PROPOSTE DAI LETTORI- da “La terra sotto i piedi”poesie inedite di Gianluca Del Prete- Breve nota di Fernanda Ferraresso

alessandro tofanelli

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C’è una grazia inattesa in questi versi, quasi un’ingenuità salvata,  dai marosi del quotidiano, dalle tempeste del pensiero e del desiderio, dall’inappetenza del senso profondo, scavalcato e calpestato da tutto quanto è rapidità e consumo. C’è un’attenzione alla tensione interiore, alla fragilità e alla consapevolezza che ci fa capire con chiarezza che nulla si salva dall’andare in frantumi e, pur restando coi piedi per terra, il rendersi conto che c’è cielo, tutto il cielo e la sua densa foresta di galassie dentro ognuno di noi, ed è quanto ci salva e ci trattiene con la forza più tenace e lieve che esista, l’amore.

Fernanda Ferraresso

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alessandro tofanelli

 

 

ANTOLOGIA DEL QUOTIDIANO

Sapere che i pullman passano,
(mi conforta)
che gli autisti si svegliano alle 4
in lotta per un minuto
soli al volante,
schiavi normali,
canguri delle fermate.
autisti, autisti tra la notte e le colline!
i neon della sera e gli zaini delle scuole,
chi l’ha detto, che gli sforzi
son vani?
mi ricordo le mani d’un meccanico
sempre allegro e gentile,
la voce stridula e giocosa
che se poco era lo stipendio
unto di nero
rideva con dignità.
se la vita è buona,
se ci si saluta
se non è una trincea
questo nostro esserci.
Sapere che i pullman passano,
che per qualcuno un minuto
è severo e veloce
da non poterlo perdere,
mi conforta.

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BILANCIO IMPROPRIO

pensandoci
quest’anno mi sento meglio:
quanto di prezioso ho vissuto
è stato precario
fragile
e frugale.
come un pasto
due parole
mi riportano
a casa.

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Quando parliamo
quando ci guardiamo
per non offendere il silenzio
e la lealtà
bisogna costruire, gettare
un filo di voce e d’orecchio,
di labbro
– come
polvere d
i mattone.
Nell’aria redimere
il cuore annerito.

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alessandro tofanelli

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POESIE D’AMORE

Treno

alla fine di maggio sei venuta da me, crespa
gialla di luce di campagna, di Sud.
ero così smarrito, bassi gli occhi,
ma per un attimo si sentì il mare dal finestrino.
se immagino, ora, mi appare
il tuo polso chiaro, levigato.

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Sognavo la tua pelle
l’aria bianca ingenua splendente,
la tenerezza da noi versata sulla strada
per evitare di guardarci.
Il tuo esile filo di voce!
Riaggiusti il mondo con una sillaba.
Qualcuno chiama l’Alba.

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Avevi un aquilone sulla bocca
toccami
io e te quando
ci toccavamo
ero in una tasca celeste
……….in un attimo nuovo.

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alessandro tofanelli

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Quella volta
scendemmo timidi nei fianchi-
nella notte poi sciolta.
Nelle giornate scure
mi manca la vita
la tua schiena non è più
la banchina delle mie ore.
Accarezzami le palpebre, ti prego
toglimi dal petto questi lividi.

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I morti

i morti scompaiono – ho paura!
forse volano
sulle montagne, nel cielo
forse vagano ovunque
un bacio di certo un bacio
i morti non possono darlo
non godere un respiro,
non sentire più
tu che mi chiedi,
le dita
la terra sotto i piedi.

 

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Note sull’autore

Gianluca Del Prete è nato a Napoli nel ’94, vive in Toscana. Studia lettere all’università di Pisa.
I testi sono tratti dalla sua prima raccolta di poesie: La terra sotto i piedi.

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