TRA LA PAROLA POETICA E LA MUSICA- Sergio Pasquandrea: Come diceva la mamma?

peanuts elton john comic strip- 1975

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L’ultima puntata di questa rubrica aveva visto un ritorno in Europa, sotto il segno di David Bowie, questo mese non ci spostiamo di molto, anzi rimaniamo in Inghilterra, più o meno nello stesso giro d’anni. Vi propongo una canzone di Elton John.

Ecco, già vi sento: Elton John? Sì, Elton John.

Lo so, molti lo associano solo al côté glam e sbrilluccicoso, ai vestiti sgargianti, gli occhiali assurdi, le piume e le paillettes, insomma agli aspetti più vistosi ed eccessivi del suo personaggio.

Eppure, Sir Reginald Kenneth Dwight ha scritto alcune delle canzoni più belle degli anni Settanta, che sono senza dubbio il suo periodo d’oro. Poi, è stato più professionismo che arte, sebbene con qualche gemma qua e là, ma un disco come “Goodybye Yellow Brick Road” rimane uno dei capolavori della pop music contemporanea.

Cantante dotato, ottimo pianista con solide basi classiche e blues (uno dei suoi primi compagni d’avventure fu il sassofonista jazz Elton Dean, poi anima dei Soft Machine, dal quale riprese la prima metà del suo nome d’arte), compositore dalla cifra personalissima, capace di unire raffinatezza armonica e grande cantabilità, ha trovato in Bernie Taupin la sua anima gemella e il suo paroliere ideale.

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elton Jjohn and bernie taupin together since the 1960s
 michael ochs archives – getty

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Quella che vi presento oggi è una canzone tratta dal disco “Caribou”, del 1974, e mostra bene lo stile di Taupin: un flusso di coscienza, fatto di lunghi versi a rima baciata dall’andamento prosastico, quasi aritmico, dai quali Elton John, in virtù di chissà quale alchimia, riesce a tirar fuori uno splendido brano.

Per inciso, è anche una dimostrazione di come una pop song possa trattare temi serissimi: in questo caso, un improvviso scoppio di violenza in una persona apparentemente “normale” (l’idea venne a Taupin guardando il film “Bersagli”, di Peter Bogdanovich, nel quale un tranquillo agente assicurativo si trasforma senza apparente motivo in assassino).

Buon ascolto.

Sergio Pasquandrea

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Tic-tac

 

“Un bambino tranquillissimo”, così ti scrivevano nella pagella
“Sempre interessato a ciò che gli si insegna”
E allora come mai la macchina della polizia è lì che urla sul tuo vialetto
Per comunicare ai tuoi genitori il modo in cui sei morto

A San Patrizio ogni domenica padre Fletcher ascoltava i tuoi peccati
“Oh, non gli interessa competere, non pensa mai a vincere”
Ma il sangue ha macchiato una giovane mano che non aveva mai tenuto una pistola
E i suoi genitori non lo avevano mai considerato un figlio difficile

“Adesso non andrai mai in Paradiso”, diceva la mamma
Ricordi come diceva la mamma
Tic-tac, tic-tac
“Cresci sano e con la testa a posto
Fila a letto”
Ascolta, ascolta, tic-tac, tic-tac

Ti hanno trovato imbucato in un bar del centro che urlavi per avere un prete
Un muso-giallo ha detto “Gli è partito il cervello” poi qualcuno ha chiamato la polizia
Hai accoltellato un cameriere nero che aveva cercato di calmarti
Oh hai estratto la pistola e hai detto a tutti di sdraiarsi per terra e stare fermi

Hai promesso di non far male a nessuno purché stessero tranquilli
Un giovanotto ha tentato di svignarsela, l’hai ucciso con gli occhi pieni di lacrime
Il calcio della pistola era liscio e caldo mentre lo reggevi in mano
Oh la tua infanzia ti urlava nella testa “vogliono farti del male”

“Non seguire mai il demonio”, diceva la mamma
Ricordi come diceva la mamma
Tic-tac, tic-tac
“Fa’ per bene la tua penitenza, figlio mio
Abbi timore di Dio”
Ascolta, tic-tac, tic-tac

Nel giro di un’ora la notizia era arrivata sulla macchina dei media
Un uomo caucasico con una pistola aveva dato di matto nel Queens
L’area era stata isolata, i bambini rimandati a casa da scuola
Quattordici persone giacevano morte in un bar chiamato il Mulo Scalciante

Oh, ti hanno supplicato di tornare in te per il bene della gente lì dentro
“Butta fuori la pistola, esci lentamente tenendo le mani in alto”
Ma ti hanno crivellato di fucilate appena hai varcato la porta
Oh hai danzato nella morte come una marionetta per vendicarti della legge

“Hai dormito in silenzio troppo a lungo”, diceva la mamma
Ricordi come diceva la mamma
Tic-tac, tic-tac
“Sei matto, finirai per metterti in testa delle strane idee”
Ascolta, tic-tac, tic-tac

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elton john con il paroliere bernie taupin- 1967