Umano, umano, cos’è umano?  Animali e altre storie di Mara Daria Cojocaru- Note di lettura critica di Daniela Maurizi

mara-daria cojocaru

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Mara-Daria Cojocaru  è nata ad Amburgo nel 1980, è laureata in Scienze politiche e filosofiche e è attualmente docente di filosofia presso la Hochschule für Philosophie di Monaco di Baviera.  Ha lavorato come traduttrice e ha soggiornato in Africa e negli Stati Uniti. La sua prima raccolta Näherungsweise è apparsa nel 2008, il suo secondo libro di poesie Anstelle einer Unterwerfung  ( Al posto di una sottomissione) nel 2016 . Cojocaru fa parte della rete transdisciplinare internazionale Minding Animal e del network German Pragmatism.

L’incontro con la poesia di Mara-Daria Cojocaru è stato simile a tutti gli altri all’interno di un mio percorso intellettuale e personale, questa volta una coincidenza di pensieri in cui trovavo fra le nuove voci femminili della lirica tedesca  una poetessa che si poneva la domanda vicina alle mie recenti letture di Rosi Braidotti [1] e il suo postumanesimo.

Umano, umano, dicevano
cosa sia l’umano, ora lo so
Vita, vita, dicevano
Io cosa sia la vita, ora lo so.

Così cantava  Muhyiddin Abdal, poeta turco del Cinquecento, della scuola dei hurufi, coloro che attribuivano evanescenti intuizioni non soltanto alle parole, ma anche alle lettere dell’alfabeto in cui venivano scritte [2]. Ma cos’è umano oggi e nello specifico cosa è animale e quale asse biologico ci lega indissolubilmente alle altre specie? Come possiamo osservarle senza rispecchiarci e vedere noi stessi in loro? 

Il titolo della sua ultima  raccolta Al posto di una sottomissione mi ha subito convinto. Il libro scritto nell’arco di una decina d’anni coniuga in una moltitudine di specie animali lo spavento annunciato del cambiamento di vita sulla terra e offre allo sguardo animale quella contiguità con la specie umana che storicamente e culturalmente  noi esseri umani neghiamo. E’ in sostanza questo essere anche loro carne, muscoli, ossa , in questo abitare la vita che li fa nostri compagni spesso di dolore e smarrimento per assurde pratiche scientifiche e di sfruttamento in atto.

I titoli delle sillogi si presentano chiari nelle loro tematiche Come era bello questo mondo con noi oppure   Da una posizione di presunta sicurezza o ancora A proposito di omeostasi: essi  ci conducono nell’intricato percorso che intreccia scienza e filosofia, dubbio morale e  riflessione linguistica nel quale la poesia ha il difficile compito di andare oltre e presagire.

Centrale è il ruolo degli animali che si susseguono in ogni testo, cani,insetti, pesci, uccelli di varie specie, tutti nella condizione ineluttabile di essere oggetti ad uso e consumo degli uomini o vittime delle loro azioni, ecco quindi l’elefante tolto dal suo habitat e sfruttato con crudeltà in spettacoli o lavori di carico , cavie da laboratorio come la femmina di dugongo  o uccelli nelle pratiche di caccia. Una fauna antidocumentaristica si propone nel sua ineluttabile doloroso legame con l’uomo e per l’uomo, di contro, la questione del suo legame con essi l’antico collare paura, essere non uomini non animali. Anche gli uomini, se osservati con distacco etnologico o forse zoologico , sono in fondo primati non dissimili dalle cavie di laboratorio marchiate SAF 1 e SAF 2.

Il movente intellettuale è la leva principale della sua scrittura che però, proprio in virtù di questo sguardo animale sul mondo governato dall’uomo, si carica di forza emotiva e smaschera le illusioni della scienza attraverso l’esposizione neutrale, fredda ed estraniante del linguaggio scientifico o attraverso l’uso di note. Unica figura umana ricorrente è il signor Goselmanu, uno scienziato, l’incarnazione della spregiudicatezza di una certa ricerca .  

Nel tradurre mi sono avvalsa del suo personale aiuto e del confronto con Pia Elisabeth Leuschner  , direttrice del Lyrik-Kabinett di Monaco ed ho seguito anche qui, come in altre traduzioni, l’idea che il verso, la parola deve rimanere il più possibile vicina alla lingua di partenza per permettere di non perdere il significato ma anche per costringere la meravigliosa musicalità dell’italiano nei sentieri più irti del tedesco. In questo caso il linguaggio scientifico, l’uso di termini inglesi, il verso libero e breve hanno posto il tedesco in una posizione più neutrale, come accade oggi in tutte le lingue del mondo che devono fare i conti con la frenetica evoluzione del linguaggio globale.

Le due poesie Roba da primati e Anno senza estate sono inedite e tratte dalla raccolta Al posto di una sottomissione.

 

Daniela Maurizi

 

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NOTE AL TESTO

[1] Braidotti, Rosi, Il Postumano, Derive Approdi, 2014

[2] http://kelebeklerblog.com/2015/02/09/umano-umano/

[3] Nel 1815 l’eruzione del vulcano Tambora causò in Nord America e in Europa un abbassamento delle temperature con la conseguenza che il 1816 fu un anno senza estate. La moria di
animali e il cattivo raccolto provocarono la più grave carestia del 19^ secolo (NdT)

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 Bibliografia

Näherungsweise, Lyrik Edition 2000 ,München 2008

Anstelle einer Unterwerfung, Gedichte, Schöffling & Co. Frankfurt 2016

Maurizi, Daniela, Al posto di una sottomissione. La poesia di Mara Daria Cojocaru, Le Voci della Luna N.71, Luglio 2018

 

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