PROPOSTE DAI LETTORI- Riccardo Gabrielli: esercizi di ecfrasi

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PREMESSA METODOLOGICA (Wrong way, go back) Il peso simbolico delle immagini si affievolisce sugli schermi della nostra vita numerizzata: insoddisfatti anche delle fotografie più fedeli, siamo attratti dalla luminescenza dei monitor come falene da una lampada elettrica: i cinema residui non sono che la smentita di una promessa, e nessuno uscirebbe più il sabato sera, fosse per un rituale insensato: il chiarore al plasma dei Salons portatili può evocare soltanto il ricordo di un’epoca lontana, in cui si poteva ancora leggere la descrizione di un quadro; il candidato svolga gli esercizi per salvare la magia dei colori, il piacere delle figure, il dispiegarsi delle ombre, muovendo, questa volta, non dalla rappresentazione al discorso, ma in direzione contraria, con pertinacia, rassegnazione, metodo.

ESERCIZIO Il candidato chiuda gli occhi: lungo la linea della sua cefalea filiforme, l’orizzonte si contorna di una luce al neon azzurrofumo: il mare riflette il buio del cielo come un vetro scuro la volta notturna; ma le capinere volano come gabbiani e con il loro canto promettono l’alba.

ESERCIZIO Il candidato chiuda gli occhi: volti privi di vergogna ti osservano mentre la chiave si frantuma tra i faraglioni della serratura: l’incedere della fuga senza fine è ritmato dai passi più leggeri che si possano immaginare: l’ansia sforzata di toccare il suolo è la nota troppo alta di uno strumento musicale guasto; ma l’incubo non verrà ricordato al risveglio, e puoi sdraiarti a fumare anche al riparo della centrale idroelettrica sul Danubio.

ESERCIZIO Il candidato chiuda gli occhi: dal punto di vista della riparia, il reticolato dei cavi elettrici si confonde, in una quadrettatura scarabocchiata di china, con il cemento dell’intrico edilizio: spostando l’attenzione dalla perpendicolare alla base verso l’angolo piano del campo visivo, si scorgono anche le facciate delle case, con il puntinismo astratto delle loro finestre, e si distinguono le p greche pasticciate delle vigne; ma è oltre le colline che l’orientamento consueto si disfa (l’abito del cielo, gradualmente schiarito dal sole, di fronte allo sguardo, come se fosse l’infrangersi delle onde).

ESERCIZIO Il candidato chiuda gli occhi: il sommaco è circondato dal tempo in cui ancora non era visibile: la lieve pioggia di luce al tramonto non basta a offuscare il verde profondo delle ortiche; ma l’ora del giorno non è già quella che svela con un’occhiata il ritratto di Medusa, e puoi attardarti a cogliere un’azalèa per decorare i capelli della persona che ami.

ESERCIZIO Il candidato chiuda gli occhi: il sole dalla finestra proietta sul pavimento un parallelepipedo di calore festivo-pomeridiano: un esile giovane insegna il gioco degli scacchi a un bambino paffuto: i due occupano una scacchiera qualsiasi su una lunga fila di altre scacchiere identiche e libere, in una stanza arredata soltanto dai segni del passaggio di avventori occasionali: il giovane è in piedi e ha la consistenza diafana del cristallo, mentre il bambino è seduto, la sua concentrazione martellante è in contrasto con le grida annoiate e i rimbalzi distratti che giungono dal vicino campo da gioco; la consapevolezza vertiginosa di tutto ciò che non sarà mai ma è pur stato pensato, in un dato istante, e la terribile tensione di tutto ciò che non può essere toccato, e l’immane malinconia del negativo… tutto questo si respira nell’aria polverosa di quel pomeriggio.

 

Riccardo Gabrielli

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Nota

L’ecfrasi è generalmente considerata una figura nella quale un’arte tenta di correlarsi a un’altra arte definendo e descrivendo l’essenza e la  forma dell’arte originaria, e nel far questo “rivela” e “porta alla vita” particolari normalmente invisibili a chi non sia esperto di quella particolare forma d’arte. Un’opera descrittiva di prosa o di poesia, un film o perfino una fotografia possono quindi evidenziare, ciascuna col linguaggio che le è proprio, il significato o le particolarità di una qualunque altra opera delle arti visuali, e nel far ciò espandere l’esperienza estetica del fruitore. Un quadro può rappresentare una scultura e viceversa, una poesia illustrare un quadro, una scultura ritrarre la protagonista di un racconto: nelle giuste circostanze una qualunque arte può descriverne una qualsiasi altra, specialmente se l’elemento retorico, inteso come il sentimento dell’artista quando ha creato l’opera, è presente- Wikipedia

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