AVVISO AI NAVIGANTI LUGLIO 2020

maggie taylor- fellow travelers (compagni di viaggio)

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Ogni tanto serve fermarsi anche se, di fatto, si è sempre in viaggio, a bordo dell’astronave magnifica che è il pianeta che ci ospita, reduci da chissà dove, forse da luoghi anni luci lontani da qui, qui dove abbiamo i piedi e da cui sempre siamo lontani, attraverso il pensiero, il sogno, il desiderio o anche una pena.
Ogni viaggio ci pretende perché ci cattura e ci affascina. Tutto si fa ardito e rapinante se solo il nostro viaggio è un movimento nel viaggio che interiormente sempre compiamo, ma da cui spesso ci distraiamo. Questo viaggiare, però,  non ha mai fine e costituisce la trama sottile di ogni nostro raccontarci, di ogni nostra storia in cui siamo autore e personaggio. La vita è di per se stesa viaggio, ed è impossibile non narrarla, anche solo ad un amico o a se stessi. Nel dialogo o nel monologo c’è comunque sempre un altro, l’altro che ascolta, o descrive a noi i luoghi di quel viaggio, fisico, letterale, allegorico, metaforico, fantasioso, simbolico, in cui siamo sempre noi, noi esseri umani e tutti i viventi che incontriamo, la topografia e la toponomastica del viaggio, e l’orografia, l’idrografia e la tessitura delle inquadrature è quel paesaggio interiore che andiamo perlustrando. In ogni tempo l’uomo si è messo in viaggio alla ricerca di sé e della sostanza spirituale che lo compone e lo spinge verso, un luogo o un pensiero e in cui l’immaginario sempre partecipa al movimento costruendo l’immagine da percorrere, anche restando assolutamente fermi in tanta incredibile mobilità.

Dal corpo allo spirito, dall’imminente al trascendente, dall’umano al divino, il viaggio non ha mai smesso di attrarci, anche se questo includeva l’attraversamento di inferni di cui tanta letteratura ha mostrato le pieghe, gli anfratti, le oscure profondità che ci abitano, e si fanno cammino. L’ignoto è la calamita che ci attira, il motore dei nostri spostamenti e dello slancio con cui ci trasferiamo, fosse anche la luna o chissà che altro luogo, fuori e dentro di noi.

Cartesensibili si ferma per mettersi in viaggio, attraverso ognuno dei suoi collaboratori, seguendo meridiani che alla fine risultano paralleli a molti altri sguardi.
Ci ritroveremo qui a settembre, stessa data e stessa ora di pubblicazione.
A tutti auguriamo un viaggio ricco di …tutto quanto vorrete conoscere e incontrare in un giorno o in un mese.

C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato.– Andrej Arsen’vico Tarkovskij, Tempo di viaggio

cartesensibili

 

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