IL CANDIDO CERCHIO DELL’ASSENZA- Lucia Guidorizzi: Note di lettura relative alla raccolta “Con candide mani” di Anna Lombardo

daria petrilli-crossed glances

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La genesi di un libro di poesie e di questo in particolare, è scandita da un ritmo tutto interiore, che esula dalle barriere temporali e spaziali nelle quali siamo abituati a muoverci. Parte da un investigare e percorrere una dimensione che si radica e si sviluppa in una prospettiva atemporale, instaurando un profondo dialogo con l’assenza.
E’ difficile poter aggiungere qualcosa alla prefazione di Alessandro Cabianca e alla nota a margine di Marta Celio che esplorano con competenza calibrata e misurata intensità lo snodarsi intenso e lieve dei versi di questa nuova silloge poetica di Anna Lombardo, ma proverò ugualmente a farlo, perché questo libro offre a chi lo legge un’occasione unica per investigare,  riconoscere e dialogare con l’assenza e la perdita.
Nello spazio fuori dal tempo esistono stanze e corridoi che al pari di un laboratorio alchemico, addensano e sublimano le parole in pura essenza poetica. Sono luoghi in cui il dolore si decanta e le lacrime, grazie ad un lento processo di cristallizzazione, divengono resina preziosa fino a racchiudere in se stesse,  come l’ambra, segni e presenze, trasformandosi in gioielli d’impareggiabile bellezza. Il canto che s’innalza da queste pagine è threnos e melodia, ma anche laica preghiera che si eleva in volute luminose, in un dialogo ininterrotto con un’assenza/presenza.
Questo saper stare nel vuoto è paziente esercizio di ascolto, capace di scandagliare i luoghi della mancanza e di contenere il vuoto del tempo, inscrivendosi nel corpo e nella voce di chi scrive.
Assorbita in questo limpido e lucido esercizio di sottrazione Anna Lombardo fa emergere qui un nuovo aspetto della sua poetica: già di lei conoscevamo versi pregni di passione civile ed umana, esercitati nel coraggio di un’esposizione costante alla vulnerabilità del vivere nel raccontare le ingiustizie e gli abusi di un mondo che ha perduto il senso dell’accoglienza e della solidarietà. In questa nuova raccolta invece scopriamo nei suoi versi un aspetto più intimo e profondo e proprio per questo ancora più autenticamente umano.
Questo “laborare in absentia” assume i connotati di un autentico processo ermetico, che sublima il dolore rendendolo parte della vita stessa.
Come in questa poesia, dove si sentono echi dei versi del poeta cubano Josè Martì

 

“Intanto una rosa bianca io porto sempre a casa
bianca come il nulla che ti contiene
bianca come il marmo dei tuoi baci
bianca come questa elegia che mi consuma

da sola so ora i giorni
e come il bianco imperi sulla luce

ah un sonno di trecento anni
o un sorso del Lete per questi affanni”

(pag. 29)

 

Ma la visione che schiudono questi versi è di più ampio respiro, e riporta alla memoria anche le soglie degl’Inferi che solo Orfeo, capostipite dei poeti riuscì a varcare, senza però riuscire a riportare alla luce la sua amata perduta.
Anna Lombardo ci insegna a saper stare con quello che non c’è e vivendo nel vuoto e nella perdita ci indica una via impervia di consapevolezza. In fondo cos’è la poesia se non il saper stare nel vuoto? Ce lo insegnano i poeti che attraversano le lande desolate della morte e dell’assenza per trarne un canto. Investigando queste regioni, l’autrice scopre così che il crinale che separa la vita e la morte, la presenza e l’assenza è davvero sottile:

 

“Non è solo il silenzio
a bussare continuo
visioni a vasto raggio
e cerchi di luna
sventagli aperti come magnolie

ascolto quel suono che da dentro
risponde a me sola
dell’alfabeto le lettere liscia
con dente di serpente

sapessi altro alfabeto amore
parlerei ancora insieme alla tua sponda.”

(pag. 63)

 

Nei versi limpidi e decantati di questa raccolta compare un’essenzialità che li sfronda da ogni esubero, sottolineando un senso di rotondità  e di cavità che ci fa pensare alla sfera celeste.

 

“Quando è il cielo a ricoprire tutto il giro
ruotando a suo diletto
l’ebbrezza della gioia vitale
si ritira ora nel dolore

quasi un budino che traballa
al soffio di sospiri amorosi”

(pag 67)

 

La vacuità del cielo si sdipana in parole fieramente consapevoli di abitare nel vuoto, che non indulgono mai nel sentimentalismo, ma che sono capaci di trasformare il dolore in elisir, balsamo e quintessenza stessa del vivere.
Accettare la vita significa accettare di perdere ciò che si ama sapendo che niente potrà colmare il vuoto che continuiamo ad abitare.
Consapevolmente.
Poeticamente.

 

Lucia Guidorizzi

 

 

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Note relative all’autrice

Annna Lombardo, vive a Venezia. Si occupa di scrittura e traduzione poetica. Direttrice del Festival Internazionale ‘Palabra en el Mundo’ per Venezia dal 2009.  Raccolte poetiche: Anche i pesci ubriachi (2002), Nessun Alibi (2004), Quel qualcosa che manca( 2009), Con candide mani (2020). Curatrice delle antologie: C’è chi crede nei sogni (2014), 1 5×15: la Fotografia incontra la Poesia(2020). Ospite in molti festival internazionali tra cui: San Francisco Poetry Festival (USA), Ceretè Festival delle mujeres (Colombia), Kritia Festival (India). 

 

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Anna Lombardo, Con candide mani– Proget Edizioni 2020 

 

2 Comments

  1. Cara Lucia,
    grazie per queste tue intense riflessioni che ci riportano, nostro malgrado, al nostro vivere quotidiano. Hai aggiunto una luce in più a questi miei versi ‘particolari’, un tassello che si aggiunge ad altri che mi riempie di gioia e di fiducia verso la sempre offuscata parola poetica. Mi piace anche come hai saputo cogliere le inferenze e le interferenze nel mio ‘poetare’ e sottolineato il vuoto che ognuno di noi abita di tanto in tanto.
    Cosa dire? Ancora un grazie di cuore per la cura e l’attenzione che hai posto e la mia rinnovata stima per il tuo saper ‘accogliere e cogliere’ le differenze. Un grazie anche a Carte Sensibili che seguo sempre con piacere ed interesse.
    Anna Lombardo

  2. cara Anna questa tua raccolta è preziosa e il leggerla diviene viatico che accompagna, sostiene e conforta, offrendo nella scrittura un senso ed una direzione al nostro andare. Grazie a te per questa luminosa testimonianza.

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