TRA LA PAROLA POETICA E LA MUSICA-Sergio Pasquandrea: L’amore visto dalle donne

beatriz de día

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Da molto tempo, in questa rubrica, non mi occupo di musica classica. È ora di rimediare.
Avevo pensato di partire dalle origini stesse della musica europea: i trovatori provenzali. Poi ho pensato che i trovatori, più o meno, li conoscono tutti. Meno noto è che esistettero anche la trobairitz, ossia le trovatrici, che furono anzi tra le prime donne scrittrici della letteratura occidentale. Purtroppo, a livello numerico, il rapporto fra trobairitz e trobadours è di uno a venti, e solo due delle poesie sopravvissute portano una notazione musicale: ma mi pareva interessante parlarvene, tanto più che quest’articolo uscirà proprio a ridosso dell’8 marzo.

Una delle trovatrici più celebri è la contessa Beatriz de Dia (floruit 1175-1212 circa). I suoi versi forniscono un interessante sguardo femminile sull’amor cortese, visto dalla parte opposta rispetto a quella che di solito conosciamo. Suo è uno dei due testi di cui conosciamo la musica: la canzone A chantar m’er de so qu’eu no volria, nella quale, una volta tanto, è la donna a lamentarsi dell’ingratitudine dell’amante, e non viceversa.

Di seguito, una mia traduzione del testo e la registrazione della musica, l’originale è qui:
https://lyricstranslate.com/it/chantar-mer-i-am-obliged-sing.html.

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Devo cantare ciò che non vorrei
tanto sono in ira con colui di cui sono l’amica.
Io l’amo più di qualsiasi altra cosa,
ma non mi valgono presso di lui né grazia né cortesia,
né la mia bellezza, né il mio valore, né il mio senno,
ché pure sono ingannata e tradita
come se io fossi poco avvenente.

Di questo mi conforto: che non feci mai torto,
amico, verso di voi in nessuna maniera,
anzi vi amo più di quanto Seguis amò Valensa,
e molto mi piace vincervi in amore,
amico mio, perché voi siete il più valente.
Mi trattate con arroganza nelle parole e nei modi
e siete amichevole con tutta l’altra gente.

Mi meraviglio di come si sia fatto arrogante il vostro cuore
amico, verso di me, per cui a ragione mi dolgo;
Non è giusto che un altro amore vi tolga a me
qualunque cosa vi dica e comunque io vi accolga.
E ricordatevi quale fu l’inizio
del nostro amore! Adesso Domineddio non voglia
che sia mia la colpa della separazione.

La gran prodezza che alberga nel vostro cuore
e l’alto valore che avete mi rendono timorosa,
perché io non conosco donna, vicina o lontana,
che, se vuol amare, non sia attratta da voi;
ma voi, amico mio, siete tanto giudizioso
che dovete ben riconoscere la migliore;
e ricordatevi di ciò che abbiamo condiviso.

Dovrebbero soccorrermi il mio valore e la mia nobiltà
e la mia bellezza e ancor più il mio cuore sincero;
per questo vi mando, là dove voi siete,
questa canzone, che sia il mio messaggero:
e voglio sapere, mio nobile amico,
perché voi siete con me tanto feroce e selvaggio;
non si se sia orgoglio o cattiva disposizione.

Ma tanto più voglio che tu gli dica, messaggero,
che per il troppo orgoglio molta gente ha avuto gran danno.
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contessa beatriz de dia

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BONUS TRACK

Vi regalo un’altra canzone di Beatriz de Dia, sempre in una mia traduzione, in cui ho cercato di rispettare anche la metrica e le rime. Sono versi trasmettono un erotismo esplicito, una sensualità che contrasta fortemente con l’immagine vulgata della donna medievale. Sfortunatamente, la musica è andata persa.
L’originale è qui: https://www.rossovenexiano.com/blog/estat-ai-en-greu-cossirier-di-beatriz-de-dia-poetessa-occitana-del-xii-secolo .

 

“Estat ai en greu cossirier…”

Io sono in così gran traversia
per un cavaliere che ho avuto,
e voglio sia sempre saputo
che l’ho amato alla follia;
vedo ora che sono tradita
perché non gli diedi il mio amore,
perciò sono stata in errore
sia dentro il letto sia vestita.

Ben vorrei che il mio cavaliere
nudo tra le mie braccia io tenga
e ben felice si ritenga
di avere me come origliere,
perché di lui sono invaghita
più che Florio di Biancofiore:
gli darei il mio cuore e il mio amore,
il mio senno e gli occhi e la vita.

Amico bello e valoroso,
non vi avrò mai in mio potere?
Con voi giacerò mai una sera
e vi darò un bacio amoroso?
Sappiate, che gran voglia avrei
di avervi in luogo di marito,
purché mi abbiate garantito
di fare ciò che io vorrei.

 

Buon ascolto.

Sergio Pasquandrea