ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: A proposito di marmotte…anche quando sono domestiche non sono prevedibili

kevin peterson

 

Marmotte Domestiche– dice l’autore stesso, Paolo Amoruso, giovanissimo autore pugliese- è un libro per tutti perché parla di tutti. Racconta ognuno di noi percorrendo una traiettoria in cui si è costretti a mettersi a nudo.-
Sento la sua scrittura molto vicina al mio modo di percorrere le vie della parola, soprattutto la parola scritta, l’oralità sopraggiunge nella personale lettura che tale scrittura letteralmente pro-muove, nel senso che la muove in funzione e in conseguenza di quanto ciascuno è in sé e a favore di se stesso, non escludendo nessuno e, di fatto, ri-scrivendo il libro secondo i propri passi. Poesia con i titoli e le strofe non esiste in questo libro tanto quanto in quelli che io stessa scrivo e in cui è transitato anche Amoruso.  Il suo volume è un fiume in piena non tanto di parole ma di un amore per la vita che tracima ad ogni sorsata di lettura, ad ogni radice erba o tubero fattosi cibo per vivere, nel comune luogo che sta al centro della memoria, un luogo portatile, portabile ma non fisso, non immobile, pur facendosi casa ospitante. E’ piuttosto un immobile le cui architetture si delineano  evolvendosi con noi, gallerie in cui le marmotte sono le emozioni, le memorie, gli affetti, le paure che stanno di guardia al nostro evolverci. Ci si trova in atri e ventricoli ogni volta pulsanti quel flusso di immagini che si fanno e si disfanno pro-cedendo ogni certa consuetudine. Qui il consueto non è mansueto, è una marmotta che sfida l’agguato della cattura. Si nasconde appena avvistata e si fa tana e buio, un dentro in quel territorio dell’essere che ognuno di noi è.
Il viaggio è muoversi attraverso un orizzonte variabile, con linee di quota differenti, afferenti e non deferenti, è un silenzio gremito di cellulari, echi e riverberi, è un rifrangersi di immagini tra più specchi in cui ognuno non è mai centro ed è la labirintica biblioteca di sconosciuti universi, raccolti in quelle gallerie senza mappe, in cui camminare spediti. E poi, imprevedibilmente si resta spediti da un messaggio, facendo di sé, a fine lettura, il messo e la missiva a noi stessi.  C’è seduzione in questo libro, la senti affrancarsi ad ogni pagina, perché ad ogni svolta del percorso si fa più vicina anche se non catturabile ed è questo che continua a trattenerti lì, tra gli spazi e gli spiazzi dei suoi ambiti, fino alla fine delle sillabe, dove l’aria si è fatta tuo esteso corpo, oltre la misura di ogni parola.

Il libro lo consiglio, vivamente, è un corpo a corpo con la memoria di corpi amati, di luoghi abitati e anche solo visitati in sogni che sono proseguiti lungo le strade del giorno, rintanate nelle tasche degli abiti o nelle credenze, cresciute come fiumi in piena o alberi dell’ombra, e…ancora altro, molto altro dentro queste pagine da cui nuovamente riprendo le parole dell’autore a conclusione di questa brevissima nota di lettura. Personalmente sono solita andare al cuore dei libri, al battito dei testi, alla pulsazione cardiaca che da loro a te che leggi s’innesca (sempre che succeda naturalmente) trascurando prefazioni o note e questo libro cattura sin dal primo sentirne il polso, dall’incontro nell’atrio d’ingresso dove ti aspetta il benvenuto perché… – Perché ogni libro, qualsiasi esso sia, rende preziosa una casa. Perché la “casa” è il luogo attorno al quale ruota l’intero libro. L’amore di cui parlo nel libro è proprio quello che ci attraversa la carne, piantandosi dentro. Quello che ci porta a dire grazie per il posto in cui siamo, per la famiglia e gli amici che abbiamo, per chi abbiamo sposato o sposeremo un giorno, per quello che siamo e che eravamo anche prima di esserlo. –

 

Fernanda Ferraresso

 

 

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Da Marmotte domestiche, di Paolo Amoruso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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kevin peterson

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kevin peterson

 

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Paolo Amoruso, Marmotte domestiche– Rupe Mutevole Edizioni 2019

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Note sull’autore

Risultato immagini per paolo amoruso

Scrittore e poeta pugliese, Paolo Amoruso è nato nel 1995, studia Scienze dei Beni Archivistici e Librari presso l’Università degli Studi di Bari. Si occupa di eventi ed è appassionato di libri e di poesia. Penna sensibile, così lo hanno qualificato,  si sta affermando nell’editoria nazionale. Andrea Salvataci, noto giornalista del Corriere della Sera, lo ha definito una voce potente e destabilizzante. Giovane carismatico, dotato di talento, è capace di emozionare il lettore e di condurlo in un viaggio interiore per rinascere mediante la poesia, l’arte della bellezza. La carriera artistica è iniziata con la pubblicazione della silloge poetica dedicata ad Alda Merini, “Piccole Storie Indaco, Edizioni La Gru, Scintille”. In seguito, Amoruso ha pubblicato “Aldebaran, Rupe Mutevole, Poesia”, una raccolta di poesia a quattro mani scritta con Maria Grazia Vai e “Madeleine, Edizioni Terra D’ Ulivi, Le Murrine”.

 

 

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