delle tante creazioni di Anna Maria Scocozza, artista romana dotata di fantasia lirica e di mani sapienti che le permettono di trasformare oggetti di scarto, quali vecchi quotidiani, fumetti da buttare, plastiche, in un GUARDAROBA POETICO  curioso e straniante, dai nomi a volte lirici, a volte ironici, a volte sfacciati, come nel caso dei bellissimi slip in carta tessuto con ricami di foglie rosse e bordeaux e una fogliolina bianca appesa a un filo rosso a evocare il filo del mestruo che proclama “Un tanga non è un consenso ad essere violentata”;  a volte i nomi sono argutamente interrogativi: “Ma cosa credete, che l’artista sia una figura inutile?” chiede l’abito in carta riciclata a fasce di colori diversi che nelle paillettes bianche della parte inferiore mostra il piccolo triangolo perfetto del pube; a volte sognanti. Ma sempre potentemente evocativi.

Corsetti, bustini, tanga, tutù, bikini, vestine, top, mutandine, tutti di carta, nelle mani pazienti dell’artista si trasformano, diventano altro e si rivelano, come se ogni cosa, perdendo la sua funzione, rivelasse la sua essenza e la sua stessa immaterialità. E, celato sotto l’aspetto di capi d’abbigliamento contemporanei, emerge il legame profondo di queste opere in carta con un’arte ancestrale in cui gli attributi femminili, il seno, i genitali e il ventre sono esibiti perché luogo del mistero di esistere. Entrare nell’immaginario di Anna Maria Scocozza significa affrontare un viaggio di riscoperta del corpo femminile, ma anche riconoscersi in una ferita che si rimargina con il filo della bellezza. Così infatti afferma l’artista in una intervista rilasciata al sito FILI&FORME: “L’artista, quando crea, compie un lavoro terapeutico su di sé. Ricuce le cicatrici con il filo della bellezza e sana la sua “ferita” tramutandola in “feritoia creativa, una luminosa collana di fiori donata al mondo, che lo libera, per un momento, dal suo esilio. Con la sua visione ed i suoi sogni, restituisce al respiro del mondo la sua conquista”.

Invito quindi a lasciarsi incantare dalle altre opere esposte nel suo sito e, speriamo presto, in una mostra reale: ognuna è una poesia. Richiedono quindi tempo e un calmo respiro per essere godute.

Di seguito invece elenco alcuni dei titoli delle sue opere: già una poesia in sé:

Memorie di una pianta

La sposa letteraria

Alina

Illuminare al buio

Mi sono fiorite le ferite

Erbari umani

Amabili vesti

I codici della primavera/la legge del seme

I codici della primavera/le stagioni interiori

Ma cosa credete, che l’artista sia una cosa inutile?

Salviamo la primavera

I fiori sono già nelle radici

Le voci del silenzio

Ma topolino non esce più

Un tanga non è un consenso a essere violentata

I bambini dell’acqua

 

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Anna Maria Scocozza nasce a Roma nel 1965 dove vive e lavora. Diplomata in Costume e Moda, ha frequentato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma la Scuola libera del nudo e moltissimi corsi di specializzazione di pittura e decorazione. Ha condotto e progettato numerosi laboratori artistico/creativi e corsi di tecniche pittoriche presso musei, scuole, associazioni, centri di aggregazione giovanile per adolescenti, adulti e bambini.

Tra i progetti espositivi recenti: (2020) Settembre e ottobre 1943 – Eccidio degli ebrei sul Lago Maggiore. Opera permanente alla Casa della Resistenza, Verbania; (2019) San Marino Green Festival , personale; Percorsi Traversali, Museo Civico Archeologico di Mergozzo; Biennale Internazionale del libro d’artista, Complesso Monumentale San Domenico Maggiore, Napoli; (2018) Mostra Permanente Internazionale del Libro d’Artista, Biblioteca Provinciale “T. Stigliani”, Matera; (2017) MadreMare Mostra Internazionale di Libri d’artista, Museo d’Arte Contemporanea “Pino Pascali”, Polignano a Mare; (2017) Le stanze delle meraviglieWunderkammern, Villa Giulia, Verbania.

E’ finalista del concorso Indoor Decima Edizione della Lucca Biennale, sezione Paper Fashion (2021). Ha all’attivo numerosi premi e menzioni in ambito nazionale ed internazionale

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RIFERIMENTI IN RETE

https://www.annamariascocozzaartist.it/

 

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