PER AENIGMATA. DIALOGHI TRA IL BIANCO E IL NERO- Lucia Guidorizzi : Note di lettura a proposito di “Incroci obbligati” di Enea Roversi

sofia lopez manan

.

Nell’ambito dell’enigmistica le parole crociate si formano in virtù dell’alternanza di caselle bianche e nere che collocano la parola in una doppia modalità, verticale ed orizzontale: da questi incroci obbligati scaturisce il senso e il segno che si offre ad una lettura  incrociata.

“Incroci obbligati” di Enea Roversi è un libro che viene da lontano, frutto del sedimento di esperienze poetiche, intellettuali ed esistenziali che ne caratterizzano la complessità di toni e di stili.  In questa stratificazione linguistica e semantica la sua produzione poetica mantiene sempre un tono liricamente “alto” e al tempo stesso disincantato. Il movimento che lo contraddistingue è dato dalla grande versatilità letteraria dell’autore, capace di calarsi in una serie di stanze, intese sia come vani, ovvero luoghi dove si dimora, sia come le strofe di una poesia. L’utilizzo sotteso di tropoi poetici è la vena carsica di questo libro estremamente ricco di suggestioni che  risulta suddiviso in cinque sezioni: la prima, “Taccuino di un apolide” (1995-2006) si apre con la poesia “Scacchiera” in cui  compare come incipit appunto l’incrocio obbligato del bianco e del nero.

 

“Mosse per primo il nero
quella volta
e il bianco restò 
a guardare
scrutando immobile
fra le crepe
della scacchiera”

                                da “Scacchiera”

 

L’immagine ricorda una delle scene memorabili del film di Ingmar Bergman “Il Settimo Sigillo” (1957) dove la Morte, le cui pedine sono nere, sfida il Cavaliere in una fatale partita a scacchi.
La sezione procede con una disanima puntuale delle disarmonie e dissonanze del vivere su cui a tratti s’innalza un vivido canto d’amore.
Se siamo accerchiati dal vuoto, apatridi per vocazione e per destino, la figura di Pierpaolo Pasolini, si staglia come un faro per tutti coloro che non si riconoscono in un contesto specifico: è lui che ha testimoniato lo scacco della nostra civiltà e la sua omologazione ed Enea Roversi lo evoca come profeta del nostro tempo. 

La sezione si conclude con l’immagine di un’alba, foriera di palingenesi:

 

“Altre albe si faranno in cerchio
Oppure grappolo di rami
Mentre occhi di legnoso catrame
Si troveranno a fronteggiarsi
In attesa della sera color rame.”

                                                                da “Alba”

.

sofia lopez manan

.

La seconda sezione, “Disincanto” (2006), introduce il tema del tempo e della memoria nel ritmo e nelle immagini enumerative e che procedono per accumulazione, ricordando i testi in  prosa e poesia di Sebald, in quanto come lui Enea Roversi è in grado di cogliere e di raccontare le atmosfere che aleggiano nei luoghi. Gli istanti e gli oggetti sono fissati dal suo sguardo istantaneo  come quello di una Polaroid. La poesia “Documento di Word” introduce il tema del “salvare”, sia in ambito mnestico che informatico. La scrittura viene “salvata” in una dimensione virtuale in cui l’Altro e l’Altrove si fanno sempre più irraggiungibili. Interessantissima la poesia “Habitat” che coglie in profondità il “genius loci”, l’essenza di certe case in cui “le buone cose di pessimo gusto” di gozzaniana memoria evocano vite borghesi e sommerse.

 

“Quelle case hanno visto
Partire il soldato
E nidificare la rondine
Il primo uomo sulla luna
Il biglietto dell’autobus
E quello della Lotteria
Scodelle di fagioli
Carne trita e masticata
Sventolio di fazzoletti
Rammendi di anime perse
Scarpe da risuolare

 

Il borsellino per gli spiccioli
Calendari di frati un po’ maghi
Sciccherie da linoleum

Anatre zoppe, porte cigolanti
Carte da briscola spigolose
Puntaspilli per cuori fragili”
                                                    da “Habitat”

 

Nel lavoro poetico di Enea Roversi c’è una grande cultura unita alla sensibilità di registrare la dimensione più immateriale dei luoghi. Riesce a decifrare con  uno sguardo acuto ed un linguaggio impeccabile ogni aporia presente nell’esistenza umana. In “Poesie sul dolore e poesie sparse” (2008-2014) l’autore affronta con lucida consapevolezza il tema del dolore e della perdita, cogliendo dettagli che la mente, resa percettiva appunto dalla sofferenza, riesce a registrare intorno a sé.

 

“Scruto da dietro la porta, socchiusa
Individuo lo sguardo di mio padre
Riversarsi obliquo, dal letto bianco
E uscire implorante dalla stanza.

Quello sguardo mi lambisce,
Sfiora i miei vestiti,
Tocca il mio corpo,
mi penetra inesorabilmente.”

                                                  da “Corridoio”

 

Enea Roversi descrive il grigiore di questo tempo, evocando la dimensione di aridità presente ne “La Terra Desolata” di Eliot, illustrando il vuoto morale dell’uomo, il suo asservimento alle cose, la reificazione di ogni anelito, la monotonia irredimibile degli uomini vuoti. Ma la nella sua tavolozza cromatica sono presenti anche tonalità rosse,  come quella dell’impegno, dell’amore per la vita cantata, a prescindere dagli inevitabili agguati, nella sua intensità che la rassomiglia ad un papavero che fiorisce sul baratro prima del dissolvimento.

La sezione “Incroci obbligati” (2008-2014), quella che da il titolo alla raccolta,  sviluppa il tema dell’inestricabile incrociarsi delle situazioni e delle relazioni umane.

Cos’è un incrocio obbligato? Il termine viene prevalentemente usato dall’enigmistica, nell’ambito di giochi di pazienza e di abilità, ma può essere inteso anche con una valenza legata alla viabilità: infatti, in prossimità degli incroci stradali vi è l’obbligo da parte del conducente di un veicolo di usare la massima prudenza all’avvicinarsi di un’intersezione.

Ritorna proprio nell’omonima poesia il tema dell’alternanza tra il bianco e il nero ed il suo inevitabile intreccio.

 

“Incroci obbligati le nostre strade
caselle bianche e caselle nere
e tutto quel peso da sopportare
le definizioni                            così
assurde
e il significato delle cose poi
quello che non sappiamo
che non sapremo mai
le poesie con [le parentesi quadre]
e i punti di sospensione

come i fili cui siamo appesi
le corde che ci tengono sospesi:”

                                                             da “Incroci obbligati”

.

sofia lopez manan

.

L’ultima sezione della raccolta, “Camparisoda” (2016), ci riporta al vacuum quotidiano dell’esistenza, ma è proprio a partire da questo vuoto che si può  ripartire per ricominciare a scrivere.

 

“Scivola la mano sotto il cuscino rosso
del divano afferro la biro ritrovata ora potrò
riprendere a prendere appunti spunti
vita che passa acciaio nebbia colori smorti
amour fou che mai fu temuto tanto amato
a chi interessa forse l’ultimo massacro
l’eterno gioco tra i vivi e i morti questo dirsi
poeti civili solo perché si versano lacrime”

                                                                               da “Cuscino rosso”

 

Cambiamenti e profonde trasformazioni sono in atto, cambiamenti epocali che trasformeranno le relazioni umane. Le previsioni metereologiche, in un mondo dove nulla è prevedibile, divengono un appiglio per confidare nel domani. Nella perdita di ogni certezza, sostiene con ironia Enea Roversi, prevedere il sole nel weekend diviene già una consolazione ed un atto di speranza.

 

“averlo saputo che finiva così con queste rughe
un sorriso sdentato un vestito sgualcito
averlo previsto   le notizie meteo danno sole
per il weekend   una previsione almeno c’è.”

                                                                              da “Le notizie meteo”

 

La raccolta poetica di Enea Roversi è testimonianza di un lavoro ricco e complesso che offre  un’attenta lettura della contemporaneità in forma di sciarada, rebus, cruciverba. Nelle sue pagine dominano, dialogando tra loro in alternanza, il bianco e il nero del vivere.

Lucia Guidorizzi

.

NOTE SULL’AUTORE

Enea Roversi è nato a Bologna, dove vive. Si occupa di poesia da diversi anni, collaborando con varie realtà. Più volte premiato e segnalato in numerosi concorsi, è stato pubblicato su riviste, antologie e blog letterari e ha partecipato a molte letture e rassegne poetiche. Nel 2011 ha pubblicato la silloge “Eclissi di luna” (Poesie 1981-1986) in versione e-book nella collana Nuovi Echi  per la casa editrice La Scuola di Pitagora e la silloge “Asfissia” (con la quale ha vinto ex-aequo  il premio “Ulteriora Mirari”) nel volume Contatti per le Edizioni Smasher. Fa parte dello staff organizzativo del Festival Bologna in lettere e della redazione della fanzine online “Versante Ripido”. Si occupa anche di arti figurative (collage e tecnica mista).

Gestisce il blog Tragico Alverman e il sito: www.enearoversi.it 

 

.     

                                                     

Enea Roversi ,“Incroci obbligati”- Arcipelago Itaca Edizioni 2019 

2 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.