COLLE AMENO…E LA BELLEZZA- Vittoria Ravagli

sasso marconi- colle ameno la chiesa barocca

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Vivo in un luogo che amo,  in solitudine anche in tempi normali. Sono legata alla terra, quasi una pianta o un albero, dalle radici ben piantate e profonde.
In questo inizio di autunno, carico di incertezze, in cui tutto pare sospeso in un’attesa dai contorni vaghi, è forte il bisogno di immergersi nella bellezza.
Nei primi giorni di settembre sono andata in un posto magico, a pochi minuti da casa, nel Borgo di Colle Ameno. Si organizzano iniziative culturali per ridare impulso ad un progetto nato da molti anni ed ampliato dall’Amministrazione Comunale in più fasi.

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sasso marconi- colle ameno il borgo

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Colle Ameno era una cittadella del ‘700 voluta da Filippo Carlo Ghisilieri, un senatore bolognese che aveva sognato e costruito un luogo quasi autonomo. Un “illuminato” che aveva realizzato, in un posto protetto da mura, il massimo della bellezza pensabile. All’interno botteghe artigiane e abitazioni, il forno, l’ospedale per i poveri, la tipografia, la fabbrica delle splendide maioliche bianche e azzurre. E le stanze stupende per le feste, affrescate meravigliosamente ed ancora visitabili. Promuoveva l’arte nelle sue varie forme. E ne godeva.
Durante la seconda guerra mondiale fu sede di un comando tedesco e di un campo di prigionia. E di questo resta un segno profondo e doloroso.
Tutto quanto è stato restaurato, ha ripreso l’originaria bellezza. Il Comune nel corso degli anni ha promosso la presenza di artigiani artisti. Laboratori interessanti, a partire da quello in cui Alessandra Pellacani ripropone le ceramiche di Colle Ameno, utilizzando disegni, colori e materiale come quelli di allora. Si sono ricreate via via negli anni laboratori e spazi espositivi, si fanno corsi per bambini, ci si trova a leggere poesie…
Colle Ameno, gli artigiani artisti, da anni sono un punto di riferimento delle scolaresche del nostro territorio.
Quest’anno si sono aggiunte altre forme d’arte: all’entrata del Borgo e nella ristrutturata Villa Davia trovano spazio diverse interessanti realtà. Ne cito una, Plurimo, con Iside Calcagnile ed il suo progetto di ricerca – bellissime le performances proposte – con l’utilizzo di quegli spazi, quelle scale, quei luoghi magici.

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iside calcagnile- villa davia borgo di colle ameno 2020 (legno, stucco, pittura e rami, 3 m x 3,5 m x 2,5 m)

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Ho intenzione di fare interviste a questi ospiti vecchi e nuovi proponendole ai lettori di Cartesensibili, per dare loro  voce e visibilità.
Eppure questo luogo continua ad essere poco frequentato nonostante la sua bellezza. Le case sono abitate da persone che certo preferirebbero appartamenti moderni e comodi mentre Colle Ameno non è nel paese, è un po’ fuori, tra Sasso e Pontecchio. Queste piccole stanze che compongono le case abitate dovrebbero forse diventare altro. In alcune ci sono sedi di associazioni, nella grande Sala delle Celebrazioni si fanno da anni iniziative molto belle di teatro, di arte in genere; in questi giorni c’è un ricco convegno che interessa i docenti e non solo per celebrare Rodari e l’attualità del suo insegnamento;  c’è un’Aula della Memoria per ricordare chi, nel periodo terribile della guerra, ha perso la vita o ha vissuto la prigionia. L’ANPI organizza visite guidate con frequenza periodica. Il Gruppo 25 aprile ha ripreso l’arte della stampa.
C’è tutto un grande lavoro intorno a questo luogo magico ed io spero che si trovi il modo per farlo vivere ogni giorno, non solo ogni tanto. Forse una scuola di musica? D’arte?  dove i giovani vadano a studiare, a suonare, a fare concerti. Dove il via vai ricominci a consumare le pietre, dove le voci risuonino squillanti in ogni giorno dell’anno. Allora sarà rinascita, vita vera.
La ciclabile dovrà essere completata per arrivare agevolmente. I trasporti essere legati ai lavori e ai luoghi; se si vorrà uscire dall’isolamento culturale corriere e treni dovranno potere arrivare e partire sino ad ore che permettano alle persone di spostarsi senza auto obbligatoriamente.
Chi se ne occupa ama la cultura. Tiene al futuro delle/dei giovani e quindi io credo che il passo avanti sarà vero, un’orma profonda nel tempo che permetterà l’utilizzo di questo luogo anche a chi non ha particolari qualità, ma solo il desiderio di viverlo seguendo regole, ma anche avendo una certa libertà di espressione.
Io vedo, sogno, nei due grandi scaloni di villa Davia da poco restaurata, l’uno davanti all’altro, persone recitare, cantare, leggere brani, poesie, sulla scia di quanto fatto da Iside. Vedo il prossimo 25 novembre con molte donne che salgono e scendono chiedendo pace tra i generi, non più violenza. E cantano.
Scendendo lenta verso le abitazioni nella parte centrale del complesso e percorrendo la stradina che le separa, nel rosso del tramonto, verso il grande parco oltre l’alto muro di cinta, mi sono sentita felicemente fuori dal tempo tra gli  alberi secolari, nel silenzio della sera, in un luogo  di una bellezza speciale che mi commuove. 

Vittoria Ravagli

sasso marconi- colle ameno

4 Comments

    1. …e perché non farlo? C’è lì una trattoria splendida dove si mangia benissimo oppure un luogo dove ci riunivamo con Vittoria con grandi spazi e ristorazione a modico prezzo. Addirittura la possibilità di dormire, se non ricordo male. Vittoria lo può spiegare meglio. Un saluto a tutti.
      ferni

      1. mi sembra un’ottima idea! un luogo ideale per eventuali prossimi incontri! (non appena passata questa malefica emergenza virus…)

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