GLI “ALFABETI SEGRETI”. Privato e visionario nella raccolta di Fernanda Ferraresso- Recensione di Loredana Magazzeni

laboratorio architettura-studio -fondazione mies van der rohe-el pabellon de verano

.

Edito nella collana Parole di cristallo della casa editrice Terra degli Ulivi, la nuova raccolta di Fernanda Ferraresso conserva il carattere dominante della scrittrice padovana, la sua capacità di assemblare e costruire impalcature di senso e rappresentazioni della realtà, servendosi di un lessico che, come sottolinea Anna Maria Curci, “non si spaventa del privato e del visionario”, anzi, li conglomera e li addensa, in strutture poetiche potenti.

Forse per la sua formazione professionale, artistica e soprattutto architettonica, per il lavoro quotidiano che la vede ogni giorno a contatto con le opere d’arte, soprattutto di artiste contemporanee, che seleziona con cura per il blog di poesia da lei creato e diretto, cartesensibili, Ferraresso ama assemblare parole a immagini dense, materiche, che si depositano come strati di pietrame a costruire una casa della poesia che sia anche casa dell’essere e del divenire.

Per questo ha bisogno di chiamare in causa la poesia e i suoi alfabeti segreti che, come codici criptati, montano e smontano l’esperienza quotidiana, e la rimodellano con lo scopo di creare mondi, di dissodare dure realtà, di restituire un senso più autentico alla vita e al suo trascorrere.

“Un’opera perenne, perché in perenne divenire, ininterrotta, incessante, di codifica e decodifica del dato sensibile che giunge alla coscienza”, scrive ancora Anna Maria Curci e sono d’accordo con lei nel riconoscere alle strutture compatte e friabili degli alfabeti di Ferraresso la fluidità di monologanti meditazioni, di testimonianze che scaturiscono da uno stato simile a quello delle mistiche, ovvero da una disposizione dell’animo a farsi voce suo malgrado: “le parole vennero dopo/ uscirono come qualcosa che stride/ da tutto il corpo uscirono come un grido/ e la pelle fu da subito un asterisco/ sotto l’arco del piede/ una scrittura analfabetica di brividi/ qualcosa che si voleva dire/ ma non aveva parole”. Una scrittura che porta alla luce memorie: “ nei ritmi di una vita che mi chiama dentro le sue mappe/ passo da passo da tutto il suo passato/ che è il mio libro sconosciuto il midollo del mio albero” come linfe vegetali, che risalgono il tronco per divenire visione. La visionarietà scaturisce come una vertigine dai suoni stessi della lingua, creando cortocircuiti fonici: “frodando e fiondando/ come un davide la memoria/ una carne liscia terra striscia d’acqua/ che rabbocca il panno/ nel letto della notte morte” che rafforzano le visioni. La scrittura è essere, dunque “tutto ciò che scrivo  tutto è un autoritratto” scrive, ribadendo il carattere intimo di questa scrittura che colleziona piccoli gioielli dentro un fluire che è riflessione sulla sacralità dell’essere:“pensavo/ chissà se spezzando il corpo di un libro/ esce il sangue dell’autore”, ma anche appassionata corsa nella luce: “mondi altissime montagne e/ pianure città di polvere mari come schiume/ di cavalli la grande corsa fino a riva/ fino a tutte le spiagge dei miei pianeti rinchiusi/ in un delirio di luci in frammenti di suoni”.

 

Loredana Magazzeni
Articolo apparso in Le Voci della Luna-marzo 2019

.

laboratorio architettura-studio -fondazione mies van der rohe-el pabellon de verano

 

Testi tratti da Alfabeti segreti di Fernanda Ferraresso

 

le parole vennero dopo
uscirono come qualcosa che stride
da tutto il corpo uscirono come un grido
e la pelle fu da subito un asterisco
sotto l’arco del piede
una scrittura analfabetica di brividi
qualcosa che si voleva dire
ma non aveva parole
solo echi di voci perdute prima
prima di essere qui
in questo ora tradotto
che ci ha afferrato
dalla vena della madre
per una canzone sotterranea
nell’acqua primordiale
una miniera di silenzi
come nomenclature dei vuoti
segnate a corredo
di una storia perduta

.

dentro le carte
i m m a t e r i a l i
imbrattiamo di parole
le poesie che navigano
da milioni di anni
l’intero universo
il tempo è
solo una tra le tante
intricate tessiture
riversate
tra riva e rima
senza seguire una riga
in una scena d’inchiostri
fluidi e linfe che si mescolano
china resta per esteso la vita
la più segreta e immortale
tra tutte
la parola mai scritta

.

bassa
ho camminato nella foschia
ero
un numero infinito di onde
sporche di sabbia case ingombre
stavano distese come alfabeti segreti
come corpi spogli di donne
a perdita d’occhio l’aria
non più chiara
come una bugia si era lentamente
trasformata in roccia e nera
una gabbia chiudeva il litorale dentro una vasca
l’estate era un pesce rosso dentro una boccia d’acqua gelata
orrore ovunque
la terra era un fuoco di ceppaie
persino il mare brulicava di fiamme
tutto e dovunque bocche imprecise pronunciavano morte fumo polvere
di ruggine un rumore di ruote metalliche
poi un sordo correre di carri rompe l’asfalto
e dal catrame qualcosa
simile al germoglio schiude il suo occhio
nasce tenero un verde che l’aria ripulisce
e una furia di insetti è la mia testa
un marasma di suoni dentro il mio letto
io sono il fantasma nella parte posteriore della stanza
sono la spina dentro la testa
nel petto esplodo milioni di galassie
pronuncio un sole di sillabe
tutte in una volta
sono il transetto spaccato della memoria
sono
la sventura che senza fine ti cancella e poi
ti rinasce ancora
e ancora
ancora una volta

.

laboratorio architettura-studio -fondazione mies van der rohe-el pabellon de verano

.

tutto ciò che scrivo …..tutto è un autoritratto
il continuo monologo con tutte le altre forme
mai costruite a cui do voce
in un inchiostro simpatico
che affiora vagamente in ogni rivisitazione
di questo o quel fatto
e non si tratta di aggiungere particolari mancanti
verità nascoste alle storie che già mi sono note
ma trovare in quella me stessa che appare la medesima
ciascuna di quelle altre che manca
e spesso ha una storia del tutto diversa da raccontare
un andare nel verde della parola
come dove nasce una radice
sottile un’erba miracolosa di memoria fossile
oltre l’esilio del buio
oltre la maturità di un silenzio ingegnoso
che sgorga l’oro nero
da quelle voci sommerse
e scrivere
scrivere la fortuna di poter essere
tutto quanto la parola crea correa di una nuova distanza
che lascia alle nostre spalle tutto quanto era dolore e dolo
per ricominciare ogni volta da capo
il nostro personale colpo di stato
per dare voce a tutte quelle eco che sono il mondo
dentro di noi
mangiato respirato e conservato in cellule
e sillabari segreti da dilapidare senza paura di perdite
un universo tutto nostro
scritto in lettere di pane non più d’inchiostro

.

nell’indicibile
del sogno e l’infinita ombra
del vero nello spazio la parola pianta
in quel volume la sillaba piana
la sua tenda sgombra
di vento non ha senso
se si muove nel bianco
o si veste di tempo come se il tempo avesse
un abito e un ago con cui ricucirsi il corpo

e non si sovverte non si avverte
la storia resta al limite del testo
attestata alla frontiera che non ha varco
non si attraversa è in bilico dentro il movimento
invisibile nel suono che non si pronuncia
forma dell’impronta senza ombra

senza sospetto si guarda
in uno specchietto senza allodole

non sa pensare non conosce l’autore
viene dai vuoti di un chiarore lontano
erto un difficile universo
costipato di buio come pali infissi nel viaggio
lampo che nel chiuso dello sguardo accorto
squarcia il vuoto territorio di un volto mai visto

interroga il silenzio ne tocca la polpa assaggia
il suo fiato con un bacio
sulla bocca chiusa respira la rosa del frammento
l’unguento l’ustione la lingua del drago
il dialogo originale
la mela e il seme il generoso involucro
di un primitivo vuoto

senza identità
tutto
l’indicibile
un detto
alfabeto segreto
un monologo dentro di sé

.

di niente sono ricca
e tutto è mio
completamente intimamente che non distinguo
brani o parti di questo corpo
che l’universo mi tiene addosso
e luce e suono cosmo indosso

sono così ricca di vuoto
la poesia che mi respira
non mi consente di chiudere gli occhi
di guardare da un’altra parte

porto ciò che incontro
lungo il mio percorso
a nessuno chiedo
di condividere ciò che intimamente è mio scoglio dubbio visione o addirittura illusione
la consapevolezza dell’errore che mi tiene in piedi
e mi sprofonda nel mio niente
è l’individuazione di me stessa
e solo a me tocca come compito
per avvicinarmi al senso per cui questa vita
vivo e abito

.

laboratorio architettura studio-epílogo del principio (el secreto de las medusas) – pabellon de verano mies van der rohe

 

siamo tutti superstiti
dalle ossa della morte
di milioni di altri veniamo
dai corpi senza lamento di ogni passato strazio
dalla fine senza testamento di foreste e oceani
di bestie che non hanno ancora avuto un nome
ma sono allacciati alla clessidra del nostro tempo
in questo spazio che non è immenso ma un grumo
di sangue rappresosi per forme
e in quelle c’è la stella di domani già vecchia e consumata
dal verme di ieri

e l’uccello azzurro del futuro lo mangia
e si sciolgono le fontane e i secchi per abbeverare le storie
cantano le gemme dell’acqua sui sassi delle vecchie memorie

rompono il dolore della pietra ne fanno sabbia lungo tutti i mari
e schiuma la porta delle ore e il cane della morte ha di nuovo
la bava alla bocca e corre e non si siede
a trovare respiro lungo la notte

eppure lontano appena visibile
in una sagoma d’arca nell’arco del tempo
che ancora ci sorregge tutti
c’è qualcosa come una polvere
che per un respiro di nuovo si addensa e

tutto ancora
nella stessa storia
ricomincia

.

ogni cosa
ricorda ogni cosa e ogni essere
ogni vivente ha in sé scritta
una parola
che è la parola segreta della vita
ricorda niente è dimenticato o
abbandonato alla deriva
niente viene perduto
per quella parola
quella che ognuno ha in sé
tutta la vita

.

la tua carezza leggera
terra sopra di me
è un cirro d’aria

il resto
non ha presenza

.

Fernanda Ferraresso, Alfabeti segreti– Terra d’Ulivi 2018

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.