LA CASA DI JIM THOMPSON – di Teresa Mariniello

pianta dell’insieme

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In fondo a una piccola strada di Bangkok l’armonia dei tetti rossi di un complesso di case tradizionali thai annuncia subito il contrasto con il ritmo eccessivo della città. Gli ingressi al complesso di case in realtà sono due, il secondo è quello che dal canale porta direttamente nella parte posteriore, attraverso patii, giardini tropicali contornati da vasche d’acqua .

Jim Thompson, americano e uomo dalla vita intensa e avventurosa, aveva concepito questo complesso come sua residenza con un misto di riferimenti all’arte orientale e occidentale; intanto aveva fatto smontare alcune case tradizionali dell’antica capitale Ayutthaya facendole rimontare e disponendole in modo da creare più corti interne. Tutte le case sono in teck, un legno tropicale molto duro, e sono sollevate dal suolo grazie a solidi pali.

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Questo sistema antico ha contribuito a proteggere nel tempo gli abitanti dalle inondazioni e dagli animali selvaggi fornendo nello stesso tempo uno spazio per conservare i raccolti. I tetti appuntiti con gli ampi spioventi hanno assicurato poi non solo la giusta protezione dalle intemperie ma anche creato un’ampia terrazza all’aperto dove poter svolgere molte delle attività familiari. Gli interni sono particolarmente studiati ed eleganti, alcuni, come il salotto, si distinguono per la raffinatezza nell’accostare un lampadario belga di cristallo con le statue in legno degli spiriti guardiani birmani poste in nicchie e ancora, disporre collezioni di ceramiche inglesi accanto a Budda in pietra.

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Del resto il proprietario Jim Thompson, si era sempre distinto per la sua stravaganza ed eccentricità colta. Architetto americano, si trovò a servire l’esercito durante la seconda guerra mondiale nell’ufficio dei Servizi Strategici, paragonabile all’attuale CIA; nel 45 fu inviato nello Sri Lanka per preparare un’invasione della Thailandia, paese che lo colpì particolarmente-

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Successivamente non solo vi si stabilì ma anche riuscì ad avviare sia la produzione che il commercio della seta thailandese.

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In poco tempo divenne uno dei maggiori produttori e venditori di seta al mondo, in grado di soddisfare sia le richieste della casa reale thailandese che quelle dei teatri americani.

La sua vita affascinante terminò in modo misterioso. Durante una vacanza in Malesia nel corso di una gita, Jim Thompson, allontanatosi dal gruppo, non fece più ritorno né si trovarono tracce del suo corpo.

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Teresa Mariniello

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N.B.- Tutte le immagini a corredo dell’articolo sono di Teresa Mariniello

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