TRA LA PAROLA POETICA E LA MUSICA- Sergio Pasquandrea: Un amore verde come uno stelo

michael ochs archives- leonard  cohen (1970)

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Mi rendo conto che sono arrivato alla ventitreesima puntata di questa rubrica senza aver mai parlato di Leonard Cohen, e mi chiedo io per primo come ciò sia possibile, tanto più che Cohen esordì addirittura come poeta (nel 1961), prima ancora che come cantautore (nel 1967), e continuò sempre a praticare le due attività in parallelo.

Non ricordo più chi disse che le sue canzoni fanno venire nostalgia di qualcosa che non si è mai conosciuto; e non ho ancora trovato una definizione più appropriata per ciò che provo ascoltadole. Nel mio caso, poi, Cohen è stato – insieme a Dylan – uno dei modelli fondamentali per Francesco De Gregori: quindi, per me che ho passato l’adolescenza a pane e De Gregori, l’effetto nostalgia si amplifica al quadrato.

Ci sono moltissime canzoni sue di cui potrei parlare, celebri o meno: Famous Blue Raincoat (la cui melodia De Andrè rubò, senza dichiararlo, per Giugno ’73), Suzanne (che lo stesso De Andrè tradusse meravigliosamente e che io metterei fra i primissimi posti nella mia personale Top 10 delle canzoni più belle di tutti i tempi), Chelsea Hotel #2 (uno dei suoi attacchi più fulminanti), The Master’s Song, Story of Isaac (che De Gregori imitò nell’inizio de La casa di Hilde), The Future, So Long Ago Nancy (anche questa cantanta in italiano da De André), So Long Marianne, Hey That’s No Way To Say Goodbye, Dance Me To the End of Love, Joan of Arc (di nuovo, tradotta da De Andrè)… mi fermo qui perché altrimenti andrei avanti ad libitum, ma non è detto che in qualcuna delle prossime puntate non torni sull’argomento.

Per questa volta, scelgo quasi a caso e vi presento Sisters of mercy. Pare che le “sorelle della misericordia” del titolo fossero due signorine di nome Barbara e Lorena, il luogo una camera d’albergo a Edmonton, in Canada, il tempo una notte d’inverno, mentre fuori la luna illuminava i tetti innevati; ma poco importa. 

La canzone si può ascoltare anche nella colonna sonora de I compari (McCabe & Mrs. Miller, 1971) di Robert  Altman, un atipico western ambientato in una casa di prostituzione, nel Montana del 1902. Le scene che vedete scorrere nel video sono tratte proprio da quel film.

Buon ascolto.

Sergio Pasquandrea

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Le sorelle della misericordia
non sono tutte partite né andate via.
Mi aspettavano
quando pensavo di non farcela più.
E mi hanno portato conforto
e poi mi hanno portato questa canzone.
Oh, spero che tu le incontri,
tu che hai viaggiato tanto.

Sì, tu che devi lasciare tutto ciò
che non puoi controllare.
Comincia con la tua famiglia,
ma ben presto arriva alla tua anima.
Beh, io sono stato dove tu ti aggiri
penso di capire come ti sei bloccato:
quando non ti senti santo,
la tua solitudine ti dice che hai peccato.

Beh, loro giacciono al mio fianco
e a loro ho fatto la mia confessione.
Mi hanno toccato entrambi gli occhi
e io ho toccato la rugiada sul loro bavero.
Se la tua vita è una foglia che le stagioni
strappano via e condannano
loro ti legheranno con un amore
che è grazioso e verde come uno stelo.

Quando sono partito stavano dormendo,
spero che tu le incontri presto.
Non accendere le luci,
il loro indirizzo puoi leggerlo alla luce della luna.
E non sarò geloso
se sentirò che hanno addolcito la tua notte:
non è in questo modo che siamo stati amanti
e comunque anche così andrebbe tutto bene. 

 

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Bonus track: Who By Fire.

Il testo è ispirato a Unetaneh Tokef, antica preghiera ebraica recitata durante le liturgie di Rosh Hashanah (la festa del nuovo anno) e Yom Kippur (il giorno dell’espiazione). Il maestoso signore barbuto che suona il sax è il grande jazzista Sonny Rollins.

 

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E chi per fuoco
Chi per acqua
Chi alla luce del sole
Chi nella notte
Chi per alta ordalia
Chi per comune processo
Chi nel tuo lieto lieto mese di maggio
Chi per lentissimo decadimento
E chi dirò che sta chiamando?

 

E chi nel suo smottare solitario
Chi per barbiturico
Chi in questi regni dell’amore
Chi per qualcosa di smussato
E chi per valanga
Chi per polvere
Chi per la sua cupidigia
Chi per la sua fame
E chi dirò che sta chiamando? 

 

E chi per audace assenso
Chi per accidente
Chi in solitudine
Chi in questo specchio
Chi per comando della sua signora
Chi per sua stessa mano
Chi in catene mortali
Chi in potere
E chi potrò dire che sta chiamando?

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leonard cohen

 

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