TRA LA PAROLA POETICA E LA MUSICA- Sergio Pasquandrea: Mai fermarsi sulle sedie

silvio rodriguez- concerto n.100 nei quartieri

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Nelle ultime puntate di questa rubrica abbiamo esplorato la canzone sudamericana: prima il Cile di Victor Jara, poi il Brasile di Chico Buarque, poi di nuovo il Cile con Violeta Parra, quindi l’Argentina con Astor Piazzolla. Rimaniamo nei paraggi e spostiamoci solo un po’ più a nord.

Silvio Rodriguez, cubano, classe 1949, è immensamente popolare nel suo paese e in tutto il Sud America, ma praticamente sconosciuto in Italia, anche se è stato premiato un paio di volte al Tenco e suoi brani sono stati incisi nella nostra lingua da Maria Monti (Parole), Gigliola Cinquetti (Ti amerò) e Fiorella Mannoia (Piccola serenata diurna, tradotta da Ivano Fossati). Negli anni Sessanta ha fondato il movimento della Nueva Trova, che ha rinnovato la canzone cubana, e ha collaborato con importanti compositori anche di ambito accademico, come Leo Brouwer.

Historia de la silla invita, con il linguaggio lirico e immaginoso tipico dell’autore, a non adagiarsi sulle verità più comode, per quanto rassicuranti siano, ma a procedere sempre oltre. Le sedie sono “pericolose” perché invitano a fermarsi, a riposare: e invece bisogna procedere oltre, rischiando la tempesta e la solitudine. Insomma, non risparmiarsi, ma donarsi, spendersi, senza remore.

Buon ascolto e auguri per l’anno appena iniziato.

Sergio Pasquandrea

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Storia della sedia

Sul bordo della strada c’è una sedia
La rapina si aggira per quel luogo
La giacca dell’amico è appesa
L’amico non si siede a riposare
Le sue scarpe logore sono specchi
Che gli bruciano la gola con il sole
E attraverso la sua stanchezza passa una vena d’acqua
Che gli asciuga con l’ombra il sudore

Sulla punta dell’amore viaggia l’amico
Sulla punta più acuta che si possa vedere
Questa punta che lui stesso affonda nella terra
Tra le rovine, sulle tracce di una donna
È per questo che è soldato ed è amante
È per questo che è legno ed è metallo
È per questo che lui stesso semina rose
Ma anche ragioni per bandiere e arsenali

Chiunque abbia una canzone avrà una tempesta
Chiunque abbia compagnia, solitudine
Chi segue il buon cammino avrà sedie
Pericolose che lo invitino a fermarsi
Ma la canzone vale una buona tempesta
E la compagnia vale la solitudine
Vale sempre l’agonia della fretta
Anche se è piena di sedie la verità

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