PROPOSTA INEDITI- Cronachette ispide- Paolo Polvani

maya kulenovic

 

Testi tratti da Cronachette ispide di Paolo Polvani

 

Trentanove cadaveri dentro un tir

Il mondo corre, corre e non ti fa domande, non stringe
le ginocchia, non digrigna il cuore, il mondo
ha un respiro che guarda oltre il tuo orizzonte, ignora
le mani che si aprono, abbandonano la morsa.

Come si sta sul bordo, sul limite, sulla linea del buio
quando l’asfalto assorbe l’ultimo assalto all’utopia
e zero decibel dichiara il segmento dei lamenti e i denti
sono piantati per sempre nella carne e tutto quello che resta
è un sottobosco di corpi, una brughiera di occhi
ancora aperti alle parole, spalancati come una vendetta.

.

maya kulenovic

.

La madre dell’assassino

In quale intoppo e inciampo è incorsa la biografia
della madre dell’assassino? in quale punto del percorso
era previsto il contatto, l’attrito, la scintilla, la pistola
sottratta alla fondina e gli spari e la morte vissuta
con la meraviglia di un lampo, uno stupore insanguinato.
Ora la madre dell’assassino porge un vassoio di singhiozzi,
nessun raggio di pietà la investe, nessuna nuvola d’innocenza
sparpaglia le sue piogge. Il temporale ha liberato il grido,
lo sparo mette a tacere gli organi, il fegato non conta più le ore,
l’intestino non celebra la notte, nessun polmone troverà rifugio
lungo la battigia. Quale catena stringe l’assassino e le sue
vittime, e la madre, la madre dell’assassino in quale buio
rammenderà l’anima? E noi, che ci assolviamo, che liberiamo
la nostra furia, in quale abbraccio ci confonderemo?

.

maya kulenovic

.

Il cuore dell’attentatore

Il cuore del dio è grande come l’universo, ma basta
un cuore di bruco, d’insetto, di lucertolina per sparare
nel mucchio. Vedi quei cadaveri? Ancora
vagano in cerca di una porta, un varco, uno spiraglio:
uno ha il cranio come una melagrana spalancata
e goccia a goccia gli colano i pensieri, a un altro
volano come una corrente d’aria nella testa, spifferi
di complicatissimi pensieri matematici, e un’altra,
certo una casalinga con le mele, le arance sparpagliate
nel sangue, coltivava pensieri che frullano tuttora
intorno alla pozzanghera, infine un altro, un tipo
malandrino, trattiene nello sguardo un culo di ragazza
che lo precedeva, per strada, con una certa enfasi.
Tutti stanno là senza volerlo, senza saperlo, e il cuore
dell’attentatore non presenta varchi, spiragli, chiuso
ai lamenti, chiuso a qualsiasi richiamo, il cuore
dell’attentatore parla di un dio che gli rimane estraneo.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.