LAURADEILIBRI- Laura Bertolotti: Memoriae

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Io sono un Dachau –  io una Ravensbrück – io Mathausen – io Auschwitz…

Si presentano così i e le testimoni dell’orrore nazista, mostrando il numero tatuato sul braccio sinistro,  per dire che sono ancora e  sempre dentro quel campo e le atrocità vissute fanno parte del loro DNA. Sono sopravvissuti ebrei, deportati politici, partigiani e partigiane, I.M.I.( internati militari italiani). Avevano dodici, tredici, sedici anni, o poco più di venti, quando sono stati catturati, oppure strappati alle loro famiglie o divisi dai loro cari all’arrivo nei campi di concentramento, a quel bivio cruciale  dove una strada conduceva subito alla morte e l’altra al lavoro forzato in condizioni estreme.

Antonia Restelli, filmaker indipendente che vive e lavora a Bologna, ha cominciato più di vent’anni fa una ricerca sulla Resistenza e la Deportazione italiana, realizzando documentari per le scuole. Il suo ultimo I miei occhi sul tuo cuore è stato mandato in onda da Rai Storia dal 2001 al 2005 in occasione della Giornata della Memoria. Il volume Memoriae. territori nazifascisti 1943/45 ne è l’approfondimento.

Nella prefazione, curata da Luca Alessandrini, si legge che è «un percorso professionale diventato viaggio interiore, bilancio intimo, dimensione esistenziale, rendendo così possibile capire il senso, dolente ma necessario, della memoria».

E l’autrice:«Ho ascoltato la voce delle donne sopravvissute, sono diventate parte di me, le ho raccolte in questo libro, che è testimonianza di un orrore indicibile ma anche storia di un padre ritrovato tra le parole. Dedico Memoriae alle donne che hanno avuto la forza di testimoniare e a tutte quelle donne, tante, che sono rimaste in silenzio».

E ancora:«L’incontro tra due persone è sempre una scoperta, la scoperta dell’altro e del sé, attraverso la relazione. L’intervista è prima di tutto empatia e rispetto verso l’altro ed è fatta di voci, silenzi, sguardi. Sono grata alle persone che mi hanno rivelato parte della loro vita, fidandosi di me».

Le donne non hanno offerto solo  un semplice contributo alla Resistenza, come precisa Anna Cocchi, bensì «hanno partecipato attivamente, ricoprendo funzioni di primaria importanza e ponendosi come elemento imprescindibile della stessa lotta di liberazione». Tra loro, le arrestate e torturate furono 4653, deportate 2750, fucilate o cadute in combattimento 2900. Lo raccontano nel libro le storie di Marta, Tina, Ada, Maria, Nella, Isolina, Elisa. Hanno portato la loro adolescenza e giovinezza nel deserto dei campi e ne hanno salvato solo brandelli attraverso l’odissea che le ha segnate per il resto della vita.

Molte fotografie personali delle testimoni, disegni sorprendenti di Emanuele Giacopetti e Arcadio Lobato, mappe, dati e storia dei campi italiani ed europei compongono un volume documentatissimo da leggere e rileggere perché la prima emozione che suscita è l’incredulità. Ma non è un coffe table book, si torna sulle pagine perché ogni immagine, ogni parola è densa di vita e di dolore e si pone come un monumento alla memoria, un antidoto all’indifferenza che conduce al male.

Laura Bertolotti

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Per maggiori informazioni sull’opera

ww.memoriae1943-45.it

Altri riferimenti in rete

https://www.ambralaurenzi.com/memoria/

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le donne dell’olocausto