IL  LATTE, NUTRIMENTO DEL COSMO- Recensione di Lucia Guidorizzi

octavia monaco

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Gli studiosi di simboli conoscono molto bene il valore della ricerca iconografica attraverso la quale riemergono contenuti mnestici presenti in tutte le culture e a tutte le latitudini. Francesco Boer appartiene a questa categoria di appassionati ricercatori e con questo suo libro ci offre una preziosa testimonianza di come le immagini ci parlino un linguaggio ancestrale, intimamente connesso con i cicli della vita e della morte. L’autore stesso si definisce un ricercatore di simboli che segue un tortuoso filo d’Arianna che lo porta a vagabondare in luoghi remoti e in tempi dimenticati, non tralasciando però il tempo attuale, nel tentativo di rammendare lo strappo originario che attraversa l’esistenza umana come una ferita metafisica.

Del suo prezioso e straordinario libro c’era davvero bisogno, perché il suo indagare ci porta a considerare uno dei temi più importanti dell’esistenza stessa: quello dell’allattamento.  In un viaggio affascinante che parte dai primordi della storia dell’umanità, attraverso mondi e culture differenti, Francesco Boer analizza il tema del nutrimento originario: il latte materno. Il seno della Madre si configura come coppa lunare, in grado di ricevere la luce celeste per riversarla su tutte le creature viventi: si tratta di una sorgente inesauribile di rugiada celeste, che nel dono di sé, irrora di vita il Cosmo.

Come Dante scrive nel Canto XXXIII del Paradiso, nella bellissima preghiera di San Bernardo  rivolta alla Vergine, “Qui sei a noi meridiana face/ di caritate e giuso, intra ‘ mortali, / se’ di speranza fontana vivace.”

Moltissimi sono i riferimenti iconografici presenti in questo libro, ripartito in cinque capitoli che affrontano da diversi punti di vista il tema dell’allattamento: nel primo “La dea che allatta” vengono ricercate le ascendenze arcaiche di un soggetto molto frequente nell’iconografia cristiana: quello della Galaktotrophousa (Madonna del Latte) che si riscontra anche nell’Antico Egitto nella figura di Iside che allatta il figlio Horus e, andando ancora più indietro  nel tempo, compare in una statuetta cipriota risalente al 1450 -1250 a.C. in una figura femminile che allatta un bambino (non dimentichiamo che Cipro è la patria di Afrodite). Il latte assume una dimensione celeste anche nel mito greco della nascita della Via Lattea, magistralmente dipinto da Jacopo Tintoretto nel 1575-1580 circa. Nel secondo capitolo “La sorgente di vita” viene presa in considerazione la dimensione metafisica del latte stesso: compaiono figure di sirene che allattano (metafora del nutrimento che il mare offre alle popolazioni che vivono sulle coste) per divenire simbolo alchemico, dove il latte della sirena  veicola complessi contenuti allegorici, per giungere a considerare una fontana del XIV secolo che rappresenta la sirena Partenope che con il suo latte addolcisce e mitiga le fiamme del Vesuvio. Interessante è la celebrazione degli opposti: in questa scultura è rappresentata la misericordia femminile che placa, proteggendo i suoi figli dall’energia tellurica distruttrice.

Nel terzo capitolo, “Il seno della Natura”, compare l’immagine dell’Artemide plurimammelluta di Efeso, che adombra la Natura, come afferma anche Perre Hadot nel suo libro “Il velo di Iside. Storia dell’idea di natura.” Essa si configura come la Madre del tutto, diviene la personificazione del Cosmo, di cui il latte è l’essenza stessa. Il latte di vergine per gli alchimisti è simbolo dell’anima infusa dal Creatore nella sua creazione, preziosissima essenza che solo il vero sapiente è in grado di raccogliere. L’Artemide efesina è rappresentata anche come sorgente della Sapienza, vaso in grado di raccogliere la luce di Dio e l’influenza degli astri.

Nel quarto capitolo, “Bestie, uomini e dee” che parafrasa il titolo del libro di Ossendowski “Bestie, uomini e dei”,  compare l’aspetto più demoniaco dell’allattamento, quello che la psicoanalista Melanie Klein identifica con “il seno cattivo”, adombrato dalle figure allegoriche  della Lussuria, dell’Invidia e di altre presenze animali, come la lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo, o demoniache, come la demonessa Putana che tenta invano di uccidere Krishna con il suo latte avvelenato.

L’ultima sezione del libro si conclude con il capitolo “Disseta l’anima” in cui compare l’immagine della Vergine Sophia, la Sapienza Divina, che si confonde con l’immagine di Cristo stesso. In quest’ultima parte viene presentata anche un’interessante immagine della Vergine Maria che reca sollievo alle anime avvolte dalle fiamme del Purgatorio, facendo cadere su di loro la rugiada divina del suo latte. Qui Francesco Boer sottolinea l’evidente parallelismo tra la precedente immagine della Sirena Partenope che con le gocce del suo latte placa le incandescenze del Vulcano.  Compare anche il quadro di Jules Lefebrvre, la Carità romana, (1864) che ricorda un famoso episodio in cui la figlia di un prigioniero condannato a morire di fame va a trovare il padre in carcere e lo sfama offrendogli il suo seno. Il percorso intorno alle immagini dell’allattamento si conclude con la sfolgorante immagine di Sophia, dal volto rosso di fiamma che offre da bere il suo latte di Sapienza a coloro che la amano, i filosofi. 

Questo libro di Francesco Boer ci fa comprendere come un gesto così familiare e così intimo sia in realtà veicolo di contenuti profondi, legati alla sfera del sacro e del simbolico ed offre un percorso iconografico ricco di suggestioni e spunti di riflessione. Il latte è dunque nutrimento, ma assume una valenza sottile che appartiene alla sfera dello spirito, nel latte e nell’allattamento si nascondono i misteri dell’Alchimia e del Cosmo ed è bevanda di rigenerazione interiore.

Lucia Guidorizzi

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Note relative all’autore

Francesco Boer è ragioniere ed alchimista, scrittore, falso profeta, poeta e ciarlatano. Vive a ridosso del confine fra realtà e fantasia, e per guadagnarsi da vivere fa il contrabbandiere: di notte esporta di nascosto le regole della ragione nel regno dell’immaginazione, mentre di giorno riporta indietro alla civiltà degli uomini i colori dei sogni.

Ha pubblicato numerosi libri  tra cui “Il viaggio sotterraneo” Mursia editore, 2014,“Alchimia dei simboli”,Il Cerchio della Luna, 2016, “Labirinto interiore”,  Editore Project, 2017 “L’immaginazione non è uno stato mentale”, Fontana editore 2019 ed è curatore del blog “Alchimia dei simboli”

 

Francesco Boer, Latte dell’anima. Immagini simboliche dell’archetipo materno- StreetLib 2018

 

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