IL CONFINAMENTO ALL’ESEDRA DI ELSA – Adriana Ferrarini: Un Libretto e Nuovi Modelli Abitativi

venezia- modellino alla biennale architettura, arsenale 2018

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Tempo addietro, tramite il gruppo whatsapp “Città Giardino District”, mi è arrivato un messaggio: 

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ESEDRA: cinque piani, cinque scale, circa 120 appartamenti, quasi un secolo di vita, 300 anime, suppergiù, distribuite in verticale e orizzontale lungo l’arco di un semicerchio. “Al 17 c’è il Bar di Lucia che apre il palcoscenico, mentre il supermercato di Nicole lo chiude”( pag. 8). Questo è il luogo e la piccola comunità da cui prendono vita le narrazioni/divagazioni di Elsa Bettella, già autrice di testi che sempre si collocano lungo il crinale sottile tra poesia e racconto, tra riflessione interiore e poesia civile, e che ogni volta si interrogano sul tema del femminile e della maternità.

Elsa è una viaggiatrice, un’anima inquieta. È vissuta a Milano, viaggiando per lavoro e diletto, poi Assisi e l’Australia l’hanno vista a lungo aggirarsi con il suo sguardo attento e curioso alla perenne ricerca di qualcosa che forse solo nella scrittura si trova di casa: il piacere della solitudine e il bisogno affamato di condivisione. Da pochi anni si è trasferita per scelta a Padova e subito è diventata parte attiva di un gruppo creato da giovani pieni di idee su come ridare vita a spazi ed edifici che nel tempo hanno perso la loro identità e sono diventati dormitori e/o conglomerati di uffici, restituendo a chi ci abita il senso di appartenenza a una comunità. 

Silvia Cogo, intraprendente designer docente di Metodologia della Progettazione all’Accademia di Venezia, e Massimiano Bassan, un agronomo/geometra, nonché volontario della Protezione Civile, assieme ad altri entusiasti abitanti del Palazzo Esedra hanno creato prima “BUZZ in the ATTIC” (vedi sotto la pagina internet), quindi il gruppo “Città Giardino District” che ha organizzato una festa di condominio con il “concerto verticale”, cioè musicisti che suonavano dalle finestre illuminate di blu del palazzo, un pranzo di condominio sotto il porticato, castagnate e cioccolate domenicali, anche grazie al contributo generoso di Nicole e del suo supermercato di quartiere.

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E nel periodo del lockdown, “Città Giardino District” si è prodigato  in utili informazioni e attente delucidazioni su ordinanze confuse o complesse, invitando alla prudenza, segnalando iniziative belle, come la tombola di condominio che si giocava da un terrazzo all’altro, e riuscendo così, pur nell’isolamento,  a mantenere vivo quel senso di appartenenza a una comunità che si era appena formato.

Di questo sottile e tenace fervore, della ricerca di nuove forme di condivisione in un mondo sempre più  confinato in se stesso e preda di ansie, è testimone il libretto di Elsa, che racconta il condominio, alias Palazzo Esedra, e con mano leggera lo percorre da un piano all’altro, da una scala all’altra, si sofferma su qualche suo abitante, lo tratteggia affettuosa e guardando dall’alto della sua terrazza la  città deserta e spaventata dei mesi del lockdown, si interroga sul significato dell’Attesa, sul Silenzio, sul senso dell’Amicizia, su cosa significa essere una Donna (pagina bellissima che riporto qui sotto), raccogliendo, lungo l’arco delle quattro stagioni, le piccole storie quotidiane di un palazzo e di una comunità, che magari proprio nella reclusione si è scoperta tale, in un “via vai di variegata umanità che si dispiega. Al 19 vivono due scrittrici, una al primo e una al quinto piano. Al secondo piano un ufficio di servizi di comunicazione, al terzo il distinto signor Mario, sempre in giacca e cravatta, […] e poi pendolari, viaggiatori, medici, geometri…”

Credo di essere io quella del primo piano e, che dire?, fa un effetto strano ritrovarsi menzionati in un libro, è come riconoscersi in una fotografia scattata a nostra insaputa, in cui cogliamo un’immagine di noi che non conoscevamo e ci commuove. Una buccia sottile di eternità, colta da uno sguardo affettuoso e intelligente. 

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Video del “concerto verticale”

https://www.facebook.com/watch/?v=471684487009903&extid=beW8El7lrDgJGPKu

 

2 Comments

  1. Questo inviato da Adriana è uno dei segnali più coraggiosi e ottimistici di questo periodo di forzato isolamento. Nel caso del Palazzo Esedra i condomini hanno trovato la necessità impellente di uscire fuori dalla solitudine nucleare e di condividere esperienze preziose di collettività. Qui realmente quello che poteva sembrare retorico e propagandistico ( il famoso “io resto a casa”)
    si è trasformato in un progetto condiviso di civile resistenza e di ricerca di benessere per tutti. Grazie per la segnalazione e speriamo che iniziative analoghe possano nascere numerose!

    paolo gera

  2. molto bello questo racconto di un condominio che aspira e si fa comunità; poco tempo fa avevo letto Condominio SIM di Alessandro Canzian, che raccontava storie condominiali intrise di solitudine e abbandono, questo condominio Esedra ristabilisce un equilibrio sentimentale in positivo!

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