ISTANTANEE- Anna Maria Farabbi: “ Lingue allo specchio” di Ombretta Ciurnelli

ana kapor

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In quarta di copertina, sfavilla Walter Benjamin:- Come i frammenti di un vaso, per lasciarsi riunire e ricomporre, devono susseguirsi nei minimi dettagli, ma non perciò somigliarsi, così, invece di assimilarsi al significato dell’originale, la traduzione deve amorosamente, e fin nei minimi dettagli, ricreare nella propria lingua il suo modo di intendere, per far apparire così entrambe – come i cocci frammenti di uno stesso vaso – frammenti di una lingua più grande.-

Aprire una ricerca con questa finestra annuncia rigore, amore per il dettaglio, vasta e profonda esplorazione, e tensione riflessiva per tracciare la mappa dei fili, quei fili, quei nodi, tessuti e intrecciati dietro il volto del tappeto.
Coloro che sanno il significato della tessitura, leggono il lavoro da dietro, dalla faccia filata che sta a terra.
Ombretta Ciurnelli, che da anni seguo e apprezzo per la sua ricerca e per la sua poesia dialettale, porta alla luce un viaggio fondamentale  sondare, leggere, valutare il rimbalzo della poesia dialettale fino alla traduzione in lingua. Qui, illuminare le cifre e le intenzioni della traduzione, se nata dal poeta stesso o affidata, se concepita come approssimazione tradente o libera ricreazione.
Ciurnelli apre e documenta, cita, individua, porge e spinge i lettori a riflettere, a cercare opere, incontrandole dal fondo in lingua italiana per riemergerle nell’originale dialetto.
Il suo lavoro linguistico non prescinde dalla narrazione dell’impostazione grafica, significandole. Il viaggio attraversa tutta l’Italia, toccando opere e nomi, e registri storici dentro cui l poesia dialettale è fiorita in qualità indiscutibile.
Personalmente, ritengo che questa opera finalmente approfondisce la distanza, il ponte,  poco considerato, tra la poesia dialettale e la sua traduzione in lingua. Tocca uno degli aspetti più importanti della cultura del poeta dialettale, della sua identità.
L’architettura perfetta del libro permetta di chiarire immediatamente i parametri tematici e gli interni cesellati. La bibliografia dei testi citati e l’indice dei nomi è lo specchio sintetico dell’opera e immediatamente ne rivela la qualità.
Spesso si parla della traduzione, nelle sue problematiche interpretative, raramente o mai della traduzione della poesia dialettale. Finalmente questo contributo ci raggiunge.
La dedica al padre è quanto mai appropriata e intensa: riconosce la radice e la nomina amorevolmente.

Anna Maria Farabbi
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NOTE SULL’AUTRICE

Ombretta Ciurnelli è nata nel 1947 a San Martino in Campo (PG) e vive da molti anni nel capoluogo umbro, a Perugia, dove si è laureata in Lettere Moderne e ha insegnato materie letterarie nei licei scientifici. Nel dialetto perugino ha pubblicato i seguenti libri: Badarellasse ncle parole, abbecedario di acrostici (contenente un CD con voce recitante, Guerra Edizioni, Perugia 2007); L’arcontastorie (contenente un CD con voce recitante, Guerra Edizioni, Perugia 2008); Si curron le formiche (Guerra Edizioni, Perugia 2010); La città del vento (Edizioni Cofine, Roma 2013).

Ombretta Ciurnelli, Lingue allo specchio – ali&no 2019
poesia in dialetto e autotraduzione

 

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