AVVISO AI NAVIGANTI e…poesie sotto la neve

Un tempo, almeno a noi pare, nevicava d’inverno, addirittura quel sonno bianco sotto il grande disegno della neve cominciava già a fine autunno.
Il tempo del silenzio, il tempo per stare a riposo, nel tepore di una stanza, di una tana, a volte tra le pagine di un libro, ognuno a suo modo.
Anche cartesensibili si ferma a dicembre, in questo tragico sconclusionato tempo in cui la bufera del virus ci stringe dentro ambiti precisi, ci costringe a restare lontani, serve anche avere un tempo per sé e per i propri cari, per questo anche tutti coloro che in cartesensibili scrivono si potranno dedicare alle proprie famiglie, alle proprie letture,…
Lasciamo comunque qualcosa per Natale, viste le molte iniziative intraprese da cartesensibili, pubblicando quelle relative alle raccolte salvate a cui in molti, davvero molti, hanno partecipato.
Qui, un assaggio di neve, come un augurio che tutto si ripari attraverso quel cancellino salvifico che la neve è sempre stata, riserva di vita per la terra e ogni  essere vivente.

cartesensibili tornerà…a gennaio 2021 e per gli AUGURI di NATALE con le raccolte per tutti

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La perfezione della neve

Quante perfezioni, quante
quante totalità. Pungendo aggiunge.
E poi astrazioni astrificazioni formulazione d’astri
assideramento, attraverso sidera e coelos
assideramenti assimilazioni
nel perfezionato procederei
più in là del grande abbaglio, del pieno e del vuoto,
ricercherei procedimenti
risaltando, evitando
dubbiose tenebrose;saprei direi.
Ma come ci soffolce, quanta è l’ubertà nivale
come vale: a valle del mattino a valle
a monte della luce plurifonte.
Mi sono messo di mezzo a questo movimento -mancamento
radiale
ahi il primo brivido del salire, del capire,
partono in ordine, sfidano: ecco tutto.
E la tua consolazione insolazione e la mia ,frutto,
di quest’inverno, allenate, alleate,
sui vertici vitrei del sempre, sui margini nevati
del mai-mai-non-lasciai-andare,
e la stella che brucia nel suo riccio
e la castagna tratta dal ghiaccio
e tutto – e tutto eros, tutto libertà nel laccio
nell’abbraccio mi sta: ci sta,
ci sta all’invito, sta nel programma, nella faccenda.
Un sorriso, vero? E la vi(ta) (id-vid)
quella di cui non si può nulla, non ipotizzare,
sulla soglia si fa (accarezzare?).
Evoè lungo i ghiacci e le colture dei colori
e i rassicurati lavori degli ori.
Pronto. A chi parlo? Riallacciare.
E sono pronto, in fase dell’immortale,
per uno sketch-idea della neve, per un suo guizzo.
Pronto.
Alla, della perfetta.
«È tutto, potete andare.»

Andrea Zanzotto

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ragnar axelsson-groenlandia

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Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

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Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacco manto.
neve che cadi dall’alto e noi corpi
coprici ancora, all’infinito: imbianca
la città con le case, con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…

Umberto Saba

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comelico-i pupazzi di legno di simone martini

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Il pupazzo di neve

Nella notte dell’inverno,
galoppa un grande uomo bianco.
E’ un pupazzo di neve
con una pipa di legno
un grande pupazzo di neve
perseguitato dal freddo.
In una piccola casa
entra senza bussare
e per riscaldarsi
si siede sulla stufa rovente
e sparisce d’un tratto
lasciando solo la sua pipa
in mezzo ad una pozza d’acqua
ed il suo vecchio cappello.

Jacques Prévert

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ragnar axelsson

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La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.

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Aveva quasi smesso di nevicare.
La sera era nitida come un disegno a carboncino

Boris Pasternak

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monferrato- inverno

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Dalle profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le cose ammanta come spettri:
scende, risale, impetuosa, lenta.
Di su, di giù, di qua di là s’avventa
alle finestre, tamburella i vetri..
Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba, dai rami curvi, in blocchi sordi…
nel caminetto crepita la bragia…

Guido Gozzano

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monferrato innevato

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Che bella neve,
che invenzione la neve di lana e di cotone…
Non bagna i guanti né le mani senza guanti,
né i piedi senza scarpe,
né i nasi senza sciarpe,
né le teste senza cappello,
né i cappelli senza ombrello,
né le stufe senza carbone,
questa bellissima invenzione,
la neve di lana e di cotone.

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L’omino di neve,
guardate che caso,
non ha più naso
e ha solo un orecchio:
in un giorno di sole
è diventato vecchio!
Chi gli ha rubato un piede?
È stato il gatto,
bestia senza tatto.
Per un chicco di grano
una gallina
gli becca una mano.
Infine, per far festa,
i bambini
gli tagliano la testa.

Gianni Rodari

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gubbio- anfiteatro  innevato


Stelle d’inverno

Sono uscita di notte, da sola;
Il sangue giovane che scorreva al di là del mare
Sembrava aver infradiciato le ali del mio spirito –
Duramente sopportavo il mio dolore.

Ma quando ho sollevato la testa
Dalle ombre tremanti sulla neve,
Ho visto Orione, verso est,
Brillare costante come un tempo.

Dalle finestre della casa di mio padre,
Sognando i miei sogni nelle notti d’inverno,
Guardavo Orione quand’ero bambina
Al di sopra delle luci di un’altra città.

Passano gli anni, passano i sogni, passa anche la giovinezza
Il cuore del mondo sotto il peso delle sue guerre si spezza,
Tutto è cambiato, tranne, verso est,
La fedele bellezza delle stelle.

Sara Teasdale

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hiroshi hamaya -niigata

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Languore d’inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento.

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Piogge di primo inverno:
anche la scimmia vuole
un mantelletto di paglia

Matsuo Bashō

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parco archeologico-urbs salvia

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È inverno

Il mattino comincia con i corvi
in fuga tra i rami tutti bianchi.
È inverno,
inverno a perdita d’occhio.
Così la stagione muta
d’un tratto
e sotto la terra, laboriosa
e fiera, la vita prosegue.

Nazim Hikmet

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abbas kiarostami-winter

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Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

Emily Dickinson

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steve mccurry- cimitero di kabul

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Mi chiedo se la neve ama gli alberi e i campi,
che li bacia così dolcemente.
E li copre con una morbida trapunta bianca;
e forse dice -andate a dormire, cari,
finché non arriva  di nuovo l’estate.-

Lewis Carrol- Alice nel paese delle meraviglie

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polesine innevato

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Mai troppo folle

…E’ come in un giorno di neve
quando sei li, alla finestra, e cominci ad osservare lo scenario che hai dinnanzi ai tuoi occhi:
tutto diventa rallentato, leggero, pulito, fermo, immacolato.
Avverti quanto sia caldo il tuo respiro
Senti chiaramente il battito del tuo cuore
Nessun rumore.
I tuoi occhi seguono il movimento di un fiocco più grande degli altri.
Ti domandi come sia stato quel volo,
rifletti sulla sua piccola, fredda, intensa, vita.
Senti l’importanza di un forte abbraccio.
Noti la concentrazione di tutti i colori in uno:
Il bianco.
E’ come in un giorno di neve
che il mondo sembra fermarsi, fermarsi per consentirti di viaggiare,
in un luogo che ultimamente frequenti sempre meno:
la tua anima…

Anton Vanligt

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Da Le forme della neve 

 

la neve prima che cada

sorge a un’ora precisa
in certe mattine
d’inverno, dalla parte
del sole. non ha forma
non la chiede è
un vasto chiarore, un
non ancora non è
un gloria, ma molto
gli si avvicina

.

c’è odore di
freddo e silenzio.
dal nuovo letargo
una tenue promessa di 
pace forse.
è questo che intendi quando
dici nevica ?


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vedi, letizia, la neve
cade mentre tutto
sta accadendo, il
mondo è in bilico sul
crinale, sull’abisso, ma
ancora non è la fine

ancora no

non mentre nevica

 

Zara Finzi, Le forme della neve – ed. Manni