ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: Artigianato sentimentale

irena chrul
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Cosa, cosa precipita, un soluto e una soluzione? Alcalina, un’analisi del liquido che ci insemina e lucidamente sperimentiamo, girone per girone ogni giorno, spietatamente attraverso i sogni e la fragilità con cui ci rapportiamo agli altri e alla vita, ma tenera, mai catturabile come vorremmo dentro i nostri piani e tutte le analisi. Vorremmo un senso dentro quel mutare, avere una traccia mentre è sempre l’essere noi memoria di qualcosa, che continuamente si inanella nella spirale viva tratto per tratto, come lo svanire di un orizzonte, nella fuga di ogni prospettiva, di fatto disattiva lo sguardo che volevamo fosse uno scatto, abile nel catturare quella luce che ci aveva raggiunto, con un pacchetto di memoria che credevamo solo nostro.
Quotidiano e momentaneo il nostro poemetto si svolge sotto i piedi che sono il preci/pizio, la viva sezione del cammino dentro cui come il soluto precipitiamo, lasciandoci dipingere gli occhi dall’umana preghiera di vivere, in una terra amara, sì, ma amando, gravi e leggeri, un pianeta che rivoluziona l’attimo e lo sguardo più di ogni altra terra.
Suddiviso in due sezioni  principali, Amori in rilievo e Solitudini di piombo, il libro si organizza in una scansione della vita attraverso una lirica fondamentale che titola La vita è un giorno, in cui cinque scansioni temporali , come quelle che costituiscono la nostra quotidianità, Alba, Mattino, Mezzogiorno, Pomeriggio e Tramonto, alludono alla metafora dello scorrere del tempo, che ci scrive per inchiostri di emozioni e ci trasformano in quarzi che riflettono e rifrangono le luci mai complete di ogni nostra consapevolezza, condividendo gli istanti che maturano dentro ognuno di noi, mai completamente allucinati, mai completamente vigili, perché la soluzione non è che un continuo patteggiare la controversia tra noi, non certo con la vita, che ci solleva e poi c’incrina, spesso fino a spaccarci il sogno dentro cui l’osservavamo, mentre ne eravamo catturati. L’insieme è quel sole-solo, soluto e sale, una soluzione alcalina o un alcaloide, quale è ogni pensiero, con cui de-formiamo il corpo, il contatto con il corpo, sempre dell’intero, pur non vedendolo, pur non sapendolo, colpiti dal pendolo che muove tra incanto e disincanto, illusione e lucida sensibilità, in una precarietà che ci rende instabili, nello stabile co-dominio di ignoto e pro(v)visorio.
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Fernanda Ferraresso
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irena chrul
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Da Artigianato sentimentale – di Gabriele Borgna
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A ca’ de Jose
(au Portu)
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Sdraiamoci nel ventre di questa cesta
d’aspra terra, dove i nostri amori
in bianco e nero dormono ancora
senza respiro, senza passare.
Lo senti l’odore del silenzio?
Esso ti ascolta. E tutto di te
scopre ed impara accovacciato,
baro nascosto
tra l’agave e il rosmarino.
Attraverso nuvole
cariche d’incognite la natura ci parla
dentro agli occhi, scrivendo il cielo
con rondini e ideogrammi.
Aiutami a impiccare ogni
singola afflizione ai fili
delle stese, educate all’inchino
duro dalla tramontana.
Riportami per mano
agli albori dei sogni di sabbia
quando respirando con lentezza il mare
ci promettemmo salsedine a vita…
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La pazienza di Pietro

Nel sangue porto
le interminabili attese
di una genia di pescatori.
Aspettare immobile,
rattoppando reti d’idee
per te, è una festa.

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III
Mezzogiorno
Ormai è tanto prevedibile
il nostro dire e il fare
che, guardandoci, a volte ne sorridiamo.
Ogni attimo frapposto tra di noi
incede con la gravità di tutto un secolo.
Tu sarai la regina del mio tempo,
la compagna dei miei giorni maturi.
Avremo una vita degna di te,
il sole dentro agli occhi anche la notte…
E allora adesso
mentimi amore, mentimi ad oltranza.
Dimmi un’altra volta – t’amerò per sempre –
dillo eternamente…
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IV
Pomeriggio
Mi chiedo da quale fonte sia sgorgata
la tenerezza del tenerci il viso tra le mani
in attesa d’un sonno non voluto
(noi che nel sogno già ci vivevamo),
ora che con rabbia ci auto-flagelliamo
gridandoci l’un l’altro
il nome dell’altro, i difetti dell’altro.
I ruoli sono due, ma ostinati recitiamo
scambiandoci le parti, senza smettere.
E così, a poco a poco, svanirà
ogni traccia della nostra vita insieme…
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V
Tramonto
Resti umani appesi a una finestra
che seguono distratti la piena del mondo.
Tra avanzi di lucidità mi riconosco.
Per me, non è più tempo di credere ai miracoli
né all’ultima ora, che salva e redime.
Una siffatta verità è l’anticamera della polvere.
Però la morte non pretende verità, ma vita.
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Safari

Vieni se vuoi l’avventura
tra distese di sabbia e venti di rabbia.
Vieni ma portati l’acqua
perché io, io sono la sete.
Sappi che qui tutto si fascia
nell’omertà del ragno che fila
l’ignobile memoria per il sordo
serpente che avvelena la mente.
E non provare ad incantarmi
con parole di metallo;
io ho tesori immensi nelle tombe
e alla cintura porto clave, pugnali
e bombe di ogni guerra…
Vieni, se vuoi il tuo safari.
Potrai guardare i cacciatori
distesi tra le dune
stringere al petto le loro armi.
Ma non aspettarti gli spari,
non ce ne saranno,
non trofei, nessuna pelle.
Non si impagliano le stelle.

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Gabriele Borgna, Artigianato sentimentale– Puntoacapo 2017

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